Enea ha sviluppato un nuovo servizio in grado di mappare le aree costiere a rischio inondazione per il cambiamento climatico. Tra le aree sotto osservazione c’è quella del Parco Nazionale del Circeo (Latina-Sabaudia). Il nuovo servizio climatico è stato messo a punto da un team di ricercatori composto da climatologi, esperti GIS, oceanografi e geologi ed è stato presentato al XXI Congresso International Union for Quaternary Research (INQUA), una delle più importanti conferenze internazionali sulle scienze del Quaternario che si è svolta di recente a Roma.
Analizzando le mappature, risulta evidente come a Latina le aree a rischio siano concentrate soprattutto in diverse porzioni del lido di Latina, a ridosso di Foce Verde e poi lungo la costa verso Capoportiere, ma anche nella zona che intercorre tra l’Appia e Latina Scalo.
Le Scienze del Quaternario studiano l’evoluzione recente del pianeta, del paesaggio e degli ecosistemi e sono indispensabili per la ricostruzione dei processi naturali in atto, per discriminare i cambiamenti globali indotti dall’uomo rispetto a quelli naturali e capire quali risorse sono realmente rinnovabili al fine di garantire una transizione ecologica ed energetica rispetto al nostro attuale modello di sviluppo. Si tratta di tematiche dalla portata scientifica ed applicativa fondamentali per comprendere gli sviluppi della più recente era dell’Antropocene, durante la quale, l’uomo, con le sue attività, è riuscito ad incidere sui processi geologici, sulla risorsa acqua, sul clima e sul paesaggio con modifiche territoriali e strutturali. Il nuovo servizio di mappatura intende fornire a decisori pubblici e pubbliche amministrazioni centrali e locali le tendenze evolutive del territorio, in modo da pianificare le strategie di adattamento al cambiamento climatico.
IL CONSORZIO DI BONIFICA AL LAVORO
Il Consorzio di Bonifica sta avviando in questi giorni alcuni incontri con le autorità politiche per illustrare le attività che il Consorzio porta avanti quotidianamente e di quanto queste siano funzionali alla mitigazione del rischio idrogeologico e alla tutela delle risorse idriche. Un incontro presso la sede di Fondi, ha visto protagonisti il Presidente Lino Conti e il Presidente della Commissione Ambiente del Senato On. Claudio Fazzone, oltre al Direttore Generale dell’ANBI Massimo Gargano, al Presidente e al Direttore dell’Anbi Lazio: Sonia Ricci ed Andrea Renna.
Nella gestione di un comprensorio di quasi 250mila ettari con 32 impianti idrovori e 15 impianti irrigui, nonché una rete di circa 4.800 km di canali, non mancano le difficoltà economiche e gli imprevisti che rallentano le attività del Consorzio. Il motivo principale di questa riunione è stato quello di informare il Presidente Fazzone sullo stato delle condotte per uso irriguo nella piana di Fondi. “Alcune delle condotte dei nostri impianti irrigui – spiega il Presidente Lino Conti – realizzate intorno agli anni 80 con i finanziamenti della Cassa del Mezzogiorno, sono state costruite in vetroresina, un materiale non più efficiente e, considerata la normale usura del tempo, risultano ormai superate e necessitano di sostituzione”.
FINANZIAMENTO PER FONDI
Il Consorzio ha illustrato al senatore Claudio Fazzone i due progetti, presentati e in attesa di finanziamento, per un importo di circa 6 milioni di euro ciascuno, in cui si prevede la sostituzione dei tratti maggiormente ammalorati e un significativo risparmio di risorsa idrica e efficientamento degli impianti. Il Presidente della Commissione Ambiente al Senato ha apprezzato l’operato dei consorzi di Bonifica evidenziando quanto sia preziosa l’attività svolta sia nel campo della difesa del suolo che per il servizio irriguo, e quanto le competenze maturate siano utili per la definizione di interventi e progetti che possano contrastare gli effetti dovuti ai cambiamenti climatici. “La preoccupazione è tanta – continua Conti – perché sono frequenti le rotture delle condotte che il più delle volte si trovano al di sotto di strade o aziende agricole. Quando si verificano tali rotture si creano dei veri e propri “crateri” che mettono a rischio la sicurezza dei cittadini e producono danni alle attività. Nel corso degli anni sono stati eseguiti degli interventi di somma urgenza finanziati dalla Regione Lazio – continua Conti – ma dal 2006 sono stati ridotti per mancanza di finanziamenti. Qualche sostituzione è stata fatta di recente, in amministrazione diretta grazie alla capacità e competenza degli operai del consorzio”. Si lavora sulla prevenzione dunque. Le istituzioni, non solo politiche, faranno sentire la loro voce, come nel caso del Consorzio di Bonifica dell’Agro pontino.

