Per la seconda volta di fila Jannik Sinner è nei quarti del torneo più prestigioso del mondo.
Lo scorso anno per raggiungerli fu costretto a superare, in una memorabile sfida, Carlos Alcaraz. Poi si ritrovò di fronte Djokovic e arrivò a un passo dallo scacco al re. Stavolta il pass è arrivato grazie al successo su Galan, colombiano dal buon servizio, compassato al punto che ti chiedi a cosa stia pensando mentre con movimenti lenti e felpati recupera la pallina e si accinge a rimetterla in gioco, in modo spesso deflagrante e in controtendenza con la calma serafica esibita due secondi prima. Proprio il servizio ha tenuto in gioco il tennista sudamericano, arrivato al tiebreak nel primo set e aiutato involontariamente da una decisone errata del giudice di sedia Marjiana Veljovic, che ha di fatto complicato il tredicesimo gioco dell’altoatesino.
Uscito dalla buca, Jannik ha iniziato con troppa leggerezza il secondo parziale, subendo in avvio l’unico break del suo match e faticando non poco a restituirlo, perché una specie di sortilegio sembrava calare sul campo in occasione delle numerosissime palle break procuratesi. Arrivato a un leggendario 0 su 15, comprensivo di una triplice occasione svanita dallo 0/40 nel quarto gioco, il principino delle Dolomiti ha finalmente realizzato l’impresa e da quel momento il match è stato in discesa, con Jannik meno frenato rispetto alla prima parte di gara. “Non avevo buone sensazioni, è stata una partita dura” – ha detto il numero uno italiano al microfoni dell’intervistatrice presente sul campo uno. Un tabellone spalancatosi all’improvviso, con le impreviste eliminazioni di Fritz e Ruud, può essere un peso psicologico non proprio irrilevante per chi deve ancora compiere 22 anni. E il peso di un pronostico strafavorevole Sinner dovrà sopportarlo anche nei quarti, perché Safiullin è stato il sorprendente vincitore dell’ottavo di finale contro Shapovalov. Contro il russo, talento purissimo ma risultati di regola non proporzionali, Jannik dovrà cogliere l’occasione più importante della carriera per centrare la prima semifinale di un major, si spera la prima di tante…
OGGI CI PROVA MATTEO BERRETTINI
La parte bassa del tabellone maschile ha promosso, oltre a Sinner e Safiullin, anche un solidissimo Rublev, capace d’imporsi in 5 set alla mina vagante del torneo, Alexander Bublik, un po’ principe Myskyn e un po’ Don Chisciotte, sempre sospeso tra i fantasmi della sua indubbia virtù e le lusinghe del non prendersi sul serio.
Il biondo di Gatcina ha scalato la montagna dello 0/2 con le sue gambe da stambecco, ma poi è precipitato all’improvviso nel quinto set, quello della verità.
Non ha portato a termine il suo compito Djokovic, fermato dal coprifuoco dopo aver vinto due set in modo a dir poco rocambolesco. Hubi Hurkacz, bravo ragazzo di Polonia, ha sentito su di sé il peso del mondo quando conduceva 6/3 nel tiebreak del primo set ed ha concesso la replica in quello successivo, sul 5/4 e due servizi a disposizione. Chissà se ha dormito, il ragazzone polacco, mitragliatrice sempre, meno che nel momento di prendersi i due parziali.
Ci proverà oggi Matteo Berrettini, risorto d’incanto, come succede solo nelle belle favole. Dopo il 3/0 a Zverev, l’asticella si alza ancora: Carlos Alcaraz vuole i primi quarti di Wimbledon della sua carriera acerba ma già sontuosa, Matteo vuole tornare quello che sull’erba perde poche volte, quasi mai.
Duello che promette scintille, partita dai mille possibili volti, con tante variabili che possono spostare una bilancia in equilibrio.
Altro confronto di grande interesse sarà quello tra Dimitrov e Rune, col giovanotto danese che fin qui ha fatto peggio del bulgaro, ma che ha sempre risorse impreviste da gettare nella contesa, per non tradire il dogma un po’ autoreferenziale della sua infallibilità.
SWIATEK A UN PASSO DALL’ELIMINAZIONE
Nel torneo femminile è andata vicinissima all’eliminazione la testa di serie numero uno, Iga Swiatek.
Opposta ad una Bencic versione extralusso, la campionessa polacca ha faticato ad imporre i propri ritmi frenetici ed ha ceduto il primo set a un’avversaria capace di far male su entrambe le diagonali. Partita meglio nel secondo, ha patito il ritorno della svizzera fino a dover cancellare due match point.
Scampato il pericolo, Iga ha preso però progressivamente il controllo del match, vincendo al terzo in modo chiaro.
Psicodramma in salsa bielorussa nel match tra Azarenka e Svitolina. Entrambe hanno gettato via mille occasioni, ma quando Azarenka si è portata sul 7/4 nel super tiebreak del terzo set, sembrava che i titoli di coda dovessero comprendere il sorriso amaro dell’ucraina. Viktoryja però non ha onorato il suo “prenomen” e d’improvviso attanagliata dalla paura di vincere ha lasciato il pallino a Svitolina, autrice di un clamoroso sorpasso.
Oggi tornano in campo le altre due grandi favorite, Aryna Sabalenka e Elena Rybakina. Per la bielorussa c’è l’ostacolo Akexandrova, per la kazaka un’insidia brasiliana, la versatile Haddad Maia. La baby Andreeva proverà a sgominare anche le certezze di Madison Keys, mentre tra Jabeur e Kvitova è davvero arduo stabilire chi abbia più chances di centrare i quarti. Una sola certezza: sarà grande tennis!
