PD, andamento lentissimo. Mastrangeli-Forza Italia, guerra continua

A due mesi dal congresso il Pd non riesce a risolvere il tema della casella relativa alla vicesegreteria. Con effetti a cascata sulla Provincia e su tutto il resto.
Nel capoluogo il recupero degli “azzurri” nel centrodestra è impossibile.
A ormai due mesi dal congresso provinciale, celebrato alle Terme di Pompeo (era il 1° marzo scorso), il Pd aspetta ancora il varo della segreteria politica che dovrà affiancare Achille Migliorelli in quella che è stata annunciata “urbi et orbi” come una gestione di rilancio del partito. Il Collettivo Parte da Noi (che fa diretto riferimento a Elly Schlein) invita a procedere. Ma c’è un punto, quello dell’attribuzione della vicesegreteria. Rimasto aperto. Carica rivendicata sia da Parte da Noi di Danilo Grossi e Umberto Zimarri che dai Riformisti di Antonio Pompeo. Siccome si tratta di uno di quei nodi complicati da sciogliere per il veto incrociato delle “correnti”, si era detto che la questione sarebbe andata sul tavolo regionale. Tradotto: a dirimerla ci avrebbero pensato Daniele Leodori (segretario regionale) e Claudio Mancini (parlamentare). Ma nel Lazio sono tante le priorità che i Democrat devono affrontare, peraltro ad un anno dalle elezioni comunali di Roma. Il risultato è che sul territorio, della svolta auspicata non c’è traccia. E lo si capisce bene dalla situazione alla Provincia. Il gruppo del Pd ha 3 consiglieri: Luigi Vittori (Ferentino) è di AreaDem di Francesco De Angelis, Luca Fardelli è stato fortemente voluto da Sara Battisti, leader di Rete Democratica. Poi c’è il sindaco di Cassino Enzo Salera: sul piano formale di AreaDem, ma gioca di sponda con Parte da Noi e nella sostanza è un battitore libero. I 3 consiglieri, unitamente al segretario Achille Migliorelli, nei prossimi giorni dovrebbero incontrare il presidente della Provincia Luca Di Stefano. Il quale ha intenzione di affidare le deleghe a tutti i 12 consiglieri dell’ente. I Democrat cosa faranno? La domanda si pone soprattutto perché Salera, nel corso della seduta inaugurale della “nuova” consiliatura provinciale, ha detto chiaramente che adesso c’è una maggioranza di centrodestra e che dunque il Pd deve porsi il tema se stare o meno all’opposizione.
In realtà c’è molto di più: Salera potrebbe avanzare ufficialmente la sua candidatura alla presidenza della Provincia, ben sapendo che le componenti di De Angelis e Battisti non vedrebbero male la conferma di Luca Di Stefano. Ecco perché alla fine il Partito Democratico non riesce a superare il “peccato originale” di una vera unità interna. Ecco perché alla fine le tattiche seppelliscono le strategie. Con effetti a catena ovunque.
Pensiamo al Comune di Frosinone. Il capoluogo. Cosa farà il Pd alle elezioni? Convergerà su Vincenzo Iacovissi (Socialisti), avanzerà il nome di un proprio candidatoa sindaco (Angelo Pizzutelli), proverà un’alleanza vasta con liste civiche, magari proponendo come sfidante di Riccardo Mastrangeli il consigliere Anselmo Pizzutelli? Di certo giorni, settimane e mesi passano veloci e senza una vera svolta.
Anche se adesso si parla moltissimo di un prossimo confronto politico-amministrativo-programmatico tra le delegazioni dei Democrat e dei Socialisti, per provare ad individuare una piattaforma condivisa sulla quale poi ragionare sulla candidatura a sindaco.
Sotto questo punto di vista c’è una sorta di slalom parallelo tra gli schieramenti principali. Perché a giugno 2027 si vota in tantissimi Comuni del Lazio, tra i quali 4 capoluoghi su 5: Roma, Frosinone, Viterbo e Rieti. Sempre tra un anno ci saranno le politiche: o in autunno (scadenza naturale) oppure in primavera (anticipate per accorparle alle comunali). Sia il centrodestra che il centrosinistra cercheranno di serrare le file. A Frosinone sono due le situazioni da analizzare sui rispettivi tavoli: nel centrodestra la possibile ricomposizione con Forza Italia, nel centrosinistra un eventuale asse Pd-Psi. Sicuramente i leader regionali dei partiti interverranno, ma nulla può essere dato per scontato. Ma le ultime ora hanno fatto registrare l’ennesimo scontro al vetriolo tra il sindaco Riccardo Mastrangeli (Lega) e Pasquale Cirillo, consigliere comunale e coordinatore cittadino di Forza Italia. Non ci sono margini per “ricucire”.