La vittoria di Indian Wells non è una vittoria qualunque, nemmeno per uno come Jannik Sinner, che a 24 anni e mezzo ha già vinto 25 tornei ATP, tra cui 4 major, 7 mille e due Finals. Con il successo nel “torneo del deserto” il campionissimo altoatesino ha infatti completato i trionfi sul cemento: oltre a 2 Australian Open, 2 Finals e un Open Usa, il rosso della Val Pusteria ha messo nella sua personale bacheca i 6 mille esistenti nel circuito e insistenti su questa superficie.
La bella favola scrisse la sua prima pagina a Toronto nel 2023, con il mille canadese (il solo itinerante, perché si svolge a Toronto e Montreal, alternandosi in senso inverso all’analoga competizione femminile); poi trovò ulteriori conferme a Miami, Cincinnati e Shangai nel 2024 e l’anno successivo fu la volta di Parigi Bercy. Di fatto a completare la sestina magica sul duro mancava proprio Indian Wells, torneo nel quale Jannik era arrivato un paio di volte in semifinale, senza mai trovare la soddisfazione di centrare l’ultimo atto. E ieri anche questa piccola lacuna è stata colmata, in modo anche esaltante, perché Medvedev non è stato certamente un avversario malleabile.
Contro il russo, tornato ai livelli che lo portarono sul tetto del mondo, Sinner ha dovuto soffrire, cosa insolita per lui, negli scambi da fondo, perché il rigenerato Daniil ha proposto anche al numero 2 del ranking le traiettorie infide e le angolazioni che avevano stroncato in semifinale la resistenza di Alcaraz.
Stavolta però Medvedev si è trovato di fronte un avversario che ha servito con una continuità impressionante e che di fatto non gli ha concesso che una chance di break in tutto il match. La grande occasione il tennista che viene dal freddo l’ha avuta nel corso del tiebreak del secondo set, quando un doppio fallo di Sinner ha portato il punteggio del tredicesimo gioco sul 4-0 in suo favore. A quel punto è però emersa la ferocia agonistica di un ragazzo che fuori dal campo è di rara educazione. Sinner ha vinto il punto dell’1-4 e poi ha conquistato entrambi i successivi, con Medvedev al servizio. Ed è filato dritto come un treno verso un incredibile 7-4 finale, chiudendo definitivamente i conti ed impedendo a Medvedev di giocarsi la chance del terzo set.
Il mille di Indian Wells vinto senza perdere un set segue l’ultimo della stagione precedente (Parigi Bercy) e così si arriva a 12 partite vinte di fila da Jannik Sinner senza cedere un solo parziale. E’ un’impresa di grande rilievo e anch’essa non ha molti precedenti. E naturalmente si tratta di una “serie aperta” che a Miami, torneo che ha visto Sinner tre volte finalista e una volta vincitore, potrebbe allungarsi in modo ulteriore.
Proprio oggi, alle 18, ci sarà il sorteggio che indicherà il possibile avversario di Jannik nei trentaduesimi (ai 64^ le teste di serie hanno il by). Impegnati nelle “quali” Bellucci e Maestrelli, mentre Musetti sarà testa di serie numero 4 per l’assenza di Nole Djokovic, che ha deciso di anticipare la sua “campagna d’Europa”. Ad oggi Djokovic è il solo tennista ad aver vinto tutti e nove i master mille del circuito, ma Jannik un pensierino comincia a farcelo. Parola d’ordine allora: “domare” la terra rossa.


