Il calcio del terzo millennio è fatto di tanti ingredienti: programmazione, abilità, tecnica, managerialità, business. Tra i tanti aspetti legati alla nuova dimensione del football, quello romantico non è certo sparito. Però tende ad essere scavalcato da altre logiche e ad esse soggiace, inevitabilmente.
Fabio Grosso, il condottiero dell’anno magico, porterà altrove il suo credo calcistico, la sua professionalità e la sua voglia di far bene.
Tra lui e il Frosinone c’era aria di divorzio, perché se le intenzioni di entrambi fossero state quelle di proseguire, l’annuncio sarebbe già arrivato da tempo. I tifosi giallazzurri, nella stragrande maggioranza, hanno sperato nel si fino a ieri sera, quando il no è rimbalzato dalle Tv nelle case, nei bar e per le strade bagnate del capoluogo ciociaro.
Sui social, termometro dell’umore e palcoscenico del sentimento gridato, attestati di riconoscenza e gratitudine, ma anche commiati frettolosi e poco rispettosi della storia recente. “Avanti un altro”, qualcuno ha sentenziato, magari un po’ offeso e certamente deluso dall’addio del tecnico romano.
Ora il club ha la necessità di trovare in fretta un sostituto, perché c’è un altro capolavoro da compiere prima del 20 agosto: assemblare una squadra che abbia concrete possibilità di centrare la prima salvezza della storia.
Grosso lascia dopo due anni e mezzo: un decimo posto, un playoff mancato all’ultima giornata nel 2021/22 e poi la cavalcata trionfale di quest’anno i suoi marchi di fabbrica. Una squadra sempre propositiva e incline ad imporre il proprio gioco, terzini offensivi nel 4-3-3 e trequartisti dinamici e geniali preferiti a un classico regista: idee di gioco che hanno regalato tanti gol e un gran numero di partite ben giocate.
POCHE ORE PER TROVARE UN DEGNO SOSTITUTO
Il totoallenatore è scattato in tempo reale: D’Aversa, Stramaccioni, Nicola, Di Francesco, Pecchia, Gotti i primi nomi rimbalzati in ordine sparso. È una successione importante, perché condizionata dalla oggettiva riflessione che far meglio sarà difficile.
Grosso potrebbe accasarsi al Marsiglia, se riuscisse a battere la concorrenza di Gallardo, o più probabilmente alla Sampdoria, desiderosa di tornare al suo campionato d’origine.
Nel primo caso scelta comprensibile nell’ottica di un salto di carriera, nel secondo un po’ meno. Le valutazioni del tecnico sono però già cosa fatta, passato, storia.
Ora c’è da pensare al futuro, e in quest’ottica si attende con enorme curiosità la conferenza stampa di domattina, alle 11,30, del presidente Maurizio Stirpe.
L’ipotesi che possa già essere annunciato il nuovo tecnico appare improbabile, ma certamente si avrà un quadro più chiaro delle intenzioni e delle ambizioni del club in vista della nuova avventura (e speriamo con Lucio Battisti che possa non rivelarsi tale) in A.
Le idee calcistiche del nuovo tecnico potrebbero essere un po’ distanti da quelle di Fabio Grosso, ma in considerazione dei tanti avvicendamenti obbligati in rosa, questo potrebbe non essere un reale problema. La sola certezza è infatti che il Frosinone sarà di nuovo molto dissimile da quello dello scorso anno. La constatazione è ovvia, ma non deve essere portatrice di angosce o paure esagerate. A forgiare la squadra che verrà ci penseranno un presidente vincente come pochi ed un direttore navigato e sapiente. Le certezze del club si chiamano Maurizio Stirpe e Guido Angelozzi , autentici “numero 10” del Frosinone che verrà.
Grosso saluta: ore decisive per sapere chi guiderà il Frosinone in A
