
La sostenibilità intesa nella sua dimensione economica, sociale e ambientale è stata al centro del convegno ‘Sviluppo sostenibile e nuove sfide della cooperazione agricola pontina’, promosso da Confcooperative Lazio Sud, svoltosi presso l’auditorium del centro direzionale della BCC Cassa Rurale Agro Pontino di Pontinia. Obiettivo dell’evento è stato quello di porre in relazione beni ed esperienze da valorizzare in una logica di sviluppo sostenibile, per sostenere sfide locali riconosciute su scala globale. Un equilibrio complesso, ma raggiungibile anche sull’esempio dell’economia collaborativa delle imprese cooperative, votata a uno sviluppo sostenibile dei territori e della comunità attraverso una qualità che ricomprende tanto la dimensione produttiva quanto quella etica e valoriale a pilastro delle aziende. Investimenti e innovazione sono le parole d’ordine da mettere in pratica, accanto alla difesa delle eccellenze produttive, puntando su qualità, trasparenza e competitività come leve essenziali per guadagnare spazi di mercato e rimarcare l’importanza strategica del settore agroalimentare pontino nei contesti nazionali e internazionali. Si segnalano gli interventi di Davide Vernocchi, presidente del Comitato settore Ortofrutta di Confcooperative Fedagripesca nazionale, Salvatore Stingo, presidente Fedagripesca Lazio e di Maurizio Manfrin nel suo duplice ruolo di presidente della BCC Cassa Rurale Agro Pontino e di presidente del Consorzio Agroalimentare dell’Agro Pontino, a quasi un anno dalla sua costituzione.
GLI OBIETTIVI
L’innalzamento dei costi, tanto per le materie prime quanto per quelli energetici e logistici, costante richiesta di incremento delle produzioni a fronte di risorse sempre più esigue ed eventi climatici estremi, hanno messo a dura prova i raccolti. La sequenza di avvenimenti dirompenti degli ultimi anni, dalla crisi pandemica alle situazioni geopolitiche sempre più complesse, con il loro corredo di strozzature nelle catene di fornitura e di aumento generalizzato dei costi, ha investito l’intero settore agroalimentare nazionale, senza alcuna eccezione per la filiera pontina. Gli agricoltori non a torto parlano di nuove sfide che impongono alle aziende la delineazione di percorsi di trasformazione che consentano di adottare risposte resilienti, improntante sull’efficienza economica e sull’ottimizzazione delle risorse.
