Frosinone prosegue coi 2-2: col Pescara è il terzo di fila

 

Terzo due a due di fila per il Frosinone, che al cospetto di un Pescara battagliero va sotto di due reti nel primo tempo, ma poi trova il modo di agguantare il pari in un convulso finale. E’ stata una gara strana, peraltro condizionata da un episodio di cronaca, con due vigili del Fuoco finiti in ospedale perché storditi da un petardo proveniente dal settore della curva riservato ai pescaresi. Il Frosinone ci ha messo tanta buona volontà, ma le cose non sono andate per il meglio e la partita sembrava a lungo stregata. Ora la coppia Monza-Venezia è cinque lunghezze più avanti, ma mancano ancora 10 giornate e tutto può ancora succedere.

LA CRONACA
Inizia ad handicap il match della compagine giallazzurra: Di Nardo, imbeccato a centro area e lasciato incredibilmente libero , può calciare da posizione favorevolissima  e non lasciar scampo a Palmisani. Due minuti più tardi il Pescara è costretto alla prima sostituzione per l’infortunio occorso a Faraoni.
Il Frosinone fatica a rispondere e al 5′ è ancora Acampora che chiama all’opera Palmisani: il portiere alatrense si tuffa e blocca in presa.  Al 13′ Marchizza ci prova da posizione defilata, con palla deviata in angolo.
I ciociari accentuano la pressione e il Catanzaro sembra in difficoltà, poi il match subisce una lunga sospensione per un petardo esploso dalle parti del settore ospiti e alla ripresa è Berardi che ci prova da posizione defilata, senza però trovare la porta ciociara. Il Pescara raddoppia al 33′ ancora con Di Nardo che lanciato da Brugman calcia a fil di palo sorprendendo Palmisani. In un primo momento il gol non viene concesso, ma poi l’arbitro indica il centrocampo. Il Frosinone prova a reagire con Ghedjemis, ma Saio blocca la sua conclusione centrale. L’arbitro concede 9 minuti di recupero e nel primo Calvani trova il gol di testa. Il Var però richiama l’arbitro per punire una spinta impercettibile dello stesso Calvani su Altare.
Al 6′ di recupero Cichella calcia un vero e proprio rigore in movimento dopo una bella azione della squadra  canarina, ma il palo beffardamente dice di no. Serata stregata.

LA RIPRESA
La gara per i primi dieci minuti è un continuo assalto del Frosinone, che al 50′ ci prova con Kvernadze: blocca in due tempi Saio. Il Pescara ha però ampi spazi in ripartenza e così al 58′ è Acampora ad andare abbastanza vicino al gol. Al 63′ a provarci è Meazzi, con palla ancora una volta fuori.  Attacca la squadra ciociara, ma senza la necessaria lucidità, stordita dagli eventi di una serata infausta. Ci prova all’80’ Zilli, con palla alta sulla traversa. Il Frosinone coglie i frutti dei propri sforzi generosi all’83’, quando il direttore di gara Di Marco concede un calcio di rigore ai giallazzurri con espulsione di Altare. Calò dal dischetto è implacabile e il 2-2 arriva dopo un’azione tambureggiante al 4′ di recupero: la stoccata finale è di Raimondo, che da presso spedisce in rete e riequilibra il confronto. C’è ancora il tempo per un attacco degli ospiti, con Palmisani che blocca su Olzer e poi, nella replica canarina, un cross di Gelli trova Fiori pronto alla deviazione volante, fuori di un soffio. Peccato, ma averla raddrizzata è già gran merito.