Lunedì la riunione del direttivo cittadino per fissare il congresso del circolo. L’impegno in prima persona di Achille Migliorelli e Sara Battisti.
Per la segreteria il favorito è Stefano Pizzutelli, ma il punto vero è rappresentato dalle comunali del 2027. E dal candidato sindaco.
Lunedì si riunisce il direttivo del circolo del Pd di Frosinone, chiamato a fissare il congresso cittadino. Un appuntamento importante, monitorato con estrema attenzione sia dal segretario provinciale Achille Migliorelli che dal presidente della federazione Sara Battisti, consigliera regionale. L’attuale segretario Marco Tallini (vicino politicamente a Luca Fantini) non si ripresenterà. Circola con insistenza il nome di Stefano Pizzutelli, da sempre con Elly Schlein e quindi, sul piano locale, sostenuto dal collettivo Parte da Noi di Danilo Grossi, Nazzareno Pilozzi e Umberto Zimarri.
LA LUNGA CORSA AL VOTO DEL 2027
A Frosinone, però, il punto più importante, unitamente all’individuazione della classe dirigente del circolo, è rappresentato dalle strategie e dalle scelte in vista delle elezioni comunali 2027.
Primo tema: il Pd individuerà un proprio candidato sindaco oppure esiste la possibilità che possa convergere su Vincenzo Iacovissi, del Partito Socialista? I tre consiglieri comunali intendono farsi sentire. Parliamo di Angelo Pizzutelli, Fabrizio Cristofari e Norberto Venturi. Tutti e tre in passato hanno lasciato intendere chiaramente che i Democrat non possono rinunciare a indicare il candidato. Su questa stessa posizione è Stefano Pizzutelli.
Seconda questione: l’ipotesi di un’alleanza con liste civiche che sono all’opposizione dell’Amministrazione Mastrangeli fino a che punto è percorribile? Detto in altri termini: è possibile che il candidato sindaco possa essere Anselmo Pizzutelli, con il quale Francesco De Angelis ha parlato in più di un’occasione per convincerlo?
Terzo fronte: le alleanze. Con chi? Il Psi, di Gian Franco Schietroma continua a presentare (anche oggi) nuovi candidati della sua coalizione a sostegno di Vincenzo Iacovissi. Non tornerà indietro. Quindi il Pd deve attrezzarsi diversamente. Indubbiamente ci sono da tempo contatti veri tra il gruppo consiliare del Pd e i “dissidenti”. Così come tra i Democrat e Forza Italia. Con Pasquale Cirillo soprattutto, appena eletto consigliere provinciale.
Il tema vero del congresso non potrà che essere quello di un rilancio del circolo cittadino del Partito Democratico in una prospettiva di alternativa di governo. Forse non è ancora chiaro che tre sconfitte consecutive hanno distrutto ogni tipo di autostima politica. La coalizione di centrosinistra è andata in frantumi. Ma va fatta una seria riflessione anche su quanto successo negli ultimi quattordici anni. Nel 2012 si consumò lo strappo (mai ricucito davvero) tra Michele Marini e Domenico Marzi, entrambi sindaci di Frosinone. Nel 2017 Fabrizio Cristofari (presidente dell’ordine dei medici) venne letteralmente abbandonato al proprio destino politico. Tutti ricordano la lista del Pd, con tante persone a quota zero preferenze. E altrettante con… una. Nel 2022 cambio del candidato sul filo di lana. Dopo che per un anno e mezzo si era detto che sarebbe stato Mauro Vicano a guidare la coalizione di centrosinistra (al punto da chiedere l’ennesimo passo indietro ad Angelo Pizzutelli), alla fine invece si virò su Domenico Marzi. Determinando questa situazione ai blocchi di partenza: area progressista spaccata in tre, fra Domenico Marzi, Vincenzo Iacovissi e Mauro Vicano.
Adesso si tratta davvero di capire cosa intende fare il Partito Democratico a Frosinone. Perché continuare a parlare di Campo Largo ha poco senso in una città nella quale il Movimento Cinque Stelle non esiste. Mentre invece i Socialisti di Schietroma conservano una percentuale importante di consenso.
MA QUALE SARÀ IL CENTRODESTRA?
La novità, rispetto alle volte precedenti, è che il centrodestra potrebbe non essere così granitico come in passato. E questo aprirebbe degli spazi importanti. Però dipende sempre dalle scelte del candidato sindaco e delle alleanze. Si vota a giugno 2027. Vuol dire che dopo l’estate bisognerebbe avere già il quadro definito per dare il tempo a chiunque di effettuare una campagna elettorale degna di questo nome. il minimo comun denominatore delle tre sconfitte di fila è stato rappresentato dall’individuazione del candidato sindaco all’ultimo istante utile. Con inevitabili spaccature.
Se errare è umano, perseverare è diabolico. Per quattro volte di fila poi, sarebbe da premio Oscar al tafazzismo.
Anche perché non è affatto scontato che il centrodestra si presenti unito. La ricomposizione con Forza Italia è tutto meno che semplice.
Con la Lega continua a considerare il Comune di Frosinone una sorta di roccaforte intoccabile. Sulla base di equilibri regionali. Però vanno considerati altri due elementi. Il primo: la “galassia del Carroccio” non esiste più. Non perlomeno con il peso politico degli ultimi dieci anni.
Il secondo: sul programma Riccardo Mastrangeli (e Nicola Ottaviani) non ammettono deroghe. Non sul Brt, non sui sensi unici, non sulle strategie per il rilancio dei Piloni, non su tutto il resto. Fratelli d’Italia, attraverso il parlamentare e leader regionale Paolo Trancassini, ha fatto dell’arricchimento programmatico (questa l’espressione) la condizione essenziale dell’ultimo scorcio di consiliatura. Periodo fondamentale per gettare le basi in vista delle elezioni 2027. Finora però… zero risposte.
