Internazionali di Francia: Djokovic batte Ruud ed entra nella storia con 23 tornei dello Slam vinti in carriera

Il signor Novak è sul gradino più alto. L’abitudine tende a stemperare le emozioni, ma stavolta il signor Novak, per gli appassionati Nole, per l’anagrafe Djokovic, ha vinto il suo torneo dello Slam numero 23 ed è diventato il tennista più vincente di ogni epoca.
Lo ha fatto a Parigi, terreno di conquista di Rafa Nadal. L’altro non c’era ed è rimasto a 22. Chissà quanto ha sofferto Rafa, a non poter esserci, lì dove ha vinto 112 partite su 115, dove è diventato leggenda e dove ha stabilito un record di successi che mai alcuno batterà.
Se lo sarà chiesto anche Djokovic, mentre entrava in campo contro Ruud, che gioca con una diligenza da manuale, ha un dritto che può far male, sbaglia pochissimo ed è tatticamente impeccabile. Ma non è Rafa.
Il norvegese, che lo scorso anno era arrivato in finale contro Nadal, ha immediatamente realizzato che stavolta non avrebbe raccolto solo qualche game qua e là. Sospinto da questa certezza, ha regalato agli appassionati una partenza sprint. Djokovic, sotto 4/2 e sporco di terra dopo un capitombolo provocato da un incauto spostamento laterale, ha invece detto a se stesso che il momento di gloria del ragazzo che viene dal freddo doveva finire lì. Detto e fatto.
Con pazienza amanuense il più forte tennista di sempre ha remato da fondo campo, umilmente, cercando uno spiraglio nelle ferree difese di Ruud. Ed è arrivato così il contro break, che di fatto è stato la chiave del successo del primo set, maturato al tiebreak.
Da quel momento in poi nessuno, neanche Ruud, ha osato immaginare un finale diverso da quello che si è concretizzato. Altri due set comunque ben giocati da Ruud, con gli score di 6/3 7/5, hanno mandato in archivio il successo di Djokovic e il suo approdo sul più alto gradino del podio dei vincitori “Major”.

TRA LE DONNE CONTINUA LA DITTATURA DI IGA SWIATEK

Ora per Nole c’è l’obiettivo di sempre, il solo non ancora raggiunto. Per vincere il grande slam, Djokovic dovrebbe vincere a Wimbledon e all’Open Usa. Nella rassegna inglese sarà il grande favorito, meno agevole sarà il cammino nel torneo americano, con Alcaraz che si pone quale ostacolo di rilievo e forse persino come favorito. Certamente ci proverà, e alla sua età questa è già una grande vittoria.
Nel torneo femminile la vittoria di Iga Swiatek è stata messa in forte discussione dalla sorprendente Muchova. La ceca ha mostrato un tennis vario e bello da vedere, che è diventato anche incisivo nel momento in cui Iga ha smarrito la feroce concentrazione che la caratterizza. Un’imprevedibile incertezza ha così accompagnato l’evolversi del match nel terzo e decisivo set, quando comunque l’abitudine a vincere di Swiatek, al suo terzo trionfo parigino, ha finito col fare la differenza.
Peccato che Elena Rybakina, con Sabalenka l’alternativa più plausibile alla campionessa polacca, non abbia potuto difendere le proprie chance per via di una febbre che le ha impedito di scendere in campo per la disputa del terzo turno.
Uno sguardo al… giardino azzurro. In attesa della riscossa a Wimbledon, per i nostri una soddisfazione è arrivata da un Challenger tedesco. A Heilbronn, Matteo Arnaldi ha vinto il suo terzo torneo di questa tipologia ma soprattutto ha guadagnato ulteriori posizioni nel ranking mondiale. Ora il sanremese è numero 72 ATP e prosegue l’ascesa di questo eccellente 2023. Non parliamo di grande slam, né di tornei che regalano gloria imperitura, ma anche le carriere più importanti passano da questi crocevia. Matteo cresce, per tecnica e convinzione. Una carta in più da giocare nei prossimi grandi tornei.