L’avventura del Frosinone in Coppa Italia si è conclusa allo Juventus Stadium. Dopo l’eclatante successo sui campioni d’Italia in carica del Napoli, ci si era forse illusi di poter bissare l’impresa, ma la Juventus non ha concesso concrete possibilità all’undici di Di Francesco. Resta il miglior risultato di sempre nella competizione tricolore, restano le vittorie esterne ai danni di Torino e Napoli e con esse i quarti di finale, inimmaginabili il giorno dell’esordio casalingo contro il Pisa.
Ora la testa deve essere rivolta tutta al campionato, perché dopo i 19 punti conquistati nel girone di andata ne servono altrettanti, forse anche uno o due in meno, per blindare la salvezza, che sarebbe l’equivalente di uno scudetto per un club che ha la storia del Frosinone. I ciociari non hanno rinunciato alla loro filosofia nemmeno nella gara di Coppa, provando a giocare a viso aperto contro una squadra che pur avendo un paio di assenze di rilievo si è dimostrata d’altra categoria. Mister Di Francesco nel dopo gara con molta serenità ha evidenziato che, errori o non errori, non era quella di ieri sera un’avversaria alla portata del suo team ed ha così archiviato questa bella avventura in Coppa senza troppe recriminazioni ed anzi con una certa soddisfazione per il percorso compiuto.
La prossima rivale si chiamerà Atalanta e anche in questo caso parliamo di una formazione il cui livello tecnico è certamente superiore a quello dei giallazzurri ciociari. A regalare se non certezze quantomeno speranze alla compagine frusinate c’è però il ricordo del match di andata, quando i giallazzurri riuscirono a sorprendere la Dea e chiusero il match vittoriosamente, con un 2-1 che inaugurò una serie di gare particolarmente brillanti e positive.
Riprovarci in Lombardia è pertanto d’obbligo, sia pure nella consapevolezza che sarà un’impresa titanica, perché gli uomini del Gasp sono cresciuti e arrivano a questa sfida dopo aver battuto a domicilio il Milan guadagnandosi la semifinale di Coppa Italia.
Nel Frosinone i risultati recenti hanno inevitabilmente creato dei punti di domanda, che sul campo possono trasformarsi in esitazioni e in una forma di eccessiva prudenza. Dovrà essere bravo Di Francesco a lavorare anche sul piano psicologico e motivazionale. Se analizziamo il calendario delle gare più recenti, osserviamo però che le partite in cui era legittimo attendersi di più dai canarini erano in fondo due: quella di Lecce e quella casalinga con il Monza. La prima è stata persa al 90′ per un errore del portiere sul non irresistibile tiro di Ramadani, la seconda ha visto i lombardi segnare tre gol con due tiri in porta, prima della rimonta, ahimé incompiuta, dei ciociari. Gli altri match erano sulla carta proibitivi e tra l’altro in uno di essi, segnatamente quello dell’Olimpico contro la Lazio, il Frosinone era avanti di un gol al 70′, prima che il tris capitolino cambiasse il corso degli eventi.
E allora? Allora, con un occhio attento a quanto potrà arrivare dalla campagna acquisti invernale, che dopo Ghedjemis e Bonifazi dovrà far registrare almeno altri due nuovi arrivi, si dovrà ritrovare in fretta la serenità, perché alcune gare del girone di ritorno saranno cruciali per la conquista della salvezza e una arriverà già alla seconda. Il Frosinone nel girone ascendente ha dimostrato di avere una precisa identità di gioco e di possedere anche individualità di spicco, come Soulè, Barrenechea, Reinier e Ibrahimovic, oltre a capitan Mazzitelli che è sempre una garanzia.
Ritrovare lo smalto che ha portato punti, applausi e certezze non è un’opzione, ma una necessità. Perché quest’anno il Frosinone merita di centrare il traguardo della salvezza e di scrivere un’altra bella pagina di storia. Si ricomincia, con intatta fiducia.

