Mentre si accende la volata per la conquista dei due posti che assegnano direttamente la promozione in A, ricordiamo come andò a finire in tutte le altre occasioni in cui il Frosinone riuscì a competere per il vertice nei campionati di B trascorsi.
Il record dei punti in B coincide anche con l’unico campionato che il Frosinone ha chiuso al primo posto: stagione 2022-23, allenatore Fabio Grosso, che aveva condotto la squadra anche nella stagione precedente, chiusa al nono posto, a pari punti con l’ottava, ultima ammessa ai play-off.
Forte della fiducia del club, il campione del mondo del 2006 allestisce un cocktail di esperienza e gioventù e domina un campionato che pure allinea ai nastri di partenza formazioni come Genoa (seconda), Cagliari (promosso al termine dei playoff), Parma, Palermo, Pisa, Como e Benevento, che si rende artefice di una clamorosa doppia retrocessione dalla A alla C.
Il capitano è Lucioni, i giocatori simbolo, oltre a lui, sono Lulic, Mazzitelli, Monterisi, Caso, Garritano, Francesco Gelli, con le punte Mulattieri, Moro e Borrelli a concretizzare gli sforzi in modo tangibile. La certezza del primato arriva proprio dopo lo scontro diretto con il Genoa, il 13 maggio, nel match dello Stirpe che i ciociari vincono per 3-2. Alla fine i punti saranno 80, un bottino di assoluto valore, uno dei più alti mai conseguiti (il record per la B a 20 squadre è infatti del Benevento con 86 punti).
Una promozione diretta arrivò per il Frosinone nell’annata 2014-15 e fu la prima storica promozione in serie A. In quel caso i giallazzurri di Ciociaria conclusero il campionato al posto d’onore, dietro il Carpi di Castori. La certezza della massima serie arrivò alla penultima giornata, in virtù del successo per 3-1 sul Crotone. Ad agganciare la terza piazza utile per la A fu poi il Bologna attraverso i play-off. A quel Frosinone bastarono 71 punti: era l’indimenticabile squadra di Daniel Ciofani, Dionisi, Adriano Russo, Zappino, Crivello, Blanchard, Paganini. Tutti nel cuore dei tifosi, per sempre, dopo una conquista davvero impensabile.
La sola volta che il Frosinone ha arpionato la promozione in A dopo la post season è stata quella della stagione 2017-18. Sembrava in verità che il traguardo potesse essere tagliato nella regular season, ma all’ultima giornata, contro un Foggia che nulla aveva da chiedere alla classifica e in uno stadio Stirpe gremito e pronto ad esplodere per la festa, accadde l’incredibile, con un 2-2 firmato Floriano che spedì i canarini alla ruolette dei playoff.
Nella post season, iniziata ovviamente dalla semifinale, sofferto superamento del turno contro il Cittadella nella doppia semifinale e poi la storica finale con il Palermo. In Sicilia il Frosinone va in vantaggio con Ciano, ma poi si fa superare (2-1) e allo Stirpe serve vincere per centrare l’obiettivo. I gol di Maiello e Ciano suggellano l’impresa, per quella che in quel momento è la seconda promozione della squadra ciociara in A. Mirko Gori, Paganini, Soddimo, Ciano e i senatori Dionisi e Daniel Ciofani sono gli artefici di questo nuovo trionfo.
In due occasioni invece la post season per il Frosinone non fu foriera di una promozione finale. Nel 2016-17 i ciociari sfiorarono la promozione diretta, chiudendo secondi appaiati al Verona con 74 punti, dietro la Spal, vincitrice con 78. Nelle semifinali i giallazzurri affrontarono il Carpi e dopo aver pareggiato in trasferta 0-0 avrebbero conseguito il visto per la finale anche con un semplice pareggio casalingo. Accadde invece l’imprevedibile: il Carpi vinse a dispetto di una doppia inferiorità numerica, con una punizione da 35 metri di Letizia che fece sprofondare il Matusa in uno stato di profonda delusione. Poi la compagine emiliana fu sconfitta dal Benevento nella doppia finale play-off.
Traguardo davvero sfiorato anche nella stagione 2019-20. I ciociari sono allenati da Alessandro Nesta: è l’anno del Covid che sconvolge orari, vita e sogni non solo degli italiani. Anche il calcio paga dazio e la B vive una sosta forzata di tre mesi. Mentre il Benevento stravince il campionato, i ciociari agguantano i play-off proprio nel finale, arrivando a pari merito con Empoli e Pisa a quota 54. I nerazzurri toscani escono per la classifica avulsa, i giallazzurri possono così giocare il quarto di finale sul campo del Cittadella, quinta classificata. Sembra volgere al peggio la sfida giocata in Veneto, ma sotto di due reti Ciano e compagni si svegliano e ribaltano il risultato, con un 3-2 che vale la semifinale. Anche nel doppio confronto con il Pordenone l’approccio non è felice: i ciociari perdono il match di andata allo Stirpe per 1-0, ma poi hanno la forza di ribaltare il verdetto nel retourn match giocato in trasferta: 2-0 e finale acciuffata.
Visto che non c’è due senza tre, anche con lo Spezia la serie inizia male (caduta casalinga 0-1), e anche stavolta in trasferta il Frosinone vince per la terza volta su tre. A negare il lieto fine c’è però la classifica della prima fase, perché il gol di Rohden non basta a ribaltare il verdetto e Ardemagni in pieno recupero manca il gol che sarebbe valso la serie A.
Complessivamente si può pertanto dire che nelle sue 14 partecipazioni alla serie B per ben 6 volte i ciociari hanno lottato per vincere, riuscendovi 3 volte (e speriamo presto di poter dire 4). Dopo la prima fase, durata cinque anni, in cui naturalmente il Frosinone ha dovuto ambientarsi e lottare obbligatoriamente per la permanenza, la squadra ciociara è diventata una grande della categoria, e questo è davvero un risultato incredibile, se si considerano bacino d’utenza, indotto industriale e tanti altri fattori che certamente penalizzano il team giallazzurro.

