Missione compiuta. Jannik Sinner porta il suo ciuffo rosso e i suoi freschi 21 anni a conoscere la gloria dei quarti agli Us Open. Ora in tutti i 4 Major l’altoatesino può dire di aver raggiunto i quarti, ed è di per sé un’impresa ragguardevole. Poiché l’appetito vien mangiando, Jannik getta un occhio oltre la siepe del quinto turno, trovandovi un Alcaraz pronto a rendere impervio l’approdo in semi. L’iberico per suo conto ha dovuto sudare cinque set, sette camicie e un’imprecisata quantità di rincorse per venire a capo del redivivo Cilic, che ad ogni torneo Slam ritrova energie e lucidità. Ma torniamo a Jannik, al suo bielorusso degli ottavi e a una giornata quantomeno discontinua a complicare il tutto. Era iniziata in modo meraviglioso la partita del nuovo numero uno azzurro, con Ivashka che non è riuscito a tenere uno solo dei suoi primi cinque turni di servizio. Jannik rispondeva forte e prendeva sistematicamente in mano lo scambio. E al servizio, salvo una marcata tendenza al doppio fallo, la prima correva forte e in modo proficuo. Sul tabellone del Louis Armstrong si leggeva 6/1 4/2 per l’italiano e dopo i 28 minuti del primo set sembrava che il secondo non dovesse durare molto di più. Felici e contenti Vagnozzi e Cahill, Sinner lanciato come un Freccia Rossa, l’altro con la frangetta triste e immalinconita. Ma, c’è un ma… Perché il tennis non è uno sport come gli altri, è uno sport in cui all’improvviso, quando perfino all’omino delle bibite è chiaro cosa sta per avvenire, lo scenario cambia, i protagonisti smarriscono il copione e quel che sembrava bianco diventa nero. Jannik inciampa su un servizio bizzoso all’ottavo gioco, sembra possa scongiurare il pericolo quando risale da 15/40, ma il pericolo torna e lo getta nel vortice di una partita che, all’improvviso, inizia. Sinner è piccato, quasi perplesso e sembra domandarsi chi d’improvviso abbia mischiato le carte della gloria. La confusione prosegue per qualche game, il tempo di consegnare a Ilia Ivashka le chiavi del secondo set. Tutto da rifare, allora. Sinner azzera, torna quello del set d’apertura e a quei ritmi per Ivashka c’è ben poco da fare: tornano le palle break e torna una supremazia evidente dell’altoatesino, che comanda il gioco e si concede pure qualche palla corta ben eseguita. Finisce 6/2 e sembra tanto il prologo ai titoli di coda, ma lo spavento assumerà dimensioni ben più consistenti. Ivashka ricorre alle cure del “fisio”, per un ntervento di natura precauzionale, perché sul campo il bielorusso sembra muoversi senza particolari condizionamenti. E il quarto set diventa di nuovo una lotteria. Il primo break arriva al quarto gioco e Sinner lo subisce, ma poi è bravo a riprenderselo e a portarsi sul 3/3. Qui arrriva una piccola svolta del confronto perché Sinner, condizionato da una sfortuna marcata, non sfrutta ben tre palle break di fila e poi una quarta per strappare il settimo gioco. Il bielorusso, ringalluzzito, tiene i successivi servizi e al momento gusto compie il sorpasso. Si va al quinto, inopinatamente. Il ragazzo della Val Pusteria, campione del mondo della tranquillità, gioca un game d’apertura perfetto e strappa subito la battuta al rivale, salvo poi restituirla immediatamente per la solita problematica dei doppi falli e di una prima che non vuol saperne di entrare. Il blackout prosegue fino all’1/3 e Sinner è davvero a un passo dalla clamorosa eliminazione. È il quinto gioco a restituire a Jannik una certa tranquillità e a riaprire la corsa. Con la complicità di un Ivashka spaesato, Sinner aggancia il rivale a 3 e poi compie il sorpasso, sciorinando finalmente un gioco vario che manda in visibilio il pubblico statunitense. D’improvviso si è riaccesa la luce. Ora l’italiano è un gigante e nessuno può fermarlo nella sua galoppata verso il traguardo. Sarà Sinner – Alcaraz, un match che in futuro vedremo sempre più frequentemente. Nei 3 confronti già disputati, Jannik conduce 2/1. Intanto ieri Rafa Nadal ha pagato dazio a una condizione precaria e alle giocate funamboliche di Francis Tiafoe. Con l’eliminazione del maiorchino, che ha fatto seguito a tante altre cadute illustri, è certo che a vincere sarà un tennista che alla vigilia non era tra i primi tre nomi indicati. Avanza anche Rublev, con triplo 6/4 a Norrie. Nel torneo femminile monologo di Pegula contro Kitova e poi tutte battaglie da tre set. Swiatek ha superato Jule Niemeier dopo un primo parziale da incubo. Bella vittoria per la serafica Pliskova contro una Victoria Azarenka mai doma. E nell’intervista del dopo gara l’imperturbabile ceca si è concessa perfino un sorriso, per lei meno naturale di un ace o di un colpo al rimbalzo. Ha vinto in tre anche Sabalenka su una Collins comunque brava a vincere il set d’apertura e a tenere sulla corda la forte bielorussa. Oggi tocca di nuovo a Matteo Berrettini contro Ruud, alle 18 italiane. In palio l’ingresso in semifinale.
Jannik nei quarti, ma quanta fatica contro Ivashka!

