Maurizio Stirpe 20 anni dopo ha la stessa voglia di far bene di quando prese in mano un club che era uno dei tanti della C2.
Quando ne divenne presidente, il Frosinone Calcio era conosciuto solo dagli appassionati laziali e da quelli che mangiavano pane e calcio.
Che vent’anni dopo dovesse parlare della terza avventura del club nella massima serie nessuno poteva immaginarlo. Forse nemmeno lui.
E invece, eccolo qua, a raccontare venti anni in pochi minuti, a spiegare chi resta e chi parte degli eroi dell’ultimo campionato e a fissare le linee che il suo club seguirà per questo e per gli anni a venire.
Il presidente ricorda il momento della retrocessione dopo i cinque anni di B, e a questa data Maurizio Stirpe fa riferimento come ideale chiusura di una prima fase, quella che ha portato i canarini alla ribalta del calcio nazionale.
La seconda fase, attraverso i successi nel torneo Berretti e negli Allievi Nazionali, ha proposto al mondo del calcio una società più matura e consapevole. Davvero tanti gli obiettivi centrati nei secondi dieci anni: altri 4 campionati vinti, due finali e una semifinale playoff e il consolidamento del brand Frosinone, con la crescita contestuale tutte le sue componenti.
L’anno che ha chiuso la seconda fase è stato bello, così bello che ancora tutti a volte ci domandiamo se sia accaduto davvero o se sia un parto della nostra fantasia.
“Con Grosso abbiamo vinto giocando bene – sottolinea legittimamente orgoglioso il presidente – Quel che era già accaduto in parte nella scorsa stagione, ha trovato forma compiuta in questa. Noi chiedevamo a Fabio e alla squadra una salvezza anticipata e nulla più, perché il criterio del risanamento dei conti non era rinunciabile. Non pensavamo di poter raggiungere da subito un traguardo simile, è stata una scoperta piacevolissima, che ora ci consentirà di proseguire il percorso attraverso una pianificazione corretta e puntuale. Ancor più del meraviglioso risultato, conta il modo in cui l’abbiamo raggiunto. È stato un campionato straordinario, e penso di non dire inesattezze affermando che non c’è stata una sola partita in cui la squadra abbia palesato reali difficoltà”. E allora? “Allora onore a chi ha formato la squadra, a chi ha saputo dirigerla in modo esemplare e naturalmente a tutti i ragazzi”.
LA TERZA SERIE A: OBIETTIVI TECNICI E A PIÙ AMPIO RAGGIO
Il presidente, a questo punto, non può non ricordare l’esperienza della prima serie A: “Ci affidammo al gruppo che se l’era guadagnata e non uscimmo con le ossa rotte, anzi… Fummo in corsa per la salvezza fino a due giornate dal termine e possiamo archiviarla come un’esperienza dignitosa e sfortunata.
Mi viene in mente poi la stagione successiva, l’ultima del Matusa, che fu davvero particolarmente sfortunata.
Perdemmo la A diretta per differenza reti e poi nei playoff arrivò una sconfitta in una gara giocata in doppia superiorità numerica. Davvero il Matusa meritava un’uscita di scena migliore”.
Ma torniamo a oggi e a un Frosinone che sta bene e “non farà l’errore della seconda serie A. In quel caso commettemmo sbagli nella gestione tecnica e anche in quella economica. Volevamo restare per forza in A e arrivarono perciò degli errori di valutazione. Oggi invece si apre una terza fase che deve consolidare il percorso di crescita”.
Inevitabile, l’argomento del giorno, l’addio di Grosso.
