Con il cuore, con i polmoni, con la serenità di chi conosce la propria forza. Il Frosinone ha battuto anche il Genoa, all’ultimo assalto, dopo una gara complicata, perché il grifone e squadra coriacea e ben messa in campo.
Una classifica incredibile, riconoscimentimunanimi e tutti meritati. La favola dei ragazzi ciociari continua.
LA CRONACA
I dubbi della vigilia Di Francesco li risolve scegliendo Romagnoli quale centrale difensivo e Bourabia in sostituzione dell’indisponibile Mazzitelli. Al centro dell’attacco stavolta tocca a Cheddira, preferito a Cuni, partito titolare nelle gare precedenti. Assente anche Lirola, per un problemino accusato nella seduta di rifinitura.
Pronti via e una frettolosa ricostruzione dal basso dei canarini procura un grande pericolo, con tentativo di Puskas sventato da Turati sulla linea di porta.
Al 0’ è ancora il grifone a rendersi pericoloso con un’azione ben congegnata che porta al cross Sabelli, ma la girata di Puskas è lievemente imprecisa e la porta canarina resta inviolata.
Il primo tiro in porta dei canarini arriva due minuti più tardi ad opera di Marchizza, ma la parata di Martinez è agevole.
Le squadre si fronteggiano a centrocampo senza trovare il modo di creare reali pericolo ai dispositivi difensivi avversari.
A marcare una lieve supremazia territoriale sono gli ospiti, ma si gioca in spazi strettissimi e costruire risulta arduo per entrambe le compagini.
A sbloccare una simile situazione può essere solo un’invenzione e Soulè, uscendo da uno strano anonimato, fa partire un tiro che sorprende Martinez e porta avanti i giallazzurri.
È un vantaggio che però dura molto poco, perché alla prodezza dell’argentino risponde Malinovsky, che inventa una parabola beffarda da distanza ragguardevole e riporta il Genoa in linea di galleggiamento.
La prima frazione si chiude, dopo tre minuti di extra time, con le squadre in parità.
SECONDO TEMPO
Alla ripresa il Frosinone in 2 minuti si costruisce due occasioni da rete, sempre su sgroppate di Oyono. Nel primo caso la palla arriva a Ibrahimovic, che fallisce una favorevole opportunità, calciando debolmente tra le braccia di Martinez. Nel secondo il tiro cross del Franco gabonese attraversa lo specchio della porta ligure, senza trovare compagni pronti ad assestare il colpo di grazia.
Ancora Frosinone propositivo al 7’, ma sul fronte opposto del settore offensivo. Anche stavolta però Martinez se la cava in uscita bassa.
La replica rossoblu, al 12”: porta al tiro Thorobreds, ma la coordinazione non è quella giusta
Ancora Frosinone pericoloso allo scoccare del quarto d’ora, con un’iniziativa di Reinier che meriterebbe miglior sorte e interlocutori più attenti.
Di Francesco mette in campo Caso e Brescianini per Ibrahimovic e Bourabia, ma a farsi pericoloso è il Genoa, con una punizione dello scatenato Malinovsky che manda la sfera a scheggiare l’incrocio dei pali.
La replica ciociara è consistente, ma sul tiro di Marchizza che costringe Martinez ad un intervento non semplice l’esterno giallazzurro s’infortuna. Al suo posto entra Monterisi, che si posiziona a destre con Oyono che va sull’altra corsia.
C’è poi spazio anche per Kaio Jorge e Gelli, nell’attacco finale al bottino pieno.
Il Frosinone prende ad attaccare in modo furioso, cercando con insistenza la giocata che possa valere i tre punti. Al 41’ i giallazzurri reclamano per un intervento dubbio su Barrenechea e per un fallo di mano di Dragusin, che il controllo Var non punisce.
Dal piede di Soulè parte, al terzo di recupero, un lancio per Brescianini, che mette al centro, dove Monterisi fa… il centravanti e segna il gol della vittoria.
È sempre più incredibile il Frosinone.

