Seria A, il Frosinone a testa alta: vince la Roma 2-0, ma i canarini giocano una gara eccellente

Mezzo pieno, perché la prova è stata eccellente; mezzo vuoto, perché la serie positiva si è fermata a cinque. Il bicchiere del Frosinone dopo la gara dell’Olimpico prospetta dubbi interpretativi ed angoli visuali differenti. Se si esce però dalla logica rigida e un po’ triste del risultato, non si può che applaudire una squadra che non ha paura di confrontarsi con le grandi della categoria e che ad esse crea non pochi problemi sul rettangolo di gioco. Ha vinto per 2-0 la Roma di Mourinho, ma il Frosinone ha raccolto consensi e applausi.

IL RACCONTO

Di Francesco sorprende, schierando tre centrali di difesa e un centrocampo con Barrenechea e Mazzitelli supportati da Oyono e Marchizza laterali, mentre davanti il riferimento centrale per Baez e Soulè è Cuni, preferito a Cheddira. I giallorossi guadagnano subito due o tre calci d’angolo, su uno dei quali Dybala chiama Turati alla prima parata della gara, una “smanacciata” per evitare guai. Al 17’ il genietto Soulè inventa un lancio perfetto per Cuni, che sull’uscita di Rui Patricio calcia sull’esterno della rete.
In vantaggio va però la Roma, dopo che il Frosinone è costretto a sostituire Romagnoli con Brescianini, tornando a 4 come da assetto tradizionale.

È Dybala a pescare Lukaku, che sterza ed evitando i tentativi disperati di Oyono e Monterisi, mette la sfera alle spalle di Turati. Il Frosinone non si scoraggia e ancora sull’asse Soulè – Cuni confeziona al 26’ una clamorosa palla gol. Stavolta il centravanti giallazzurro calcia con potenza, ma la mira è ancora imperfetta e la Roma può tirare un sospiro di sollievo. La personalità del Frosinone non teme i 60mila cuori giallorossi e così sono ancora i ciociari a menare le danze fino all’intervallo, che arriva dopo due minuti supplementari.

IL SECONDO TEMPO

La ripresa inizia con un Frosinone spigliato, che non ha paura di sviluppare le sue manovre incisive e rapide. La Roma è in vistoso imbarazzo e risponde solo con qualche invenzione di Dybala, che sia pure a mezzo servizio ricama calcio con il suo sinistro e manda Bove a tu per tu con Turati, bravo a scegliere i tempi della chiusura in uscita. Poco dopo il quarto d’ora Di Francesco mette in campo Caso per Baez e Cheddira per Cuni.

Al 21’ Suolè pesca Mazzitelli sul fondo e sul cross del capitano Brescianini arriva con un attimo di ritardo.
Il Frosinone insiste, ma le sue offensive si arrestano fatalmente al limite dell’area, contro la munita retroguardia giallorossa. Caso prova a saltare i dirimpettai giallorossi e s’infrange come un’onda contro la rocciosa coppia centrale: è un po’ la fotografia del match, la volontà e la corsa che combinano in sforzo vano. E così, poiché il calcio non è per nulla salomonico, ma sovente irrispettoso della buona volontà, ecco che da una punizione per i capitolini arriva il verdetto: pennella Dybala, un Pellegrini resuscitato dai crampi sbuca sul secondo palo e fa centro.

Dopo il raddoppio della Roma, il Frosinone comprende che i sogni di gloria vanno deposti.
Resta la grande prestazione, la conferma di poter giocare alla pari contro qualunque avversaria. E non è poco.