Dopo un buon avvio, è arrivata una giornata amarissima per il nuoto azzurro.
Quattro delusioni giganti in rapida successione hanno infatti caratterizzato la quarta sessione di semifinali e finali dei mondiali di Fukuoka.
È iniziata con l’ottavo posto di Gregorio Paltrinieri negli ottocento, con il capitano azzurro mai davvero in gara: il campione olimpico, mondiale ed europeo stavolta ha dovuto far da spettatore nella lotta che il tunisino Hafnaoui ha risolto in suo favore contro Short e Finke.
Ad aggiungere una punta di amarezza alla giornata no del carpigiano, anche la perdita del record europeo, sottrattogli, per pochi centesimi, dall’irlandese Daniel Wiffen, quarto classificato di ieri. Il mondiale di Greg si chiude qui, perché nella notte italiana è arrivata la notizia della sua rinuncia ai 1500. Farli così non avrebbe senso per un campione del suo livello.
La seconda amarezza è arrivata in modo indiretto. Nessuna italiana era impegnata nella finale dei 200 stile libero, ma si sperava che il record più vecchio del nuoto, appartenente alla “divina” Federica Pellegrini, potesse resistere all’ennesimo attacco.
Invece stavolta, per soli tredici centesimi, l’australiana O’Callaghan ha strappato il 14enne primato alla nostra nuotatrice più forte di sempre. Non distante dal tempo di Federica è andata la seconda classificata, Titmus, che ha timbrato 1’53”01.
Intanto, proprio mentre le sottraevano il suo ultimo record mondiale (il tempo di Roma resta comunque primato europeo), la super campionessa ha annunciato la sua dolce attesa. Chissà che in futuro non si riveli un altro grande campione/campionessa, sulla scia di quanto sta accadendo nell’atletica leggera…
MARTINENGHI DELUDE, MIRESSI SI ALLINEA
Chi sperava che la svolta potesse arrivare con i 50 rana è rimasto deluso. In una gara dai contenuti tecnici non esaltanti, Nicolò Martinenghi non è riuscito a trovare la necessaria fluidità nella nuotata ed ha chiuso quinto, con un tempo distante dai suoi migliori. E un’altra possibile medaglia è stata così depennata dall’elenco.
Le delusioni elencate sarebbero bastate ad archiviare la giornata quale molto negativa, ma purtroppo non è finita qui.
Grandi aspettative c’erano infatti anche nei 100 stile libero, ma Miressi, che pure nella prima giornata aveva nuotato una frazione di staffetta particolarmente incisiva, ha clamorosamente mancato l’ingresso in finale: passato veloce al 50, si è smarrito incredibilmente negli ultimi 20 metri di gara, subendo il sorpasso da ben 4 avversari e chiudendo con un tempo superiore a quello fatto registrare nelle batterie del mattino. Davvero deludente il 48”2 che lo ha estromesso da una finale aperta e senza vincitori annunciati, vista la forma non eccelsa di Popovic.
Poiché in piscina piove spesso sul bagnato, in chiusura di giornata Razzetti, nei 200 misti, pur correndo sui suoi migliori tempi, è stato escluso dalla finale con il nono tempo complessivo.
Per i nostri… un buco nell’acqua, di proporzioni clamorose. E dalla quinta giornata, in programma oggi, non potranno arrivare medaglie, perché non ci sono italiani nelle 4 finali odierne.
Insomma, dopo tanti trionfi, un momento di difficoltà, speriamo temporaneo.

