La politica scomparsa nella mediocrità di un’amministrazione sull’orlo di una crisi di nervi

Il processo di scomposizione (annunciato) dei gruppi non si arresta. Sergio Crescenzi e Marco Ferrara lasciano Fratelli d’Italia e passano a Identità Frusinate. In questo vortice di giravolte la maggioranza continua ad indebolirsi. Mastrangeli guarda all’uovo oggi ma rischia di perdersi la gallina… domani.
Giugno 2022: Riccardo Mastrangeli comincia il suo mandato da sindaco con una maggioranza definita dal voto degli elettori. Così: 5 consiglieri della Lista Ottaviani, 4 di Fratelli d’Italia, 3 della Lista Mastrangeli, 3 della Lista per Frosinone, 2 di Forza Italia, 2 della Lega, 1 di Frosinone Capoluogo. Più lo stesso Sindaco e Mauro Vicano (Lista Vicano), il quale al primo turno si era presentato autonomamente per la fascia tricolore. Poi al ballottaggio l’intesa con Mastrangeli, alla presenza di Nicola Ottaviani, deputato e coordinatore provinciale della Lega. In totale 22 consiglieri su 33.
Fine gennaio 2026, oggi. La maggioranza schierata con Mastrangeli (è un eufemismo) è questa: 4 consiglieri la Lista per Frosinone, 3 Fratelli d’Italia, 3 Identità Frusinate, 2 la Lega, 2 la Lista Ottaviani, 2 il Polo Civico. Più il sindaco Riccardo Mastrangeli e il presidente del consiglio comunale Massimiliano Tagliaferri (indipendente). In totale 18.
I valzer e le giravolte all’interno dei gruppi consiliari di maggioranza non si contano più. Ma basta il “quadro” per percepire gli stravolgimenti.
Ieri gli ultimi due colpi di scena. Annunciati. Marco Ferrara e Sergio Crescenzi hanno lasciato Fratelli d’Italia, passando a Identità Frusinate del capogruppo Christian Alviani. Mentre Marco Sordi ha dato l’addio alla Lista Vicano, entrando nella Lega, della quale sarà capogruppo.
Rispetto all’inizio della consiliatura, la Lista Vicano non è più rappresentata in aula. Pur avendo un assessore di riferimento, Laura Vicano, sulla base dell’intesa raggiunta al ballottaggio. Vale ancora? Altrimenti, dalle prossime elezioni in poi chi si fiderà a raggiungere un accordo al secondo turno?
LE GIRAVOLTE HANNO FATTO EVAPORARE LA LISTA DEL SINDACO
La Lista Mastrangeli nella sostanza non esiste più. Forza Italia è all’opposizione. I consiglieri eletti in maggioranza attualmente all’opposizione sono 7. Erano 9 fino a qualche settimana fa. Quelli che invece hanno fatto il percorso inverso, dall’opposizione alla maggioranza, sono 3.
Difficile orientarsi in un dedalo fatto di passaggi, spaccature, rancori, dispetti. Il risultato vero è che la maggioranza di centrodestra non esiste più sul piano politico. Oltre che amministrativo. I gruppi che la compongono si guardano in cagnesco e hanno come unico obiettivo quello di indebolire l’alleato. Il 9 e 10 febbraio all’attenzione del consiglio comunale arriverà il bilancio di previsione che, se non approvato, comporterebbe l’interruzione della consiliatura e delle elezioni anticipate. Difficile che non verrà votato, considerando anche che le “provinciali” bussano alle porte. Ma l’interrogativo è: per quale motivo si andrà avanti? Qual è il collante amministrativo sul quale poggia il futuro della coalizione?
Sul tavolo del sindaco Mastrangeli c’è ancora l’ipotesi di un riassetto della giunta. Con due possibili opzioni: 1) il secondo assessorato alla Lista per Frosinone, che lo ha rivendicato a fine dicembre 2025; 2) la possibile adesione alle richiesta di un posto in giunta per “Identità Frusinate”, con Sergio Crescenzi in pole.
Non saremo certo noi a fare i “bacchettoni” o i moralisti. E consentiteci, a non scadere nella banalità…. Per fare politica le “poltrone” servono. Ma il punto è che non si intravede la politica, che esistono dei limiti e dei perimetri invalicabili e che l’osservatore piu attento non riesce ad apprezzare nulla di strategico in tutto quello che da mesi succede a Palazzo Munari.
LA STATURA POLITICA DEL LEADER DI FDI AL COSPETTO DI UNO SCENARIO MEDIOCRE
Paolo Trancassini, deputato e coordinatore regionale di Fratelli d’Italia, l’uomo che si staglia, in positivo, sul debole scenario della crisi di Frosinone, il 5 gennaio scorso ha ribadito che per FdI la questione è di politica, non di poltrone. Rinunciando alla ventilata ipotesi del terzo assessorato e invitando il gruppo a concentrarsi su un confronto sul programma con il Sindaco. Stesse cose che ha evidenziato al duo Crescenzi-Ferrara in un successivo incontro.
I due hanno poi fatto altre scelte, nell’ambito di un processo di scomposizione dei gruppi che in tanti pensano “pilotato” dall’alto per consentire a Mastrangeli un approdo apparentemente più semplice al bilancio. E persino alla riconferma.
Ma la politica ha regole e dunque confini difficili da superare. Fratelli d’Italia è la prima forza politica ad ogni livello e il primo partito della coalizione. Arduo che possa accettare supinamente nomine in giunta di chi ha lasciato il gruppo.
Ecco perché per Mastrangeli è arrivato il momento di un ragionamento in più sul piano politico e in prospettiva. Guardando anche alle elezioni del 2027. Nessuno si è sottratto alla logica dei passaggi di gruppo. Ma la tenuta della maggioranza non è migliorata. Anzi. È quindi meglio andare avanti in questo modo oppure è preferibile provare a rimettere il ragionamento al centro (cercando il recupero di Forza Italia e degli altri “dissidenti”), anche rischiando di andare a casa? Magari con la possibilità di ripresentarsi al cospetto dei cittadini rilanciando un progetto di coalizione di centrodestra in linea e in continuità con la fillera Governo-Regione.