Riccardo Ambrosetti vicesindaco di Anagni, Giuseppe Virgili con il compito di riorganizzare Fratelli d’Italia a Ferentino. Come nel 2022 ha fatto Fabio Tagliaferri a Frosinone. Il partito di Giorgia Meloni si conferma vivo e attrattivo in provincia di Frosinone. Non è finita qui, anche se l’onorevole e coordinatore provinciale Massimo Ruspandini non si sbilancia e tiene nascoste le proprie carte. Il partito potrebbe far registrare altri “squilli” importanti a breve. Alla Regione Lazio, per esempio, stanno definendo il quadro delle nomine ai vertici di diversi enti, iniziando dalle Ater. In Ciociaria comunque l’avanzata nei territori è evidente e non si ferma.

Nel Partito Democratico domenica si vota per le primarie regionali, con Daniele Leodori largamente favorito su Mariano Angelucci per succedere al compianto Bruno Astorre. In provincia di Frosinone l’appuntamento è importante per Francesco De Angelis, capolista di Rete Democratica. In questi ultimi mesi ha consentito al partito di non precipitare, intestandosi comunque le vittorie di Luca Di Stefano alla Provincia e di Piergianni Fiorletta al Comune di Ferentino. Stavolta vuole capire l’attuale peso specifico nel partito in questo particolare momento.
IL COMUNE DI FROSINONE
A un anno dall’elezione e dall’insediamento della giunta Mastrangeli in consiglio comunale arriva il bilancio di previsione, cge come al solito deve fare i conti con la “montagna” dei debiti fuori bilancio. Negli ultimi mesi, a seguito di sentenze che hanno visto il Comune capoluogo soccombente, ne sono emersi altri. Per un totale di 10 milioni di euro: praticamente due “rate” del piano di rientro decennale appena saldato. Alcune situazioni provengono da lontano, altre no, ma comunque c’è poco da sottilizzare. La scelta del sindaco Riccardo Mastrangeli e dell’assessore Adriano Piacentini è di provare a saldare il più possibile immediatamente. Ciò provocherà un ridimensionamento nell’immediato dei programmi, ma poi dovrebbe consentire un periodo di maggiore tranquillità e di programmazione. E’ l’unica strada, specialmente se la situazione dei debiti fuori bilancio è tale da non riservare ulteriori sorprese di questo tipo.
Niente assunzioni tra quelle previste nel 2023, slitta tutto al 2024. L’elemento positivo è rappresentato dal fatto che il Comune è nelle condizioni di pagare una somma tale senza grossi problemi. La situazione di cassa è positiva.
I SONDAGGI
L’onda emotiva della morte di Silvio Berlusconi spinge Forza Italia nei sondaggi. I dati sono quelli presentati ieri sera, nel corso della trasmissione Porta a Porta, da Euromedia Research di Alessandra Ghisleri. Al 14 giugno gli “azzurri” sono accreditati del 9,5%: +2,4 punti rispetto alla precedente rilevazione del 26 aprile. Facilmente pronosticabile e in ogni caso indicativo di quanto Berlusconi abbia inciso nel centrodestra nazionale. Le percentuali degli altri partiti di centrodestra naturalmente risentono un poco del “balzo” di FI, ma danno il senso di una situazione ormai radicata. Fratelli d’Italia è al 28,8% e flette dello 0,2 con riferimento a fine aprile. Anche la Lega perde lo 0,8 ed è all’8,7%. La cifra complessiva fa capire quanto sia forte la posizione del centrodestra anche dopo mesi e mesi di governo.
Partito Democratico in crescita: 21,3% (+1,2). Movimento Cinque Stelle in calo: 15% (-0,7). Invariata la situazione dei rapporti di forza tra Carlo Calenda e Matteo Renzi dopo lo sfaldamento del Terzo Polo: Azione è al 4,1% (-0,4), Italia Viva al 3,6% (-0,3%). Alleanza Verdi e Sinistra sale al 2,4% (+0,5). Infine: Per l’Italia con Paragone al 2% (-0,3), +Europa con Emma Bonino all’1,9% (-0,2), Noi Moderati allo 0,5 (-0,1).
LE MOSSE DI FORZA ITALIA
A mezzogiorno conferenza stampa di Antonio Tajani, ministro degli esteri e coordinatore di Forza Italia, con Licia Ronzulli, Paolo Barelli e Fulvio Martusciello, capigruppo al Senato, alla Camera e al Parlamento Europeo. L’idea è quella di dare una dimostrazione di compattezza. Per Forza Italia si apre una fase delicatissima: il richiamo costante all’unità dovrà reggere alla prova dei fatti e il rischio vero è rappresentato da tutti quelli che saranno tentati di approdare su altre sponde per prospettive più personali che di partito.

