È finita nel migliore dei modi la gara di esordio dell’Italia nella Coppa del mondo di calcio femminile.
Per far saltare il bunker argentino c’è voluta l’esperienza della centravanti Girelli, cui Bertolini intende concedere un impiego “alla Altafini”: dentro nei minuti conclusivi delle gare, sperando che la classe ed il fiuto possano fare la differenza.
Questo è puntualmente avvenuto nel primo impegno dell’Italia nella competizione iridata ed ora per le azzurre le chances di qualificazione sono davvero consistenti.
Tutti gli appassionati ricordano l’eccellente mondiale di quattro anni fa, con l’Italia capace di spingersi fino ai quarti di finale e d’improvvviso le ragazze del calcio investite da una popolarità inattesa. Tutti a parlare di Barbara Bonansea, di Giuliani, di Giacinti, tutti interessati alle possibilità che l’avventura continuasse nel segno della meraviglia.
Quattro anni dopo, la popolarità è stata oggetto di attentati, parliamo fuor di metafora delle delusioni dell’europeo. Loro però, anche senza la capitana di allora Sara Gama, autentico simbolo del calcio rosa, hanno intenzione di riguadagnare il terreno perduto attraverso un altro grande mondiale.
E il primo match di questa edizione ha confortato le speranze azzurre.
È stato tutt’altro che semplice costringere alla resa l’Argentina, disposta in modo guardingo da Germàn Portanova.
PROBLEMI DI FINALIZZAZIONE PER LE AZZURRE
La superiorità delle azzurre è stata palese per tutti i 95 minuti, con le sudamericane attente soprattutto a non prenderle e a sostanziale protezione del pari bianco.
Bene fino alla tre quarti, con una Linari propulsiva e scatenata sulla corsia di competenza, le italiane hanno però notevolmente faticato a trovare la porta e la soluzione da fuori, esplorata di tanto in tanto, non ha risolto il problema.
Ha brillato la sedicenne Dragoni, giocatrice del Barcellona e già nell’élite del calcio mondiale.
A far centro però ci ha pensato l’esperta Girelli, abile a girare di testa un cross di Boattin, con la sfera nell’angolino alto della porta argentina.
Buona la prima, allora, e adesso per la qualificazione la strada è decisamente meno ardua. Con la Svezia si giocherà per centrare il primo posto nel girone, che garantirebbe un ottavo di finale meno arduo.
Bisognerà essere più veloci negli ultimi sedici metri, per mettere in imbarazzo una retroguardia fisicamente fortissima, ma un po’ a disagio sui guizzi delle brevilinee.
Un passo alla volta, per un undici che già sogna di scatenare la stessa passione di quattro anni fa.

