Ancora un ko esterno, il settimo di fila, per un Frosinone che evidentemente lontano dallo Stirpe smarrisce le coordinate e paga dazio, sia pure nel contesto di prestazioni che per larghi tratti della gara sono da considerare positive. Anche il secondo viaggio all’Olimpico si è chiuso senza punti e con qualche legittima recriminazione. Il gol dal dischetto di Soulè aveva infatti portato avanti i ciociari dopo un quarto d’ora della ripresa e nessuno avrebbe potuto immaginare che quella Lazio balbettante sarebbe stata in grado di replicare di vincere largamente il match. Invece la zuccata di Castellanos ha praticamente impresso alla gara una svolta repentina, con i biancocelesti che hanno cominciato a crederci e i ciociari che hanno rivisto i fantasmi di un recente passato, finendo col farsi travolgere. Peccato, perché per 70 minuti sembrava davvero che il tabù stesse finalmente per essere spezzato. Ora sarà importante far punti nel primo match del 2024, quello contro il Genoa, che chiuderà il girone di andata.
LA CRONACA
Eusebio Di Francesco conferma tra i pali Turati e schiera quali centrali il rientrante Okoli, Monterisi e Romagnoli; il robusto centrocampo vede Gelli e Garritano sulle corsie, con Brescianini e Barrenechea al centro, mentre Soulè e Harroui supportano da presso gli estri di Kaio Jorge, punta più avanzata.
I primi dieci minuti sono di marca biancoceleste, con il Frosinone un po’ impacciato in fase di impostazione, ma la prima occasione è comunque per i ciociari, che al 10′, da un’apertura di Soulè per Gelli, trovano il modo di minacciare la porta laziale con Harroui, coraggioso a cercare il gol da posizione molto angolata. Provedel se la cava con un brivido. Addirittura ardimentoso è Kaio Jorge quando prova in rovesciata, mandando la sfera parecchio distante dalla porta laziale.
E’ bravo Okoli a sventare il pericolo quando Felipe Anderson si avventa su un bel cross di Zaccagni e colpisce di testa, ma senza la necessaria potenza. Le squadre faticano a procurarsi opportunità concrete di calciare verso la porta avversaria e si arriva alla mezz’ora con i taccuini che annotano 4 corner ed una sterile supremazia per gli uomini di Sarri. Al 32′ Zaccagni ci prova su calcio da fermo, ma Turati fa buona guardia, a dispetto di una deviazione che ha reso più complesso il suo compito.
Il Frosinone si riaffaccia dalle parti di Provedel con Garritano, che imbeccato da Soulè crossa al centro, trovando però la difesa laziale pronta a sbrogliare in corner.
Al 44′ il Frosinone riparte con veemenza e trova ancora la soluzione da fuori area, ma Brescianini, che raccoglie l’invito di Gelli, calcia con il corpo all’indietro e il pallone sorvola, non di poco, la traversa laziale. I due minuti di extra time non cambiano il copione e le squadre vanno negli spogliatoi con il risultato in bianco.
LA RIPRESA
Subito pericolosa la Lazio in avvio di ripresa, con Luca Pellegrini che si coordina e calcia con grande potenza verso la porta di Turati: pallone fuori, ma non di molto. Il Frosinone però comincia ad occupare stabilmente la metà campo laziale, e un paio di tentativi da fuori trovano la ribattuta immediata dei difensori biancocelesti. Al 12′ su un cross proveniente dalla destra, Guendouzi commette un clamoroso fallo di mano, inizialmente ignorato dal direttore di gara. Richiamato dal Var, però, Feliciani indica il dischetto. Dagli undici metri va Soulè e con grande freddezza spiazza Provedel. Frosinone avanti!
I giallazzurri sono esaltati dal gol del vantaggio e pressano altissimi, costringendo i capitolini a una difesa affannosa. Il troppo entusiasmo porta però a un clamoroso contropiede dei laziali, che si trovano clamorosamente tre contro due ma non sanno approfittare della situazione e consentono a Okoli e Romagnoli di sventare l’insidia.
Al 25′ arriva però il pari dei biancocelesti, con Castellanos che è molto bravo a saltare alle spalle di Monterisi e a inzuccare la sfera verso l’angolo alto, dove Turati può solo guardare.
Il Frosinone accusa il colpo e un clamoroso errore di Garritano lancia Castellanos, che è bravo a trovare Isaksen, il cui diagonale non dà scampo a Turati. Un minuto e mezzo di follia costa davvero caro ai ciociari, che si ritrovano sotto all’improvviso, nel contesto di una gara in cui la Lazio ha fatto davvero poco in fase offensiva.
Al 35′ la Lazio firma addirittura la terza rete, ma la posizione di Castellanos è viziata e i ciociari restano teoricamente in partita. Il verdetto è però soltanto rimandato, perché su un corner calciato da Zaccagni, la lieve deviazione di Okoli si trasforma in un assist per Patric, che da due passi mette in rete il pallone del match ball.
Lo scoramento dei giallazzurri di Eusebio Di Francesco e l’esaltazione dei padroni di casa potrebbero arrotondare ulteriormente il punteggio in favore dei romani, ma Turati è bravo a dire di no a Castellanos e ad evitare che il punteggio assuma proporzioni punitive e ingiuste per i canarini. L’anno si chiude con 19 punti in 18 gare e con i quarti di Coppa guadagnati grazie alle imprese sui campi di Torino e Napoli. Non è poco, ma un pizzico di amarezza resta per le troppe occasioni sciupate lontano dallo Stirpe.
