Lo strappo di San Giorgio e l’ira di Claudio Fazzone

Il leader regionale di Forza Italia “legge” in modo più ampio le dimissioni di massa che hanno mandato a casa il sindaco “azzurro” Francesco Lavalle. Ritenendo che in Ciociaria la strategia della Lega è quella di mettere in difficoltà FI. Inevitabile la resa dei conti con Nicola Ottaviani, Riccardo Mastrangeli, Pasquale Ciacciarelli e Mario Abbruzzese. Ecco perché.
Il senatore Claudio Fazzone, coordinatore regionale di Forza Italia, non è un appassionato di dietrologie. Preferisce mettere insieme i fatti e trarre le conclusioni. Tra le sette firme che hanno attivato le dimissioni di massa con le quali è stato mandato a casa il sindaco di Forza Italia Francesco Lavalle (San Giorgio a Liri) ci sono anche quelle degli esponenti che fanno riferimento all’assessore regionale della Lega Pasquale Ciacciarelli, che proprio a San Giorgio a Liri ha da sempre il “cuore politico” e il “fortino operativo”. Lavalle era candidato al consiglio provinciale nella lista “azzurra” (ora naturalmente è decaduto, come prevede la Delrio) e avrebbe sicuramente portato tra gli 800 e i 1000 voti ponderati. Probabilmente decisivi per far scattare un seggio. Ecco perché Claudio Fazzone e Rossella Chiusaroli (segretaria provinciale di FI) non credono né alle coincidenze e neppure alla buona fede politica. Inoltre fanno fatica ad accettare la “narrazione” secondo la quale l’iniziativa sarebbe stata tutta di Achille Migliorelli, vicesindaco di San Giorgio a Liri (è tra quelli che hanno sfiduciato il primo cittadino) e da domenica prossima segretario provinciale del Partito Democratico.
IL CENTRODESTRA “AZZOPPATO” CHE PIACE A NICOLA OTTAVIANI
Fazzone mette insieme i fatti. E i fatti dicono che al Comune di Frosinone (il capoluogo) Forza Italia è all’opposizione da quasi due anni, da quando cioè il sindaco in quota Lega Riccardo Mastrangeli e il parlamentare e coordinatore provinciale del Carroccio Nicola Ottaviani hanno deciso che gli “azzurri” potevano tranquillamente accomodarsi nei seggi riservati alla minoranza e che l’assessore Adriano Piacentini sarebbe stato “retto” da Mastrangeli come tecnico di sua fiducia. Una ferita politica mai rimarginata. C’è di più. Quando ci sono state le elezioni per la presidenza della Provincia e per il rinnovo della governance della Saf, la Lega è andata per conto proprio, allontanandosi in entrambi i casi dall’alveo del centrodestra. La presa di posizione della segreteria provinciale di Forza Italia sulle dimissioni di massa di San Giorgio a Liri è stata durissima. In un documento condiviso anche da Claudio Fazzone, si legge chela sfiducia rappresenta «un atto di gravità inaudita, conseguenza di una scelta che avrebbe meritato maggiore ponderazione e che rischia di compromettere la stabilità amministrativa e il buon andamento dell’azione di governo cittadina”.
Forza Italia annuncia “che scenderà in campo al suo fianco, mettendo in luce le sue capacità amministrative, l’esperienza maturata e il lavoro svolto per il bene di San Giorgio a Liri, con l’obiettivo di proseguire un percorso fondato su serietà, crescita e tutela degli interessi della comunità”.
IL RISPETTO DEGLI ACCORDI VALE SOLO IN REGIONE?
Claudio Fazzone deve aver ripensato a quanto accaduto alla Regione Lazio un anno e mezzo fa. Quando il gruppo di Forza Italia passò da 3 a 7 consiglieri e la Lega scese da 3 a 1. Il Governatore Francesco Rocca, però, mantenne inalterata la rappresentanza in giunta del Carroccio. Si limitò ad una rotazione delle deleghe e Pasquale Ciacciarelli dovette lasciare le Politiche abitative per la Protezione civile. Tutto qui.
Per il leader regionale di Forza Italia in Ciociaria, invece, la Lega non perde occasione per mettere in difficoltà gli “azzurri”. Poco importa se a San Giorgio a Liri potrebbe esserci stata una strategia convergente tra Francesco De Angelis (Pd) e Mario AbruzzesePasquale Ciacciarelli (Lega).
Poco importa perché anche a Frosinone il Carroccio, rappresentato da Nicola Ottaviani e Riccardo Mastrangeli, ha chiuso le porte in faccia a Forza Italia. E anche i fatti di Latina (città) con l’incontro Lega-Fratelli d’Italia senza Fazzone (ben evidenziati ieri mattina da Marianna Vicinanza su Latina Oggi) dimostrano che c’è anche qualcuno in FdI che prova a disegnare un’alternativa al vero centrodestra che invece dialoga senza cercare pericolosi “fuoristrada” come avvenuto tra i coordinatori regionali di Lega, FdI e Forza Italia nella designazione del candidato alle provinciali di Latina.
DALLE PROVINCIALI COMINCIA UN’ALTRA PARTITA
Non è semplice capire quello che potrebbe succedere adesso. Sicuramente le provinciali avranno un peso non indifferente. Pensiamo ad immagine lo scenario del 9 marzo qualora agli “azzurri” il seggio non scattasse per 800 voti ponderati, quelli di San Giorgio a Liri. Anche perché a fine anno si voterà per il presidente della Provincia, un appuntamento nel quale le logiche trasversali sono la regola. C’è però una novità. A Latina, come accennato sopra, il centrodestra si presenta unito, con il candidato alla presidenza Federico Carnevale, sindaco di Monte San Biagio. L’annuncio è stato dato nei giorni scorsi con una nota congiunta dei coordinatori regionali di Forza Italia, Claudio Fazzone, di Fratelli d’Italia, Paolo Trancassini, della Lega, Davide Bordoni, di Noi Moderati, Marco Di Stefano. Carnevale è in quota Forza Italia. A Frosinone la designazione sarà sicuramente di Fratelli d’Italia. Sarà in quel momento che Claudio Fazzone chiederà risposte definitive alla Lega.