Uno viene dal Real Madrid, l’altro dal Bayern. Non siamo su “Scherzi a parte”, ma alla conferenza di presentazione di due nuovi giocatori giallazzurri, Reinier e Ibrahimovic.
No, non è Zlatan, ora non esageriamo con la nuova dimensione.
Reinier spiega con semplicità i motivi di una scelta abbastanza clamorosa: “Vengo dal Real Madrid, sono amico e coetaneo di Rodrigo e Vinicius e spero di imitarli, dimostrando il mio valore in una squadra che ha grandi giocatori, un grande tecnico e che si esprime nel contesto di un calcio eccellente come quello italiano. Non ho avuto dubbi nell’accettare proprio perché esistevano gli ingredienti e gli stimoli giusti. Sono felice di essere qui”.
Ibrahimovic non è parente di Zlatan e non ritiene che il cognome possa rivelarsi “ingombrante”. I suoi propositi sono quelli di chiunque cominci l’avventura in una nuova squadra: “Sono qui per dimostrare che posso essere utile per conseguire gli obiettivi di una squadra giovane ed entusiasta, della quale apprezzo in particolare la mentalità offensiva. Prima di venire ho sentito Cuni, che mi ha trasferito le sue eccellenti sensazioni, che poi hanno trovato conferma al mio arrivo”.
Nessuno dei due conosceva Frosinone, sapevano soltanto che si trovasse vicino Roma. Tutte le informazioni, su squadra, ambiente, strutture, erano però positive e questo non è stato certo estraneo alla loro decisione di venire in Ciociaria.
CURIOSITÀ E PROGETTI
Reinier avrà il numero 12 e non ha difficoltà a riconoscere che sia una scelta residuale.
“Il mio numero preferito è il 19, numero fortunato e giorno del mio compleanno, ma subito dopo c’è il 12, che è il numero preferito di mia sorella, alla quale sono legatissimo, ed è anche il numero di maglia di un campione brasiliano di calcio a 5, Falcao. Spero di onorarlo al meglio”.
Sulle differenze tra il calcio brasiliano e quello italiano ed europeo, Reinier ha le idee chiare: “Ho già avuto modo di vedere come il calcio europeo rispetto a quello brasiliano sia più veloce, più fisico ed abbia linee più compatte. Ritengo di essere in grado di interpretarlo al meglio”.
Oro olimpico con la nazionale verdeoro, stimato notevolmente da mister Ancelotti, ritiene che il suo ruolo naturale sia quello del centrocampista, ma non ha alcun problema ad adattarsi alle esigenze del suo nuovo club, potendo giocare anche ala o esterno del pacchetto di centrocampo.
Ibrahimovic non ha preferenze sul soprannome, si sente già pronto per giocare e non vede l’ora di scendere in campo con lo stadio pieno.
“Il mio numero di maglia? Il 27, tra i numeri rimasti a disposizione, era quello più intrigante. Le prime impressioni di questa nuova realtà sono davvero eccellenti. Mi sembra di essere in una grande famiglia e questa è la condizione ideale per rendere al meglio. Non so se ho i novanta minuti nelle gambe, ma certamente sono pronto per trasferire sul campo tutta la mia voglia di far bene”.
Due giovani che hanno vestito maglie gloriose ora indossano quella giallazzurra e vogliono scrivere una pagina importante nella storia sempre più straordinaria del Frosinone Calcio.

