Us Open: Sinner lascia solo cinque game a Hanfmann, vincono tutti e quattro i moschettieri azzurri

Dopo una prima giornata azzurro tenebra, la clamorosa riscossa: ben sei italiani dei sette chiamati in causa hanno infatti superato il primo turno degli Us Open, in una seconda giornata davvero trionfale.
L’eccezione alla regola è stata Camila Giorgi, ma va detto che la marchigiana doveva fronteggiare Jessica Pegula, numero tre del mondo.
Non era giornata felice per la nostra numero uno potenziale, e Pegula ha chiuso con doppio 6/2 e nessuno spavento.
Il contingente rosa ha però promosso al secondo turno due degni rappresentanti, autrici di prestazioni eccelse.
Martina Trevisan aveva in verità iniziato in modo sconcertante la propria partita di primo turno con la solida Putintseva, ma a partire dal secondo set ha iniziato a lottare come solo lei sa fare.
Soffrendo, remando, tirando “pallettoni” inusuali per questi livelli, ma anche prendendosi pregevolissimi punti a rete, la fiorentina ha vinto due tiebreak e ha meritato il… visto per Vondrusova, la ceca già vincitrice di prove slam.
Disco verde anche per Lucia Bronzetti, che ha mietuto una vittima eccellente, altra vincitrice di un Major, Barbora Krejchikova. Finalmente capace di esprimere il suo tennis aggressivo e non privo di variazioni, Lucia ha sorpreso la ceca, certamente non in versione lusso.

LA RECITA DI JANNIK

Ha vinto destando ammirazione e strappando una vera e propria ovazione agli spettatori del “Luis Armstrong” il principino Jannik Sinner, capace di lasciare solo cinque giochi al tedesco Hanfmann, che in stagione ha rilanciato prepotentemente le proprie quotazioni.
Il biondo teutonico ha fatto il possibile per arginare il ciclone Sinner, ma il 22enne altoatesino era in giornata di grazia e lo ha costretto a raccogliere le briciole.
Impressionante da fondo campo, autoritario nelle discese a rete, Sinner per evitare la perfezione, che in fondo è un po’ noiosa, ha servito con una percentuale di prime ancora insoddisfacente.
Ha invece avuto un buon feeling con il servizio Matteo Berrettini, che a quel colpo deve molta della sua notorietà. Contro Humbert, Berrettini ha chiuso la pratica in tre set, palesando quei progressi già evidenziati a Wimbledon. Il percorso per tornare il giocatore vincente e in top ten è intrapreso e se i malanni finalmente lo lasceranno in pace, Matteo potrà portarlo felicemente a compimento.
Ha vinto in tre anche Lorenzo Sonego, che ha dovuto tacitare le bellicose intenzioni di Moreno de Alboran, che non è un nobile veneziano, ma un americano dai fondamentali filanti: tanta energia e quel tot di talento che ti porta ad essere protagonista, magari non in un tre su cinque.
Poca fatica ha fatto Arnaldi contro Kubler, che ha sentito riacutizzarsi il dolore alla coscia sinistra dopo soli 3 game. Tra medical time out e pause sconfortate e sconfortanti l’australiano ha retto un set, più due game, poi ha detto basta.
Oggi non avremo italiani in campo, ma domani i cinque superstiti torneranno a giocare, nel caso di Sinner e Sonego l’un contro l’altro di racchetta armati. Questi derby di secondo turno non sono il massimo, ma hanno il pregio di promuoverne uno per certo. Jannik spera sia il più quotato, Lorenzo pregusta lo sgambetto. Berrettini avrà Riderknetch, per Arnaldi ci sarà il francesino Fils.