Per la Ciociaria che fa vincere “zero tituli” in Regione. E tanti pesi leggeri a spasso nella Capitale svogliati e… sacrificabili

Le indiscrezioni sul prossimo rimpasto di giunta alla Regione Lazio penalizzano il Carroccio di Frosinone. A rischio (forte) la poltrona dell’assessore Pasquale Ciacciarelli. In politica si viene “sacrificati” se ritenuti… “sacrificabili”. E i comportamenti da “vacanzieri” non aiutano.
C’era una volta la Lega di Umberto Bossi, dura e pura, il partito che “ce l’aveva duro” (citazione del Senatùr). Radicata nel profondo Nord, forza antisistema, alleata con Silvio Berlusconi, ma fino ad un certo punto. Fu Bossi a far cadere il primo Governo del Cavaliere. Il motto di quel partito è passato alla storia: “Roma ladrona, la Lega non perdona”. Poi è cambiato tutto, gradualmente. Fino all’arrivo al timone di Matteo Salvini, che ha spostato il baricentro: non solo Nord, ma anche Centro e Sud. Quanto a Roma, è diventata sempre più centrale.
Ieri pomeriggio l’Agenzia Nova ha preannunciato il “terremoto” destinato ad arrivare probabilmente dopo il referendum. Il tema è la rappresentanza della Lega nella Giunta Rocca.
Qualche giorno fa l’avvicendamento tra le fila di Forza Italia, con il neo assessore Alessandro Calvi subentrato al dimissionario Giuseppe Schiboni, nominato nel consiglio di amministrazione dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas). Per l’Agenzia Nova, “il partito guidato da Matteo Salvini starebbe preparando il doppio cambio: gli attuali assessori Simona Baldassarre e Pasquale Ciacciarelli, presto potrebbero essere sostituiti, rispettivamente, dalla deputata pontina della Lega Giovanna Miele e dal segretario della Lega nel Lazio, Davide Bordoni”. Vengono dati anche dei particolari precisi: “Secondo i bene informati, l’idea, maturata da tempo, è stata condivisa in una riunione del partito regionale, alla presenza dello stesso Bordoni e del vicesegretario della Lega e sottosegretario al ministero del Lavoro, Claudio Durigon. Dopodiché è stata proposta, in una serie di incontri, al presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, che avrebbe manifestato una certa disponibilità, aprendo al possibile rimpasto”. L’obiettivo, riferiscono fonti della Lega, è duplice: “riorganizzare gli assetti politici all’interno della maggioranza di centrodestra guidata da Francesco Rocca, rafforzando l’azione amministrativa, anche per la volata finale della legislatura (le prossime elezioni regionali si terranno nel 2028); e, in chiave politica, avere un cambio di passo sul territorio, alla luce dei prossimi appuntamenti elettorali nei Comuni, in particolare a Roma nel 2027”. Tuttavia, “le interlocuzioni sul rimpasto di giunta, tra e dentro i partiti di centrodestra – soprattutto la Lega – con il governatore Rocca, sono ancora in corso ma, assicurano le stesse fonti, in stato avanzato. Con l’eventuale rimpasto, dunque, la deputata pontina Miele dovrebbe ereditare le deleghe dell’attuale assessore Baldassarre, ovvero: cultura, pari opportunità, politiche giovanili e della famiglia e servizio civile. Mentre il segretario regionale Bordoni quelle di Ciacciarelli: politiche abitative, case popolari, politiche del mare e protezione civile. Al posto di Miele in Parlamento dovrebbe entrare il primo dei non eletti alle elezioni politiche del 2022: si tratta dell’attuale capogruppo della Lega in consiglio comunale a Latina, Vincenzo Valletta”.
LA DIPLOMAZIA DI DURIGON CHE NON CONFERMA. MA NON SMENTISCE.
Il vicesegretario della Lega, senatore e sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon ha detto: «Al momento non c’è nessun avvicendamento in giunta in programma». Invitando alla prudenza sulle indiscrezioni circolate. Durigon si è comportato, come al solito, da dirigente di primo piano di partito. In realtà l’ipotesi (e lo schema) di rimpasto sul tavolo c’è.
Pasquale Ciacciarelli non è stato eletto consigliere regionale, il seggio è scattato per Latina. Precisamente per Angelo Tripodi, che poi è passato in Forza Italia. Già più di un anno fa le deleghe di Ciacciarelli sono state ridimensionate, perché il gruppo del Carroccio era sceso da 3 a 1 consigliere. L’esponente di San Giorgio a Liri perse l’urbanistica. Adesso però il discorso è diverso. Pesa l’avvicinarsi del rinnovo del Sindaco e dell’Assemblea Capitolina ed è evidente che l’eventuale investitura di Davide Bordoni (uno che a Roma ha sempre avuto un grande seguito) va letta in questo contesto. Però, come successo per Forza Italia, la rappresentanza in giunta della provincia di Latina viene comunque tenuta in considerazione sempre. A differenza di quella di Frosinone (sarà anche per il fatto, emblematico del peso specifico di alcuni nostri rappresentanti, e qui parliamo di FdI, che il consigliere regionale Daniele Maura piuttosto che buttarsi a capofitto a cercare “Si”, in una settimana così complessa e decisiva in regione, si è preso un meritato riposo a Sharm el Sheick dopo il compitino senza gloria delle provinciali).
Sicuramente sia gli “azzurri” (Claudio Fazzone) che il Carroccio (Claudio Durigon) hanno ben altra attenzione per la loro terra… Tornando alle questioni leghiste tutto ciò dovrebbe indurre ad una riflessione seria la classe dirigente ciociara del partito: il deputato e coordinatore provinciale Nicola Ottaviani, lo stesso assessore Pasquale Ciacciarelli, il responsabile regionale dell’organizzazione del partito Mario Abbruzzese.
Se la Ciociaria viene costantemente “sacrificata” è perché sui tavoli nazionali e regionali c’è la percezione che sia “sacrificabile”.
Questo succede sia per i risultati e le percentuali sul territorio che per le continue prese di distanza dagli alleati del centrodestra. Vedasi governance degli enti intermedi e tutto il resto.
SE A ROMA VANNO I PESI LEGGERI…
Ma questo succede anche, ed è il caso di riconoscerlo, per l’oggettiva inconsistenza dei nostri rappresentanti. Ciacciarelli ha svolto il compitino senza riuscire mai a smarcarsi dall’invadenza del suo mentore Mario Abbruzzese e nessuno capisce cosa possa rivendicare dopo tre anni di amministrazione regionale. Con Ottaviani ha fatto crescere nel proprio territorio l’avamposto numericamente più titolato del generale Vannacci e alle provinciali è stato anche battuto dall’ex sindaco di Frosinone… un mezzo disastro.
“No comment” per Daniele Maura. Non merita nemmeno l’onore di ulteriori approfondimenti. Uno che dopo essere stato sorprendentemente asfaltato da Alessia Savo alle provinciali e alla vigilia di un referendum “politicamente” importante come quello di domenica prende l’aereo e se na va al mare in Egitto (speriamo non debba partire qualche aereo militare per andarlo a riprendere…) la dice lunga sulla inesistente “cazzimma” con la quale ha interpretato un ruolo evidentemente non alla sua portata.
L’impressione è che o si cambia rotta in fretta o saranno gli elettori a prendere le distanze. Proprio qui, dove tutti sanno, si sono sempre decisi i “trionfi” del centrodestra in Regione. E proprio qui, ora, è vietato sbagliare.