
Il bronzo di Benedetta Pilato, che in batteria aveva timbrato un 29”60 spalancante ben diversi orizzonti, non basta a salvare una seconda parte di mondiale a dir poco inquietante.
Dal mancato oro del campione e primatista mondiale Thomas Ceccon, è stato un precipitare di eventi per gli azzurri del nuoto in corsia.
La resa di Greg Paltrinieri, il mancato ingresso in finale dei 100 di Miressi, la solita controprestazione mondiale della tre volte campionessa d’Europa dei 200 dorso Panziera sono state stilettate lancinanti, ma a dare il colpo di grazia all’orgoglio italico è arrivata la clamorosa esclusione della staffetta più prestigiosa, la 4×100 quattro stili.
Rinunciare a Miressi, in prospettiva risparmio energie per la finale, si è rivelato un errore determinante, ma sarebbe ingeneroso gettare la croce addosso a Frigo. Molto peggio hanno fatto, nelle frazioni “forti” uno svogliato Ceccon e un poco convinto Martinenghi. E così siamo andati incontro a un’eliminazione ingloriosa, nella gara che più delle altre dà un’idea della salute del movimento.
Al pomeriggio, hanno vinto gli Usa, riprendendosi un trono che in passato avevano occupato in esclusiva.
PILATO, BRONZO DELLA VOLONTÀ
Benny Pilato non ha mancato l’appuntamento con il terzo podio mondiale su altrettante partecipazioni.
La batteria splendida splendente, chiusa con un 29”60 davvero sorprendente, dopo una stagione travagliata e condizionata anche dallo studio (esame di maturità col massimo dei voti per la tarantina), aveva autorizzato persino sogni più grandi, ma contro la Ruta Meylutite 2.0 c’era comunque poco da fare. La lituana ha sottratto il record mondiale a Benedetta, fermando i cronometri su un 29”12 quasi maschile.
Poteva essere battuta invece la statunitense Lilly King, che ha timbrato un 30”02 alla portata di Benny, scompostasi fatalmente nelle ultime bracciate.
Quinta, a 7 centesimi dal podio l’esordiente al mondiale Anita Bottazzo, una delle liete sorprese di questa rassegna giapponese.
Thomas Ceccon, dopo la controprestazione nella frazione di staffetta, non è andato al di là del quinto posto nei 50 dorso, e così la frittata è arrivata in pieno volto.
Riepilogando, Paltrinieri performante solo in acque libere, Ceccon in chiaroscuro ma comunque capace di prendersi l’oro nei 50 farfalla, Miressi lontano dalla forma migliore e Martinenghi bravo a salvare il mondiale con l’argento in condominio nei suoi 100 rana. Il baby prodigio Galossi ha marcato visita, male i mezzofondisti alternativi, bravi solo gli staffettisti veloci.
Tra le donne, sufficienti Quadarella, Pilato e Sara Franceschi, rimandate le altre.
In vista di Parigi non è allarme rosso, ma nemmeno ci sono motivi per sorridere.
Un’edizione più scura che chiara, per l’Italia, potenza natatoria con qualche punto interrogativo.

