Ecatombe di favoriti nel tabellone maschile degli Open del Canada.
Particolarmente suggestivo che sia accaduto in coincidenza con le notti di metà agosto, quando lo sciame delle perseidi disegna nel cielo scie luminose, elevando al rango di stelle ciò che in realtà è materiale roccioso di piccole dimensioni.
Non troppo piccole le dimensioni dei tennisti caduti nei sedicesimi di Toronto. Ha iniziato Rublev, sconfitto da McDonald, hanno proseguito Tsitsipas e Zverev, belli e impossibili del tennis contemporaneo, ha concluso Rune, cui forse qualche sconfitta potrà un po’ abbassare l’autostima e contribuire alla complessa operazione simpatia. Il greco le ha prese dal redivivo Monfils, il tedesco con origini russe si è arreso a un Davidovich Fokina in giornata di grazia e il danesino troppo spesso autoreferenziale si è imbattuto nel giorno di gloria di Giron.
DERBY AZZURRO VIBRANTE
Le attenzioni degli appassionati italiani erano però tutte concentrate sul derby, il primo in assoluto, tra Jannik Sinner e Matteo Berrettini.
Ha vinto l’altoatesino, che però ha dovuto fare i salti mortali per annullare prima due e poi addirittura cinque palle break nei travagliati turni di servizio del primo set.
Uscito dalla buca con grandissima abilità ed un pizzico di buona sorte, il principino delle Dolomiti ha operato i due break decisivi in rapida successione, alla fine del primo e all’inizio del secondo set.
Matteo Berrettini era stato bravo a inizio match non solo nel servizio, suo tradizionale punto di forza, ma anche negli scambi da fondo. Sinner però è evidentemente più abituato a certi ritmi forsennati e nel secondo parziale è venuto fuori con grande autorità, chiudendo con un 6/4 6/3 eccessivamente punitivo per il tennista romano.
Ha dovuto sudare non poco l’altro golden boy del tennis italiano, Lorenzo Musetti.
Opposto a Kokkinakis, il carrarino ha faticato a leggere le improvvise accelerazioni dell’avversario, che al noto servizio solido ha aggiunto nella circostanza un’inconsueta aggressività da fondo.
Musetti ha così ceduto il primo set ed ha continuato a faticare non poco nei turni di servizio del successivo. Bravo però Lorenzo a cogliere un’improvvisa e addirittura inattesa chance a fine secondo set. Nel terzo partenza a mille del toscano, controbreak di Kokkinakis, ma poi allungo decisivo e ottavi raggiunti.
MEDVEDEV LO SPIETATO
Troverà il russo Medvedev, che nel segno del pronostico ha sconfitto il giovane Arnaldi.
Il sanremese, non premiato dal verdetto, ha comunque giocato un secondo set eccellente, per estetica e praticità dei colpi, entrambe esaltate da una prova maiuscola. Continua l’ascesa di questo ragazzo che solo un anno e mezzo fa era oltre il numero 200 ed oggi è in top 60. Significa sempre qualcosa, al di là del valzer dei numeri, nel tennis non sempre verità rivelata.
È finita anche l’avventura di Camila Giorgi, battuta all’alba italiana da una Kvitova che pure nel secondo set era sembrata un po’ in disarmo.
A senso unico, invece, la terza frazione.
Ci resta Jasmine Paolini, che oggi contenderà a Jessica Pegula un biglietto per i quarti.
Dalle 17 italiane di torna in campo per gli ottavi di finale.

