Perché la linea del sottosegretario nella tre giorni di Roccaraso segna la sostanziale messa alla porta del generale nel Carroccio.
Intanto per le provinciali di Frosinone si profilano alcuni derby: tra Sara Battisti e Francesco De Angelis nel Pd, tra Nicola Ottaviani e Mario Abbruzzese nel Carroccio. Infine l’incognita: su chi si misurerà Luca Di Stefano?
La tre giorni della Lega a Roccaraso-Rivisondoli è stata promossa da Claudio Durigon: senatore, sottosegretario di Stato e vicesegretario nazionale. C’è la sua firma politica nell’organizzazione ma anche per quanto riguarda la linea che è stata tenuta. E nell’ambito di questa linea uno dei punti fondamentali è la presa di distanza dal generale Roberto Vannacci, che in Abruzzo non si è visto e che sta lavorando per costituire un nuovo partito. Nessuno però lo ha davvero pregato di restare. Matteo Salvini lo ha addirittura gelato: “Fuori dal partito c’è il deserto”. Eppure fino a pochi mesi fa il Capitano aveva fatto di tutto per evitare che sull’europarlamentare si abbattessero le ire dei vari Luca Zaia e Massimiliano Fedriga. Ma a Roccaraso il Carroccio si è confrontato su programmi e tematiche. Dall’economia alla famiglia. Claudio Durigon è uomo di governo, preferisce sempre il fioretto alla spada. E forse proprio per questo ha l’autorevolezza giusta per delimitare il perimetro di un partito che vuole evidenziare la vocazione di governo. La priorità in questo momento è sostenere le ragioni del sì al referendum sulla giustizia, vero e proprio bivio politico del Paese.
I PONDERATI: CACCIA AI VOTI DEGLI ADDETTI AI LAVORI
Si conteranno a colpi di voti ponderati. All’interno dei rispettivi partiti. Perché alle elezioni provinciali, da quando è in vigore la legge Delrio (2014), alle urne si recano gli amministratori locali: sindaci e consiglieri dei 91 Comuni. Un’occasione formidabile per i big di misurarsi, per capire chi ha più “truppe”. Fra l’altro, con i livelli di astensione ai massimi storici nel nostro Paese, a “spingere” sono soprattutto gli addetti ai lavori. Un motivo in più per dimostrare, sul campo, di avere la leadership.
Nel Partito Democratico alla fine è arrivata l’intesa unitaria sul congresso. Ma alle provinciali Francesco De Angelis (AreaDem) da una parte e Sara Battisti (Rete Democratica) dall’altra tornerannoa disputare una partita non banale.
Un derby che si giocherà a Cassino. Da una parte il sindaco Enzo Salera, che fa parte della componente di De Angelis. Non senza “ribellione” però. Dall’altra Luca Fardelli, consigliere comunale “rampante”, che fa riferimento a Demos. Salera ha chiamato a raccolta il gruppo cassinate del partito. E’ obbligato a “vincere” con un risultato significativo di voti ponderati. Deve arrivare primo, per dimostrare quanto “pesa” il ruolo di sindaco di Cassino, la seconda città della provincia. Anche perché Salera a fine anno potrebbe decidere di proporsi come candidato alla presidenza della Provincia. E sfidare Luca Di Stefano.
Sara Battisti, invece, ha optato per Luca Fardelli. Per dodici anni il suo esponente di punta alle provinciali è stato Enrico Pittiglio, sindaco di San Donato Val di Comino. Il quale però da qualche mese ricopre il ruolo di direttore di Ali (Autonomie Locali Italiane del Lazio). Non sarà della partita alle provinciali. Non c’è bisogno di spiegare la posta in palio nel “derby” cassinate tra Enzo Salera e Luca Fardelli. Come quelle partite della vecchia Coppa dei Campioni da leggenda, quando cioè i gol in trasferta valevano doppio. E quando, tra andata e ritorno, si assisteva a delle “remuntade” che hanno fatto la storia.
Alle provinciali andrà in scena un derby pure nella Lega. Nicola Ottaviani, deputato e coordinatore provinciale del Carroccio, ha l’obiettivo di confermare Andrea Amata come consigliere provinciale. Ha già dato l’ordine di scuderia perentorio: al Comune di Frosinone (che ha, con Cassino, la fascia di ponderazione più alta, parti a 306), si aspetta 10 voti ponderati dall’intera “galassia della Lega”: 4 della Lista per Frosinone, 2 della Lista Ottaviani, 1 della Lega, 1 della Lista Vicano, più il sindaco Riccardo Mastrangeli. Per la verità Ottaviani confida che alla fine anche il consigliere di Identità Frusinate possa convergere su Amata. Sempre nel Carroccio l’assessore regionale Pasquale Ciacciarelli e Mario Abbruzzese appoggeranno Luca Zaccari. Ecco perché il confronto a distanza Amata-Zaccari avrà un peso non indifferente nelle dinamiche interne. Ma attenzione pure ai voti ponderati di Umberto Santoro (Alatri) e Lino Caschera (Sora). In ogni caso al termine dello spoglio si capirà quali sono gli equilibri e i rapporti di forza tra Nicola Ottaviani e Mario Abbruzzese a livello di amministratori locali.
Un altro tema. Su chi si conterà il presidente della Provincia Luca Di Stefano? Sicuramente avrà un obiettivo: cercare di far prendere al “suo” candidato più voti ponderati di Enzo Salera. Se Alessandro Mosticone (Pd) sarà ancora in campo, non ci saranno dubbi sull’uomo di punta di Luca Di Stefano. Ma sembra che Mosticone possa anche non essere della partita. A quel punto può succedere di tutto. Il “gossip” delle indiscrezioni è già scatenato. Secondo alcuni Di Stefano potrebbe sostenere pure Luigi Vacana (Provincia in Comune). Non resta che attendere… il 9 marzo. Giorno dello scrutinio.
