La Rete, Patrimonio UNESCO dal 2013 come “modello, esempio e fonte di ispirazione”, ha presentato in sinergia con il direttore dell’ICC, Pierre Di Toro, la mostra-installazione Machines for Peace, che dal 2023 promuove rituali antichi, comunità e i territori coniugandoli con un’azione di diplomazia culturale in difesa della pace, dei diritti umani e della rispettosa convivenza tra comunità, gruppi e individui. Al vernissage del 21 aprile ha fatto seguito, nella mattinata successiva, un incontro-conferenza organizzato, nella sede del Parlamento europeo, dalla vicepresidente Antonella Sberna sui temi del patrimonio culturale immateriale e sulle connessioni tra la Convenzione UNESCO 2003 e la Convenzione di Faro 2005 del Consiglio d’Europa sul patrimonio inteso come eredità culturale.
Cinque, fino ad oggi, le tappe di Machines for Peace: il Bethlehem Peace Center in Terra Santa, la Cappella barocca del complesso dell’Ambasciata d’Italia e dell’Istituto Italiano di Cultura a Praga, gli spazi espositivi dell’Istituto Italiano di Cultura di Belgrado e la Biblioteca Nazionale Serba, la Galerie Joseph di Rue des Minimes in occasione della decima sessione degli Stati parte della Convenzione UNESCO 2003 e, nel dicembre 2025, la Basilica di Santa Maria in Montesanto a Roma tra gli eventi culturali per la chiusura del Giubileo della Speranza.
La mostra è sostenuta dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e gode del patrocinio di quel dicastero, del patrocinio del Parlamento europeo, di quello della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO e dei comuni di Viterbo, Nola, Palmi e Sassari, oltre che del sostegno delle Arcidiocesi e le Diocesi delle stesse città. È promossa da Rete delle grandi Macchine a spalla su idea, progetto e coordinamento scientifico di Patrizia Nardi in collaborazione e condivisione con l’ICPI, Istituto Centrale del Patrimonio Culturale Immateriale del Ministero della Cultura. Coinvolge, dal 2023, le comunità patrimoniali della Rete riunite in GRAMAS, la Federazione Italiana Club per l’UNESCO, i club territoriali del Rotary International e del F.R.A.C.H. Fellowship of Rotarians who Approciate Cultural Heritage e Meraviglia Italiana Project e mira a promuovere il patrimonio culturale italiano creando ambiti di cooperazione, di relazione e di scambio tra comunità patrimoniali, associazioni, soggetti istituzionali ed esperti italiani e stranieri.
L’iniziativa, che ha finalità divulgativa, presenta un’installazione di arte visiva contemporanea in dialogo con forme e contenuti collegati agli eventi rituali delle feste, tra la parte apicale della Macchina “Gloria” di Raffaele Ascenzi con la statua di Santa Rosa e le teste-scultura del progetto Simulacrum di Giuseppe Fata. Essa racconta una storia millenaria di tradizione attraverso un’opera visiva e sonora che permetterà al visitatore di immergersi in un caleidoscopio polifonico e policonico nel quale scorreranno le immagini dei film del progetto di antropologia visiva di Francesco De Melis, coprodotti da ICPI e Rete delle Macchine e dedicati alle feste e alle loro comunità in diversi momenti di socialità condivisa. “Bethlehem”, un cammeo di Zeno Ruzza sull’esperienza in Terra Santa, chiude la galleria di suggestioni amplificate dalla presenza degli immancabili alberi di ulivo, che sono parte integrante della mostra fin dalla prima tappa a Bethlehem.
“A Bruxelles la tappa europea del progetto Macchine di Pace – ha affermato la sindaca Chiara Frontini -. Una mostra che racconta il valore del nostro patrimonio Unesco come esempio di comunità e unità verso un obiettivo condiviso. Dopo Betlemme, Belgrado, Parigi, Praga il progetto arriva nel cuore dell’Europa. Un pellegrinaggio di valori comuni e uno strumento per far conoscere Viterbo e le nostre tradizioni nel mondo. Grazie alla vicepresidente del Parlamento europeo Antonella Sberna, al direttore dell’Istituto Italiano di Cultura Pierre Di Toro, alla responsabile tecnico-scientifica Progetti Unesco Patrizia Nardi, al Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa, al costruttore e all’ideatore, ai rappresentanti delle mini macchine, all’AVIS e a tutti coloro che in questa importante occasione hanno raccontato e rappresentato la storia del nostro tesoro più grande”.
