Sua maestà la poltrona. Due pesi e due misure

Il rispetto del risultato elettorale è valso per non mettere in discussione la rappresentanza in giunta della Lista Ottaviani, della Lega e di Fratelli d’Italia. Ma l’accordo al ballottaggio con l’area di Vicano è stato stracciato in pochi secondi. E ci sono state altre situazioni, a cominciare da quelle di Adriano Piacentini e Valentina Sementilli.
Questa consiliatura non passerà alla storia. Ma resterà nelle cronache cittadine per due motivi. Innanzitutto il record di passaggi da un gruppo all’altro, di cambi di casacca e di folgorazioni nell’aula di Palazzo Munari. L’apoteosi del trasformismo ai “fini fini” restando in clima di Carnevale.
Poi l’assoluto doppiopesismo nelle decisioni che hanno caratterizzato la rappresentanza in giunta. Per dirla più brutalmente, le poltrone. Gli esempi non mancano.
MAI LO STESSO METRO
E’ successo che Forza Italia ha sfiduciato l’assessore al bilancio Adriano Piacentini, ma lo stesso è rimasto nell’esecutivo come tecnico esterno di fiducia del sindaco Riccardo Mastrangeli. Il quale, unitamente a Nicola Ottaviani (deputato e coordinatore provinciale della Lega), in quella occasione ha messo in conto la frattura con gli “azzurri”.
E’ successo che la Lista Ottaviani ha perso diversi consiglieri. Giovambattista Martino e Teresa Petricca sono stati letteralmente accompagnati alla porta dall’ex sindaco. Poi Christian Alviani la porta l’ha sbattuta. Ma la pattuglia della civica nell’esecutivo è rimasta a quota 2. E quando Valentina Sementilli (oltre 600 preferenze raccolte) aveva espresso sui social una simpatia politica verso FdI, in poche ore è stata revocata da Mastrangeli, su indicazione di Ottaviani. Al suo posto Mario Grieco. Nessuno ha fiatato.
E’ successo che Rossella Testa è rimasta assessore anche quando la Lega si è spaccata e poteva contare su un solo consigliere di riferimento (Dino Iannarilli). E’ successo che la stessa Testa sia stata blindata perfino nell’occasione dell’iconico gesto dell’ombrello al “Giardino” rivolto ai contestatori.
E’ successo che Fratelli d’Italia ha recentemente perso 2 consiglieri, Marco Ferrara e Sergio Crescenzi. Ma la rappresentanza in giunta non è stata toccata e i 2 assessori sono rimasti al loro posto. Grazie, in questo caso, alla netta presa di posizione del leader regionale del partito Paolo Trancassini.
Si potrebbe continuare, ma la sostanza è che in un modo o nell’altro il rispetto del risultato elettorale ha rappresentato la “bussola” irrinunciabile per le situazioni della Lista Ottaviani, della Lega e di Fratelli d’Italia.
PER GLI AZZURRI E VICANO REGOLE DIVERSE
Non per la situazione di Forza Italia: vero che molti dei voti erano stati ottenuti da Adriano Piacentini, ma la stessa considerazione non è stata fatta per Valentina Sementilli.
Poi si arriva alla Lista Vicano. Ma è importante ricostruire quanto avvenuto nelle ultime settimane. Il rimpasto di giunta è stato parametro su due “caselle”. Una attribuita alla Lista per Frosinone di Antonio Scaccia (fedelissimo del Generale Roberto Vannacci). La rivendicazione è stata fondata sulla crescita del gruppo, da 3 a 4 consiglieri. Grazie all’adesione di Francesco Pallone: eletto nella Lista Mastrangeli, transitato in Futura, poi approdato alla Lista per Frosinone. In un triplice e disinvolto cambio di casacca. In giunta è stata indicata Maria Teresa Spaziani Testa.
Per l’altro assessorato la nomina è ricaduta su Massimo Sulli, in quota Identità Frusinate. Una civica costituitasi da poco e che in aula è rappresentata da Christian Alviani, Marco Ferrara e Sergio Crescenzi. Il primo eletto nella Lista Ottaviani, poi passato in Forza Italia e quindi in Identità Frusinate. Gli altri due eletti in Fratelli d’Italia e fuoriusciti. Ma affinché l’operazione politica potesse essere portata a termine è stato necessario liberare una poltrona. Ed è stato chiesto un passo indietro a Laura Vicano, la quale a quel punto punto ha preferito dimettersi e aggiungere di non essere interessata a “exit strategy”.
IL PESO FUTURO DEGLI ACCORDI STRACCIATI
Nel caso di Laura Vicano la questione è politica. Perché nel giugno 2022 fu raggiunto un accordo al ballottaggio tra Riccardo Mastrangeli e Mauro Vicano (candidato a sindaco autonomamente). Alla presenza di Nicola Ottaviani. Quell’accordo non serviva perché Mastrangeli avrebbe vinto lo stesso? E allora perché è stato fatto? Sulla base di quella stretta di mano, all’area di Vicano è stata assicurata una rappresentanza in giunta. Prima con Alessandra Sardellitti, poi con Laura Vicano. E quando nel luglio 2024 Mauro Vicano si è dimesso da consigliere, al suo posto in aula è entrato Marco Sordi. Il quale poi si è avvicinato alla Lega, assicurando però che in aula avrebbe terminato la consiliatura con la civica nella quale aveva concorso. Lo stesso Nicola Ottaviani in un incontro aveva sottolineato che il patto del ballottaggio doveva essere onorato fino in fondo. Altrimenti in futuro nessuno avrebbe più siglato accordi del genere.
Poi però è cambiato tutto e l’adesione di Marco Sordi alla Lega è avvenuta senza preavviso. La realtà politica è che Ottaviani aveva bisogno di puntellare il gruppo del Carroccio, sia per le provinciali che per fronteggiare la crescita della Lista per Frosinone, vicinissima a Roberto Vannacci, politicamente “odiato” da Matteo Salvini. Nel caso della Lista Vicano non sono stati rispettati né i risultati elettorali né gli accordi. Dopo che quell’intesa al ballottaggio aveva fatto immediatamente esplodere l’ira della Lista Mastrangeli di Anselmo Pizzutelli, Maria Antonietta Mirabella e di Francesco Pallone (!). Ultima situazione. Il Polo Civico ha 2 consiglieri (Claudio Caparrelli e Andrea Turriziani) e nessun assessore. Perché, nella narrazione, nel 2022 ha concorso con il centrosinistra. Peccato che da più di un anno Turriziani e Caparrelli siano però decisivi per l’Amministrazione Mastrangeli.
Due pesi e due misure. E’ questo il buco nero politico di una consiliatura che non passerà alla storia.