Voto ponderato… ma non troppo. La roulette delle provinciali

L’appuntamento di domani sarà un banco di prova straordinario per tutti: Fratelli d’Italia, Partito Democratico, Lega, Forza Italia, Provincia in Comune e Progetto Futuro. I favoriti e le sfide. Poi toccherà al duello per la presidenza.
Ultime ore (molto intense) per la ricerca di quei voti ponderati che possono fare la differenza tra elezione e bocciatura. Però le provinciali di domenica prossima (si vota dalle 8 alle 20, a seguire lo spoglio) avranno anche una decisa connotazione politica per quanto riguarda i partiti.
FRATELLI “DIVISI” PER COLPIRE INSIEME
Fratelli d’Italia vuole la leadership pure tra gli amministratori locali e per raggiungere l’obiettivo sa che deve cambiare una narrazione lunga dodici anni, da quando cioè in vigore c’è la legge Delrio. Perché dal 2014 ad oggi le provinciali hanno rappresentato il terreno preferito del Pd, costantemente primo.
La quota da raggiungere per centrare l’obiettivo è tra i 3 ed i 4 eletti. La strategia del due volte parlamentare e presidente provinciale del partito di Giorgia Meloni, Massimo Ruspandini, è chiara. Intanto sostiene gli uscenti: Alessandro Cardinali, (Anagni) che fa riferimento al presidente della Saf Fabio De Angelis, e Andrea Velardo (Castrocielo), vicino al consigliere regionale Daniele Maura. Ruspandini punta moltissimo sulla conferma di Cardinali e ha affidato Velardo alle cure del consigliere regionale di Giuliano di Roma. Poi c’è Stefano D’Amore (Isola del Liri), uomo di punta che gode delle simpatie e del sostegno dell’assessore regionale Giancarlo Righini. Quindi il fiuggino Simone Paris al quale guarda la consigliera regionale Alessia Savo e tutto il gruppo che fa riferimento a Paolo Pulciani. La determinazione di Fratelli d’Italia a vincere, convincere ed… eleggere, emerge altresì dal patto siglato con Noi Moderati di Pietro Pacitti, formazione che ha in lista Rossana Carnevale (Pico), peraltro già consigliere provinciale di Fratelli d’Italia.
PD ALLA PROVA DEL QUARTO
Il Partito Democratico ha messo l’asticella su 3-4 consiglieri. Consapevole però di dover fare i conti con lacerazioni interne di non poco conto. AreaDem di Francesco De Angelis (e Mauro Buschini) converge su Luigi Vittori (Ferentino) e Antonella Di Pucchio (Isola del Liri). Entrambi uscenti: la Di Pucchio la volta scorsa era l’esponente di punta di Base Riformista di Antonio Pompeo. Anche il sindaco di Cassino Enzo Salera sulla carta è di AreaDem, anche se negli ultimi tempi c’è chi lo dà in quota Parte da Noi di Danilo Grossi. Sara Battisti (Rete Democratica), con l’appoggio pure della componente di Antonio Pompeo, ha in Luca Fardelli (consigliere comunale di Cassino) il candidato sul quale convogliare più voti ponderati possibili. La questione è semplice: il Partito Democratico può raggiungere una percenutale tale da fa scattare quattro seggi oppure si fermerà a tre? Il punto è questo. Il congresso di domenica scorsa alle Terme di Pompeo ha confermato quanto siano incolmabili alcune distanze nei Democrat.
NELLA LEGA IL DERBY È SEMPRE LO STESSO
Nella Lega, esattamente come la volta scorsa, l’obiettivo è eleggere 2 consiglieri. La partita è sempre la stessa: Andrea Amata (Vicalvi) e Luca Zaccari (Ferentino). Sul primo c’è il parlamentare e coordinatore provinciale Nicola Ottaviani, sul secondo l’assessore provinciale Pasquale Ciacciarelli e il responsabile regionale dell’organizzazione Mario Abbruzzese. Arrivare primo non è un dettaglio, specialmente in previsione delle candidature alle elezioni politiche e regionali. Perché, al di là delle leggi elettorali, le percentuali del Carroccio non sono esattamente altissime. E dunque i posti blindati diminuiranno ancora.
FORZA ITALIA E LA CORSA DEGLI “SPECIALISTI” DEL PONDERATO
In Forza Italia la volata sarà tra Pasquale Cirillo (Frosinone) e Valter Tersigni (Sora). Che le provinciali possano rappresentare pure il termometro per capire le scelte del senatore e coordinatore regionale Claudio Fazzone sul territorio? Può darsi.
Infine i “veterani”: Gianluca Quadrini (Progetto Futuro) è stato sempre eletto dal 2014 ad ora. Luigi Vacana (Provincia in Comune) ha messo nel mirino la quinta elezione consecutiva.
TRA MENO DI UN ANNO DI STEFANO ALLA RICERCA DEL BIS
Dopo questa tornata il prossimo appuntamento alla Provincia sarà quello per l’elezione del presidente. Il mandato di Luca Di Stefano scade a fine anno e quindi è probabile che alle urne per il rinnovo si andrà a marzo 2027. Poco prima di una tornata di “comunali” che interesserà diversi Comuni. Tra i quali Frosinone, Sora e Alatri. Nel Milleproroghe è stata confermata la disposizione che non prevede più di avere davanti almeno diciotto mesi di mandato da primo cittadino per concorrere alla presidenza della Provincia. Dunque Di Stefano si sta già preparando per centrare il bis. I possibili avversari? Al momento circolano soprattutto due nomi: Germano Caperna (Veroli) ed Enzo Salera (Cassino). Con il centrodestra che potrebbe provare a convergere su un nome che metta d’accordo tutti… Ma siamo ancora a marzo 2026.