Come si legge il voto in Sassonia, con un centrosinistra radical chic che non va oltre la retorica antifascista. E vengono in mente le parole di Nanni Moretti.
“L’estrema destra torna in Germania. Dimostrazione catastrofica dell’accecamento dei politici europei centristi. Questo disastro è il loro risultato. In queste condizioni, il progetto tedesco di costruire il più potente esercito convenzionale d’Europa è inaccettabile per la Francia”. Questo il commento sul risultato delle elezioni in Sassonia da parte del leader della France Insoumise (La Francia Indomita), Jean-Luc Melenchon, uno dei principali esponenti della Sinistra Europea.
Afd (Alternative für Deutschland: Alternativa per la Germania, è un partito politico tedesco di estrema destra) ha stravinto le “regionali” in Sassonia con oltre il 44%. La Cdu del cancelliere Merz è crollata al 18%.
Ora, ci sono due strade per analizzare il voto. La prima è quella ideologica, scagliandosi contro i rigurgiti fascisti e nazisti e cercando di allestire il solito “cordone sanitario” per proteggere la democrazia. Ignorando che la democrazia si declina attraverso il voto popolare.
La Destra vince ovunque, da anni: negli Usa, in Italia, in Germania, avanza in Inghilterra, in Francia si appresta a conquistare l’Eliseo.
Il secondo modo per interpretare questi risultati quello di prendere atto che le politiche degli Stati nazionali e dell’Unione Europea non funzionano e vengono percepite dal “popolo sovrano” come un’espressione delle elite. Non ci sono più gli spazi per le “ammucchiate” dei Governi tecnici. La vittoria del centrodestra guidato da Giorgia Meloni nel 2022 nasce dalla scelta dell’attuale presidente del consiglio di restare all’opposizione (unica forza politica) del Governo di Mario Draghi.
Dopo il fallimento della globalizzazione negli Stati europei si è scoperchiato il pentolone. E i cittadini hanno potuto vedere e rendersi conto della situazione nella quale versano i cardini di una Nazione: la scuola, la sanità, la sicurezza, i trasporti, l’economia, la finanza. Tutto. E’ su questo che il centrosinistra dovrebbe aprire gli occhi.
Ha detto Giorgia Meloni sul palco di Bari qualche giorno fa: “Si sa, si stava meglio quando c’erano loro, signora mia. Quando c’erano loro il salario era minimo davvero, quando c’erano loro i banchi a rotella arrivavano in orario…, quando c’erano loro la porta di casa potevi lasciarla aperta, tanto pure se la chiudevi la casa te la occupavano uguale. Quanto ci mancano loro… però anche loro oggi celebrano un traguardo perché se noi siamo il governo più duraturo della storia della Repubblica, loro sono l’opposizione più duratura della Repubblica. Facciamo quindi gli auguri anche ai colleghi della sinistra, diecimila di questi giorni”.
SE LA RICETTA DEL CAMPO LARGO VIENE DECLINATA DA MONTI
Al netto dell’ironia e perfino del sarcasmo (che fanno parte del dibattito politico), è questa la realtà che il Campo Largo non vuole vedere. Il fallimento delle politiche centriste dell’Europa provoca risposte elettorali che vanno a… destra.
Se il senatore a vita Mario Monti (il meno indicato ad affrontare determinati argomenti visto che sembra non aver capito come la sua visione del mondo sulla quale imposta le sue teoria è fallita da tempo) a Cernobbio promette solennemente che contrasterà la retorica fascista di Roberto Vannacci, sicuramente strappa gli applausi di quella platea. Poi però il mondo reale va in un’altra direzione. E Roberto Vannacci, che evidentemente non rappresenta alcuna soluzione ma si limita a raccogliere la protesta ha scritto sui social: “Mario Monti: volto delle élites, della finanza e dell’economia, professore, rettore, senatore a vita, presidente del consiglio mai eletto dagli italiani e chiamato da Napolitano, Merkel e Sarkozy per far fare i compiti a casa all’Italia. Introdusse la stangata dell’Imu, distrusse il mercato immobiliare nazionale, quello delle auto di lusso e degli yacht, fece macelleria sociale con la legge Fornero, aumentò le tasse sui conti bancari, ottenne il record dello spread a 536 punti. Fondatore di un partito durato quanto un gatto in tangenziale. Se anche Mario Monti, 83enne, invece di godersi i nipoti deve dedicare il suo tempo e le sue poche energie rimaste a contrastare me e Futuro Nazionale vuol dire proprio che facciamo paura alla casta e che siamo sulla strada giusta”.
La fotografia del Campo Largo è fuori dal tempo: Elly Schlein (Pd), Giuseppe Conte (5 Stelle), Nicola Fratoianni, Angelo Bonelli (Alleanza Verdi e Sinistra) non riescono a prendere atto che un intero modello politico-economico-culturale è fallito.
Vengono i mente le parole di Nanni Moretti, pronunciate nel 2002 e rivolte alla Sinistra di allora: «Con questi dirigenti non vinceremo mai».
