Halle e Queens esaltano Sinner, Sonego e Musetti, in vista del torneo di Wimbledon

Il Musetti che non ti aspetti, ovvero le vittorie in serie di Lorenzo sull’erba, superficie pressoché sconosciuta. Sconfitto in tre da Tiafoe, che poi sarebbe risultato vincitore del torneo di Stoccarda, il carrarino ha compreso che il green non è a lui così alieno, né incompatibile con le sue dinamiche di gioco.
Anche sull’erba aristocratica del Queens, Musetti ha mostrato una certa dimestichezza con la superficie, superando due turni e arrivando ai quarti di finale.
Troverà Rune, necessariamente neofita, ma capace di trasportare sul verde la sua tecnica ed il suo spirito guerriero.
Sarà un confronto che andrà al di là del contingente, perché questi due tennisti sono nella ristretta cerchia di coloro che andranno a prendersi, in che quantità vedremo, l’eredità dei big tre.
Per approdare nei quarti, “Muso” ha dovuto superare Shelton, che picchia con profitto, ma per fortuna degli avversari è ancora molto incerto nei game di risposta. Musetti poteva chiuderla in due, ma la pausa fatale di fine secondo set ha protratto incertezza e fatica.
Buona però la reazione nel set decisivo e adesso la disfida con lo spavaldo ragazzino danese vale la semi e uno spicchio di futuro.

DERBY SINNER-SONEGO AD HALLE

Un ottavo tutto nostro in Germania, ad Halle. Di fronte Jannik Sinner e Lorenzo Sonego, che hanno sconfitto Gasquet e Karatsev nei rispettivi turni inaugurali.
Come Musetti, anche l’altoatesino e il torinese hanno dovuto fare gli straordinari. Partite in tutto simili a quella del numero 16 del ranking: partenza lanciata e primo set vinto con merito, una pausa nel secondo e poi il trionfo.
Sinner in verità è andato molto vicino al 2/0, perché dopo il buon avvio, anche nel secondo parziale le occasioni di break erano state sempre e soltanto sue, almeno fin quando Gasquet, nel dodicesimo gioco, approfittando di una prima latitante del nativo di San Candido, ha piazzato un sorprendentissimo break a zero. Poco male, però, perché in un “allenante” terzo set il principino delle Dolomiti ha sfoderato tutto il suo repertorio, lasciando solo due giochi al francese.
Ha fatto gli straordinari anche Lorenzo Sonego contro Karatsev. Il russo si è reso protagonista di una seconda frazione al galoppo, di quelle che ogni tanto sfidera, quale che sia la superficie, ma poi “Sonny” ha rimesso le cose a posto.
Dispiace che a questo ribollire tricolore non prenda parte il più titolato dei nostri su questa superficie, il finalista di Wimbledon e due volte vincitore di Stoccarda e del Queens. Matteo Berettini combatte una battaglia importante dalla quale può uscire vittorioso, a patto che la volontà sia quella esibita nella sua ancor breve ma già gloriosa carriera.
Tra le donne, Giorgi sconfitta da Venus Williams, 43 anni e un ginocchio in disordine, non è un inno alla felicità. Verranno tempi migliori…