Il Frosinone ha confermato la propria capacità di reagire alle, per fortuna rare, cadute stagionali. Prima della sosta il beffardo gol in pieno recupero di Brescianini aveva interrotto bruscamente il cammino dei ciociari e qualcuno aveva ipotizzato che fosse un segnale di stanchezza o di scarsa concentrazione.
A Perugia l’esame era severo perché, su un campo tradizionalmente ostico, bisognava spegnere gli ardori degli uomini di Castori, annunciati in grandi condizioni di forma. Il Frosinone, ridisegnato nell’assetto iniziale da mister Grosso, ha tenuto botta con autorità ed ha anche cercato, senza ottenerlo, un bottino pieno che valesse un verdetto anticipato.
Soddisfatto solo a metà nei suoi ardori di rivalsa, il team capolista del torneo cadetto ha archiviato la trentunesima toccando quota 63, conservando così quattro punti sul Genoa e ben 10 sul Bari, terzo della classe. Un passo avanti, a patto di riassaporare nel prossimo match casalingo il gusto dei tre punti.
UMBRI BALDANZOSI IN AVVIO CONTRO UN FROSINONE INEDITO
Il racconto del match deve partire dall’assetto atipico, non già nel modulo, ma in alcuni interpreti.
Grosso ha infatti destinato alla panchina Ravanelli, Mazzitelli, Caso e Mulattieri, sostituiti da Kalaj, Gelli, Bidaoui e Moro. Normali avvicendamenti, perché sappiamo che il trainer capitolino ama ruotare i propri uomini, senza garantire la titolarità assoluta ad alcuno.
È questo un modo di tenere sempre tutti sulla corda, di farli sentire importanti in pari misura. Il numero delle alternative schierate ha destato però un po’ di sorpresa, perché stavolta un po’ tutti attendevamo un massiccio utilizzo degli abituali titolari.
Il Perugia è partito con grande vigore, costringendo i canarini a presidiare con attenzione la loro metà campo. Sebbene anche nelle fila umbre si registrassero assenze di un certo rilievo, i biancorossi si sono gettati all’assalto della capolista senza particolari timori, come li aveva invitati a fare Castori in sede di vigilia.
Il Frosinone ha palesato qualche impaccio di troppo nei disimpegni ed in impostazione, faticando a ripartire con l’incisività abituale.
Ne è scaturita una prima frazione in cui i giocatori si sono dati battaglia soprattutto nella zona nevralgica, con duelli vinti ora dall’uno, ora dall’altro. Tanto ardore, tanta voglia, ma a conti fatti i giallazzurri sono stati i soli a mettere il pallone in rete, con Moro, bravo ad approfittare di un pasticcio della difesa perugina. Il punto è stato però cancellato dalla segnalazione del guardalinee, perché la palla crossata da Rohden aveva oltrepassato la linea di fondo.
Qualche parata di Turati, mai fuori dal solco dell’ordinaria amministrazione, ha vanificato gli sforzi della compagine di casa, brava se non altro a tenere impegnati in fase difensiva gli esterni frusinati.
LE DUE RETI NELLA RIPRESA, CON REPENTINO BOTTA E RISPOSTA
La grande paura si è materializzata per il Frosinone al quarto d’ora della ripresa, quando al termine di un’azione arrembante e confusa, l’ex Casasola ha trovato di testa l’angolo alto della porta ciociara, rendendo vano il volo di Turati. Prima del colpo di testa decisivo, una gomitata di Rosi su Rohden è stata ritenuta ininfluente dalla sala Var, che ha anche valutato non ci fossero gli estremi del fallo di mano, in virtù del quale l’arbitro aveva inizialmente annullato il gol.
Il Frosinone non si è scoraggiato per la situazione di disagio ed ha assaltato con grande energia la metà campo perugina. Il frutto degli sforzi, non sempre lucidi, dei ragazzi ciociari, è stato colto grazie al solito Mulattieri, subentrato nella fase iniziale della ripresa.
Ricevuta palla da Caso, bravo a districarsi nelle maglie della difesa biancorossa, il centravanti scuola Inter l’ha controllato la sfera ed ha calciato in modo chirurgico, rimettendo in linea di galleggiamento il Frosinone.
La capolista non si è contentata del pari ma, trascinata da una tifoseria accorsa numerosa al Curi, ha cercato con encomiabile impegno il gol del sorpasso. Sforzo vano, perché i perugini hanno fatto buona guardia, concedendo poco o nulla alla voglia giallazzurra.
Un pari comunque importante, che avvicina il traguardo e chiarisce a tutti che il Frosinone non molla di un centimetro. C’è un sogno da raggiungere, sotto il cielo di primavera.