“La sera del 20 maggio ho invitato a cena Angelozzi, D’Oronzo, Grosso e il suo secondo, alcuni contrattualizzati, altri no, ma non era un elemento determinante. Da noi per chi lavora bene le porte sono sempre aperte. In quella serata ho esposto quali fossero le intenzioni del club in merito al futuro prossimo e ho dato a tutti un termine congruo, il 9 giugno, entro il quale comunicarmi la decisone. Guido Angelozzi e Piero D’Oronzo hanno deciso di proseguire, l’allenatore non mi ha risposto entro il 9, ma il 14 mi ha inviato un sms, anche delicato, attraverso il quale ha declinato l’offerta di prosecuzione”.
Il presidente, ad esplicita domanda, ha specificato che il modo poco convenzionale col quale Grosso ha comunicato la propria decisione non è certo un elemento che in qualche misura possa intaccare il bellissimo e prezioso lavoro svolto da Grosso e la conseguente riconoscenza.
Ora si volta pagina e si guarda avanti, poco importa che la risposta sia arrivata adesso, perché la squadra dovrà essere pronta non domattina, ma all’inizio del campionato. Con chi alla guida?
“Con un allenatore non distante dall’idea di gioco di Grosso. Vogliamo una squadra che si diverta e faccia divertire i tifosi.
Obiettivi? Il principale è quello di vivere la stagione con dignità facendo parlare bene di noi, sempre nel rispetto della sostenibilità. Se questo potrà significare salvezza ce lo dirà il solito giudice unico, ovvero il campo”.
CRESCITA ANCHE NELLE INFRASTRUTTURE
La sostenibilità passa ovviamente anche per risorse aggiuntive che dovranno arrivare da sponsor e da chi vuol bene al Frosinone. Il concetto è chiaro: “Indosseremo l’abito che ci possiamo permettere. Dobbiamo creare infrastrutture e organizzazione tali da mettere nelle migliori condizioni possibili chi un giorno si avvicinerà. Oggi è sempre più difficile investire nel calcio, senza affiancare alle risorse competenze e progetti che partano dalla base della valorizzazione del marchio, attraverso una strategia precisa. Il Frosinone non è mio, io sono un gestore, ma il club è della città, dei tifosi, di chi vuole provare a sostenerlo. Il nostro modello virtuoso deve essere l’Empoli. L’azionista serve, ma da solo non basta. Intorno devono esserci le condizioni giuste per operare al meglio”.
La proprietà investirà pertanto sulle infrastrutture, per completare un percorso intrapreso già da qualche anno. Entro il mese di luglio verranno completati i lavori allo stadio per dare un nuovo look alla mix zone e a breve infermeria, area tecnica e marketing verranno tutte inglobate all’interno dello stadio. Una strada di collegamento per i tifosi ospiti, fruibile solo in occasione delle manifestazioni sportive, costituirà un ulteriore passo avanti.
Il tocco finale sarà quello di dotare l’area del Casaleno, quella che guarda all’esterno dello stadio, di spogliatoi, docce e centro di fisioterapia. Ulteriori obiettivi saranno quelli di riportare a Frosinone tutte le squadre giovanili ad eccezione della Primavera
e di dotare la prima squadra di una struttura con doppio campo in erba non distante dallo stadio, attraverso la rigenerazione di strutture esistenti. A Ferentino resterebbero la Primavera ed il calcio femminile, Fiuggi sarà un centro per i ritiri estivi, non solo del Frosinone ovviamente, attraverso la rimodulazione del progetto di Capo i Prati.
Chiusura sulla campagna abbonamenti, che il 19 avrà il suo via ufficiale, con la conferenza del direttore Gualtieri.
“Ho voluto che la campagna abbonamenti partisse dopo questa mia conferenza, affinché tutti potessero precedentemente conoscere gli intendimenti del club in vista di questa serie A. Cosa mi aspetto? Mi aspetto di riempire lo stadio con i soli abbonati, perché credo che il nostro sforzo sia meritevole di adeguato sostegno da parte di tifosi e sponsor”.
Il Frosinone e Maurizio Stirpe cominciano così la fase tre della loro meravigliosa convivenza. Buon viaggio, giallazzurri!

