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Scatta l’ora di Bianchi. Le piccole imprese vero centro nevralgico del tessuto produttivo pontino. Il ruolo di Unindustria e la Zes

Cristiano Sacerdoti
Settembre 4, 2024

Unindustria Latina volta pagina. Pierpaolo Pontecorvo, stimato imprenditore pontino, lascia il testimone a Fausto Bianchi. Parliamo di un altro imprenditore di seconda generazione di Latina, titolare del Gruppo Bianchi Assicurazioni, 44 anni, sposato con 2 figli. Già Presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Unindustria nel triennio 2015-2018 e nello stesso periodo Presidente del Comitato Tecnico Startup ed Imprenditoria Giovanile, è stato nel 2017 – sempre per i Giovani Imprenditori – Presidente del Comitato del Centro Italia, attualmente Consigliere di Presidenza e Presidente del Gruppo Tecnico Specializzazione Intelligente e Innovazione Aperta.

QUADRIENNIO FORTE

Fausto Bianchi era stato con il 98% dei voti, nuovo Presidente della Piccola Industria di Unindustria per il quadriennio 2020-2024. Fausto Bianchi, che subentra a Gerardo Iamunno, è stato eletto dal Comitato Regionale della Piccola Industria composto dai Presidenti territoriali di Roma, Frosinone, Rieti, Viterbo e Latina.
Ha  sempre avuto le idee chiare e il suo programma del 2020 resta oggi una sorta di punto di riferimento sul lavoro da fare. “Le PMI rappresentano la spina dorsale del nostro tessuto imprenditoriale nazionale e regionale -aveva affermato- la vera sfida oramai non è più tra aziende ma tra ecosistemi territoriali. Solo supportando le piccole e medie imprese garantiremo lo sviluppo e la crescita del nostro territorio, tuteleremo l’occupazione e manterremo solida l’economia del Paese. L’obiettivo è quello di non lasciare nessuno indietro e non consentire che i tragici eventi di questo periodo, possano distruggere le eccellenze imprenditoriali che ci caratterizzano nel mondo. Noi faremo la nostra parte, ma il Paese deve fare una scelta: decidere se essere quello del Ponte Morandi, costruito in poco più di un anno ed inaugurato in piena emergenza, o quello della Roma – Latina, infrastruttura strategica mai realizzata”.

LA PROPOSTA

Aveva elogiato anche il progetto per la Bretella Cisterna-Valmontone. “La nostra provincia non ha mai avuto un’autostrada, il capoluogo ha una stazione che ci vuole mezz’ora per arrivarci, per non parlare dell’aeroporto. Ma il timing diventa decisivo” aveva avuto di affermare Bianchi solo tre anni fa. Il suo progetto è concreto: le imprese devono creare un sistema capace di intrecciare innovazione, ricerca e formazione di alto livello, per costituire un terreno fertile di ripresa e crescita costante.
Particolare il focus per le Piccole e medie imprese sono la “spina dorsale” dell’economia nazionale e regionale e Bianchi lo sa bene. L’obiettivo è proteggere le eccellenze imprenditoriali locali, farmaceutica, agroalimentare, meccatronica e servizi. Non vi è dubbio che Bianchi chiederà un’alta attenzione alle politiche industriali per creare le condizioni per fare crescere il sistema imprenditoriale. Ci sono tanti tasselli da mettere insieme per rendere più attrattivo il territorio pontino. Occorre infatti rendere più forte l’appeal per attirare multinazionali, soprattutto americane (più che europee) e sarebbe necessario lavorare per far crescere le piccole imprese, che così possono fare investimenti innovativi, nonchè utili per un’area ancora alla ricerca di una svolta economica.

OBIETTIVO ZES

Sarà interessante capire come la penserà Fausto Bianchi sul tema della Zes unica e della necessità di ricomprendere Latina e la sua provincia in un regime speciale, che possa attribuire vantaggi fiscali alle imprese locali. Una filiera istituzionale è già in azione. E’ stata depositata una mozione in Pisana (dai consiglieri Tiero e Maura) che chiede un impegno della Regione a garantire al basso Lazio e alla zona di Rieti la creazione di un’area che permetta l’accesso di queste aree ai benefici della Zes unica. Il presidente Rocca chiede di garantire maggiore equità a tutti i territori, soprattutto in termini di accesso paritetico alle opportunità di rilancio economico. Il Lazio, in particolare, condivide confini con tre delle regioni coinvolte nella Zes Unica: Abruzzo, Molise e Campania. A pochi chilometri da questi territori avremo imprese che potranno avvalersi di agevolazioni notevoli che le renderanno ben più competitive rispetto alle nostre. Si creeranno condizioni di concorrenza molto forti che potrebbero portare ad accentuare un processo di delocalizzazione di imprese. Ciò andrà ad impoverire ulteriormente un tessuto economico già in difficoltà. Sarà importante che anche da Unindustria arrivi un sostegno alla proposta della Regione Lazio di istituire un regime speciale, esteso alle aree in difficoltà di sviluppo già individuate, confinanti con la Zes Unica, avente le stesse agevolazioni previste per le regioni del Mezzogiorno.

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