“L’agricoltura verolana ha il suo cuore pulsante nell’olivicoltura, un settore che non può più essere lasciato all’iniziativa dei singoli ma va difeso con una strategia politica chiara”. Così Cristiano Papetti, consigliere comunale e coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, interviene a sostegno dei produttori locali.
“Mentre a livello nazionale il Governo Meloni e il Ministro Lollobrigida combattono per la sovranità alimentare e contro il cibo sintetico, a Veroli dobbiamo proteggere il nostro ‘oro verde’ dalle speculazioni e dalla concorrenza sleale. Il nostro olio extravergine non ha nulla da invidiare ai marchi più blasonati, ma soffre la mancanza di una certificazione territoriale forte”.
Per passare dalle parole ai fatti, il gruppo di Fratelli d’Italia avanza tre proposte concrete da portare subito in Consiglio Comunale: 1. Istituzione della De.Co. (Denominazione Comunale) per l’Olio di Veroli: va creato un disciplinare di produzione che certifichi l’origine delle olive e la spremitura nei frantoi del territorio. Un marchio di garanzia che permetta ai nostri olivicoltori di presentarsi sul mercato con un’identità forte e prezzi giusti.; 2. Taglio dei tributi locali per le aziende agricole: in merito proponiamo l’abbattimento della TARI e dell’IMU per i fabbricati strumentali (depositi e frantoi). Meno tasse comunali significano più risorse per la manutenzione degli oliveti, fondamentale anche per la prevenzione degli incendi e del dissesto idrogeologico; 3. Un “Patto del chilometro zero”: vale a dire uno spazio permanente nel centro storico e nelle frazioni principali, con occupazione del suolo agevolata, riservato esclusivamente alla vendita diretta dell’olio e dei prodotti derivati della nostra terra.
“Tutelare l’olio di Veroli significa difendere la nostra identità e il lavoro di centinaia di famiglie – conclude Papetti – L’amministrazione deve smetterla di fare lo spettatore e iniziare a fare il promotore delle nostre eccellenze. Noi siamo pronti a dare battaglia in aula per dare ai nostri agricoltori il rispetto e gli strumenti che meritano”.

