Davanti a 70mila spettatori, il Frosinone ha giocato un’eccellente partita anche a San Siro, contro la capolista Inter. L’hanno decisa una prodezza (leggiamola così) di Dimarco a fine primo tempo e un penalty trasformato da Calhanoglu a inizio ripresa, ma prima e dopo tanto Frosinone, a conferma di qualità e determinazione che ormai rappresentano una costante.
LA CRONACA – Eusebio Di Francesco schiera cinque uomini con caratteristiche difensive nel suo undici iniziale, perché con Monterisi e Okoli ci sono Oyono, Marchizza e Lirola.
Non c’è il baby Ibrahimovic, ma dietro Cuni, Soulè e Reinier garantiscono un buon coefficiente dì pericolosità.
Il Frosinone non sta certo a guardare, ma ovviamente è l’Inter a partire forte e a minacciare la porta canarina con un paio di fiammate, in particolare con Thuram, che da buona posizione non trova i pali della porta ciociara.
I giallazzurri si scuotono e cominciano a manovrare con una certa disinvoltura nella metà campo milanese.
Debole e centrale il tentativo di Suolè al 17’. Di ben altra pericolosità e la conclusione di Lautaro al 19’, ma è molto bravo Turati a deviare in corner. Un minuto più tardi replica autorevole del Frosinone: Reinier è bravo a catapultarsi sul cross di Oyono, ma Dumfries devia e salva Sommer.
Al 28’ si rivede il talentino Soulè, ma Darmian ne frena lo slancio dopo un paio di dribbling riusciti.
Poco dopo la mezz’ora Mazzitelli si accascia al suolo per un problema muscolare e entra nella contesa Brescianini. Al 42’ un’incursione di Oyono si conclude con un diagonale troppo “aperto” è decisamente supponente.
Il vantaggio dell’Inter arriva come un fulmine a ciel sereno: lo realizza Dimarco, che calcia da centrocampo e coglie Turati in posizione troppo avanzata. Un gol incredibile! Nel primo dei due minuti di recupero Soulè vince un rimpallo e calcia, ma Acerbi lo mura e manda l’Inter negli spogliatoi in vantaggio. Per il Frosinone la platonica soddisfazione di un 52% di possesso palla.
SECONDO TEMPO – La ripresa inizia nel segno dei nerazzurri, che ci mettono solo due minuti a raddoppiare il margine attivo. L’azione è di Thuram, che disorienta un paio di difensori giallazzurri e, sulla scivolata improvvida di Monterisi, guadagna un calcio di rigore. L’esecuzione di Calhanoglu è impeccabile.
Di Francesco immette nella contesa Ibrahimovic e Cheddira e l’attaccante marocchino, imbeccato da Soulè, calcia in diagonale e colpisce in pieno il palo, l’ennesimo di questa stagione giallazzurra.
L’atteggiamento del Frosinone è propositivo. Poco importa che lo 0-2 sia un 8000 metri da scalare, provarci è comunque il primo passo.
L’Inter riparte pericolosamente in contropiede, ma i ciociari sono bravi ad evitare il colpo del ko.
I giallazzurri occupano costantemente la metà campo dell’Inter, in cerca del punto che possa riaprire il match, ma si arriva all’81’ il risultato è ancora inchiodato sul 2-0 e allora dentro anche Caso e Kaio Jorge, per una squadra super-offensiva.
È un messaggio anche questo, che non sortisce effetto immediato, ma dice forte e chiaro che il Frosinone non si contenta, quale che sia l’avversaria.
Ci va più vicina l’Inter, con Lautaro che riceve un passaggio involontario da Okoli ma non è freddo nel calciare. Finisce 2-0, ci può stare, ma è stato un bel Frosinone anche quello visto a San Siro.
