Da un nostro amico e appassionato di tennis riceviamo una versione per nulla risibile, e anzi godibile, della caduta del nostro Jannik a Parigi
IL DELITTO PERFETTO
Parliamoci chiaro…
Alzi la mano chi di noi non avrebbe desiderato la vittoria di Sinner in questo Roland Garros per diversi motivi: allungare la striscia di partite record, regalare a Panatta e a noi tifosi italiani di tennis il “doblete Roma/Parigi”, implementare il numero degli Slam vinti, imprimere un ulteriore colpo fatale all’avversione dei nostri cugini nei confronti del nostro campione come favoloso rappresentante della nostra nazione e, non da ultimo, continuare a tenere muti tutti gli haters che improvvisamente tornano ad interessarsi e addirittura a proporsi quali intenditori di tennis solo quando il “nostro” cade…
Purtroppo la vita insegna sempre. Niente è scontato ed i pronostici di ogni appassionato, di tennis e non, che volevano Sinner già vincitore ancor prima di iniziare il torneo, soprattutto in mancanza di competitori accreditabili a sopravanzarlo nel gioco e nel risultato, sono clamorosamente stati smentiti. La storia ci ha infatti consegnato il verdetto meno atteso e ancor meno desiderato.
Ora, stare qui a lodare il campione che è Sinner credo sia superfluo, per la sportività, l’umiltà e il rispetto dimostrato una volta di più, restando in campo fino alla fine del match pur nelle condizioni in cui lo abbiamo visto.
Avrà sicuramente altre opportunità di vincere il Roland Garros nella sua carriera già ricca e promettente di ulteriori innumerevoli successi e qualora in ultimissima ipotesi non dovesse riuscirci, sarà comunque un gigantesco campione (vedi sua maestà Federer e la sua a lungo vana ricerca parigina) per tutto il mondo del tennis e certamente per quello del tennis italiano, nel cui contesto resterà ineguagliabile per chissà quanti anni o secoli.
Adesso, però, solo per noi romantici, grevi tifosi, italiani midollari ed Hitchcockiani incalliti supponiamo che Sinner abbia posto in essere il delitto perfetto nei confronti: dei francesi pseudo tifosi paganti “ammazza re” ed “ammazza italiani” (vedi Djokovic e Darderi), degli organizzatori ATP sempre più orientati alla morte “samuraistica” del tennista (vedi Mensik), degli haters “puristi” che gli avrebbero riconosciuto non più di un mezzo Slam data l’assenza di Alcaraz e di tutti coloro che non avrebbero ma giustificato un ritiro (strameritato) prescindendo da qualsiasi ragione Sinner ed il suo staff avessero potuto addurre (vedi Coppa Davis)
Lo ha fatto: ha dimostrato di poter fare un sol boccone del mediocre ma onesto avversario arrivando ad un solo passo dal vincere, meritatamente e secondo scontato pronostico, per poi sacrificarsi sull’altare dei benpensanti tutti rimasti soddisfatti: gli uni del suo impegno e serietà e gli altri dell’aver “dimostrato” ch’egli sia un fortunato e sopravvalutato fenomeno.

