Veroli, Cristiano Papetti (FdI): “Protezione sociale e sportelli antiviolenza: la nostra visione per una città che non lascia indietro nessuno”

Rimettere al centro la persona, partendo dai più fragili, per costruire una comunità che sia davvero solidale e sicura. È questo il cuore della riflessione di Cristiano Papetti, coordinatore comunale di Fratelli d’Italia, consigliere comunale e già candidato sindaco, che torna a stimolare il dibattito pubblico su uno dei pilastri del suo programma: il welfare locale e la tutela dei diritti.

“Un’amministrazione comunale ha il dovere morale, prima ancora che politico, di garantire una rete di protezione sociale che funzioni davvero – dichiara Papetti – Non si tratta di fare semplice assistenza, ma di applicare l’articolo 3 della nostra Costituzione: rimuovere gli ostacoli che impediscono l’uguaglianza. Per farlo serve un’amministrazione che sappia ascoltare i cittadini con anima e competenza, trasformando le istanze del territorio in servizi concreti.”

L’attenzione di Papetti si sposta poi su due temi di stretta attualità: la lotta alla violenza di genere e le pari opportunità.

“Non possiamo più permettere che il sostegno alle donne e alle fasce deboli sia affidato solo alla buona volontà dei singoli o delle associazioni. È necessario programmare l’apertura di sportelli antiviolenza comunali che siano presidiati da figure professionali – psicologi, assistenti sociali, legali – pronti ad intervenire con tempestività e riservatezza. Uno sportello non è solo una scrivania, è una mano tesa che può salvare una vita.”

Secondo l’esponente di Fratelli d’Italia, il concetto di Pari Opportunità deve uscire dagli slogan per diventare pratica quotidiana: “Pari opportunità significa permettere a una madre di lavorare, a un giovane di formarsi e a un anziano di non sentirsi un peso. Vogliamo una Veroli che sia ‘casa’ per tutti, dove la protezione sociale sia una certezza e non un favore concesso dall’alto. Continueremo a batterci affinché queste proposte trovino spazio nell’agenda amministrativa, perché la dignità dei nostri cittadini non ha colore politico.”