
La stagione del tennis, dopo la pausa di dicembre, è già entrata nel vivo. Gli impegni della United Cup hanno riportato in campo il numero 1, Novak Djokovic, che dovrà dimostrare a se stesso e al mondo di poter mantenere la leadership mondiale anche adesso che le sue primavere si avviano ad essere 37. Il piccolo infortunio contro De Minaur non deve illudere gli avversari: Nole è pronto, cattivo e determinato come sempre e vorrà dimostrarlo nel… giardino di casa, quello degli Australian Open, in programma dal 14 di gennaio. La rassegna “aussie” avrà però anche un altro autorevole rappresentante della vecchia guardia, perché dopo l’anno sabbatico Rafa Nadal è di nuovo pronto, come sta dimostrando nel 250 di Brisbane, che lo vede nei quarti di finale, dopo i successi conseguiti ai danni di Thiem e Kubler.
Il maiorchino non si attribuisce possibilità di vittoria nel torneo di rientro: “Troppo presto” – ha dichiarato in conferenza stampa a chi gli chiedeva se avesse intenzione di aggiungere subito un trofeo alla sua formidabile collezione. Intanto però ha strapazzato i primi due rivali, fornendo una dimostrazione di competitività che spaventa un po’ tutti gli avversari, anche e soprattutto in prospettiva major.
Il fatto che Nadal non sia testa di serie lo pone infatti nelle condizioni di recitare da “mina vagante” nel primo grande appuntamento del 2024.
Non hanno ancora esordito in stagione i tre tennisti che seguono Djokovic nella classifica Atp: Alcaraz, Medvedev e Sinner affilano le armi in attesa della prova dello slam, e per l’altoatesino ci sarà una prova generale al Kooyong Classic, un’esibizione con altri tennisti di eccellente livello.
Gli altri azzurri però sono già scesi in campo, ad eccezione di Matteo Berrettini, il cui rapporto con una condizione fisica ottimale continua ad essere tormentato oltre ogni logica.
Già ha scalato qualche posizione nel ranking Matteo Arnaldi, capace di battere dopo due autentiche maratone prima Fucsovic e poi Klein e atteso ora a un quarto di finale non impossibile contro Safiullin, che per suo conto ha prevalso dopo una battaglia ricca di colpi di scena sul sempre temibile Popyrin.
Continua a far fatica Musetti, che a Hong Kong, dopo un primo turno faticoso, si è arrestato al secondo al cospetto di Kotov. Sonego e Cobolli hanno rappresentato la squadra azzurra nella United Cup, senza troppa fortuna, mentre nei challanger le prove più convincenti le hanno offerte Passaro e Gigante, comunque costretti alla resa prima delle semifinali.