“Machines for Peace continua il suo viaggio in Europa con un progetto di valorizzazione e divulgazione che si arricchisce, di tappa in tappa, delle suggestioni delle relazioni e delle trame di pace sempre più estese che le feste della Rete veicolano, con il racconto dei loro secoli di tradizione e della capacità peculiare delle loro comunità di continuare a costruire dialogo – ha spiegato la responsabile tecnico-scientifica Progetti Unesco Patrizia Nardi -. Dopo Bethlehem, Praga, Belgrado, Parigi e Roma per il Giubileo della Speranza, la tappa a Bruxelles, presso l’Istituto Italiano di Cultura, conferma la nostra sinergia con il Ministero degli Esteri, che patrocina l’evento dal 2023 e facilita la sinergia con le ambasciate e gli IIC all’estero attraverso forme di concreta collaborazione nella promozione del patrimonio culturale immateriale Unesco. L’evento si arricchisce, in questo caso, di un incontro-conferenza al Parlamento europeo, patrocinato dall’onorevole Antonella Sberna che ringrazio molto per l’opportunità, un focus sulle convenzioni Unesco e su quelle europee dedicate al patrimonio culturale. Da parte nostra, un impegno costante alla promozione delle feste e dei territori della Rete coniugata alla necessità di impegnarci sul tema della pace, che è obiettivo primario per l’agenzia dell’ONU. E a proposito di sinergie, anche in questa occasione abbiamo fatto un ottimo lavoro di coordinamento con il Comune di Viterbo, che è il referente amministrativo del bando sulla Legge 77/2006 di cui ho la responsabilità scientifica e la comunità di pratica della Rete, attiva come sempre rispetto ad obiettivi importanti e prestigiosi”.
“La partecipazione dell’Università della Tuscia a questo evento internazionale sottolinea il ruolo cruciale dell’ateneo nella valorizzazione scientifica e culturale del nostro territorio – spiega la rettrice Unitus Tiziana Laureti -. Portare la tradizione di Santa Rosa e della Rete Unesco nel cuore delle istituzioni europee significa trasformare una storia millenaria in un moderno strumento di diplomazia e dialogo. Come Università siamo orgogliosi di sostenere un progetto che coniuga l’ingegno dei nostri territori con i valori di pace e coesione sociale. Studiare e promuovere queste ‘Macchine di Pace’ a Bruxelles riafferma la nostra missione: rendere la cultura un motore di crescita e un ponte verso l’Europa, integrando la ricerca accademica con l’identità profonda delle nostre comunità”.
“Le grandi Macchine a spalla rappresentano un esempio concreto di patrimonio vivente – ha detto la vice presidente del Parlamento europeo Antonella Sberna – capace di incarnare la partecipazione e la trasmissione dei saperi tra generazioni, contribuendo a rafforzare il senso di appartenenza e la coesione sociale. Si tratta di valori di identità e comunità che abbiamo voluto celebrare e raccontare nel cuore delle Istituzioni europee, proprio perché in essi si rispecchia profondamente la nostra idea di Europa. È stato un onore ospitare al Parlamento europeo una conferenza, segno che tali patrimoni immateriali, e in particolare questa Rete, possono rappresentare un esempio per molti Stati membri dell’Unione europea”.
“Un trasporto speciale: la prima volta di Santa Rosa all’estero – ha commentato il direttore dell’ICC Pierre Di Toro -. La tradizione e il sentimento del territorio viterbese al centro dell’Europa. Più gli altri ci conoscono, più ci apprezzano, più partecipano: questa si chiama diplomazia culturale. E la diplomazia culturale porta la crescita economica: turismo, ristorazione, alloggio, artigianato, piccola impresa”.
“Un evento molto sentito e partecipato – ha sottolineato il presidente del Sodalizio Facchini di Santa Rosa Massimo Mecarini – . Per la prima volta i facchini hanno partecipato in divisa al di fuori della nostra Nazione. Una due giorni intensa, iniziata il 21 aprile con il vernissage della mostra Machine for Peace all’Istituto Italiano di Cultura e proseguita nella mattinata di ieri con una bellissima sessione al Parlamento europeo dedicata all’incontro tra le realtà della rete e le istituzioni europee. Una bellissima esperienza, possibile grazie alla vicepresidente del Parlamento europeo Antonella Sberna, che ha permesso l’intero evento, con una parte conclusiva ancora più emozionante: l’incontro con la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola, a cui abbiamo donato un ciuffo con una nostra dedica”.
Al termine della cerimonia, una rappresentanza della delegazione della Rete ha incontrato la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola. Tra i presenti alla due giorni a Bruxelles, oltre alla sindaca Chiara Frontini, alla responsabile tecnico-scientifica della Rete Patrizia Nardi e alla rettrice dell’Università degli Studi della Tuscia Tiziana Laureti, il consigliere regionale Daniele Sabatini, Giulio Marini, sindaco della città di Viterbo durante il percorso di candidatura Unesco della Rete, il presidente del Sodalizio Massimo Mecarini e il capo facchino Luigi Aspromonte, l’ideatore dell’attuale Macchina di Santa Rosa, Dies Natalis, Raffaele Ascenzi con il costruttore Vincenzo Fiorillo e i rappresentanti dei comitati delle tre minimacchine.
