Maledetti elettori, ignoranti e cafoni. L’apoteosi del pensiero radical chic

L’espressione radical chic vuole evidenziare gli atteggiamenti e i convincimenti dei membri dell’alta borghesia o del mondo intellettuale e dello spettacolo che ostentano idee progressiste o di sinistra radicale per moda ed esibizionismo (credendoci però). Senza rinunciare alle loro posizioni di privilegio. In Italia la frase è stata utilizzata per definire l’ambito di una Sinistra che nei salotti bene predica la lotta di classe ma poi si tiene stretta il proprio “stato sociale”.
La gaffe di Stefano Bonaccini, presidente del Pd, si inquadra in questo contesto. Ha detto: «Il voto a destra è un consenso che arriva in maniera maggioritaria da chi ha poco studiato, di chi vive nelle aree interne o nelle periferie delle città e, come dice la Meloni, chi sta peggio economicamente». Poi ha parlato di frase estrapolata da un contesto più ampio. Sarà..
In un colpo solo però è venuto fuori tutto. Per la Sinistra il problema sono gli elettori, la maggioranza dei quali non vota per loro. E non vota per loro perché è ignorante, non sa distinguere tra l’eccezionalità del loro programma e la demagogiaspicciola (e cafona) della Destra.
Non solo: la stragrande maggioranza di questi elettori trogloditi e analfabeti sta nelle aree interne. Che dire? Nulla di nuovo.
Mai una riflessione autocritica, mai un’analisi sul fatto che se la sinistra in Italia le elezioni non le vince quasi mai (ma governa quasi sempre) un motivo ci sarà. Magari la loro influenza nei Governi “tecnici” degli anni passati ha convinto gli italiani che non era quella la ricetta giusta.
Magari il sostegno del Pd di Nicola Zingaretti al Governo di Giuseppe Conte dopo l’ennesimo ribaltone non ha prodotto chissà quali meraviglie.
Quanto alle aree interne, sono il cuore del Paese. Infatti Massimo Ruspandini, parlamentare e presidente provinciale di Fratelli d’Italia, ha risposto: «Bonaccini sa che nelle aree interne si resiste di più alla cultura woke, alla distruzione, alla disintegrazione delle tradizioni. La verità è che l’obiettivo della Sinistra è voler imporre un pensiero unico e di proporre una visione sradicata, materialista, senza radici, senza passato, senza futuro».
Si può sperare in una riflessione vera di una Sinistra allo sbando in tutto l’Occidente? Magari perché la globalizzazione è miseramente fallita lasciando macerie che hanno sepolto classi sociali intere, a partire dalla borghesia?
C’è una riforma da ricordare, quella delle Province. Riforma che porta il nome di Graziano Delrio, esponente di spicco del Pd. Riguarda le Province, enti di natura costituzionale che sono stati svuotati a livello di risorse, di competenze e di personale. Inventandosi un sistema di voto che ha sottratto al popolo sovrano (ignorante) la possibilità di votare. Trasferendo questo diritto a sindaci e consiglieri comunali, gli addetti ai lavori. Eppure le Province rimangono centrali senza poter avere le possibilità di un tempo. Magari è stato quello un “laboratorio” per evitare che masse di cittadini analfabeti determinassero il cestino del Paese. La realtà però è diversa. La sinistra ha fallito su temi come la sicurezza, l’immigrazione, l’economia, la redistribuzione del reddito. Possono pure raccontarsi di essere i più colti, i più intelligenti e i più bravi. Ma così facendo sono condannati all’opposizione. Che poi è un ruolo nobile. E non necessariamente radical chic.