Bollette pazze, sale la protesta. Un’iniziativa, organizzata dai sindacati di base di Usb presenti con diverse bandiere, si è svolta a Roma come anche in altre città. Si sono davanti alla sede della Cassa Depositi e Prestiti, bruciando in un falò improvvisato le bollette della luce e del gas e intonando lo slogan: “ladri di Stato, restituite quello che avete rubato”.
USB IN PRIMA FILA
“Gli unici che non posso aumentare niente sono coloro che vivono di salario e di lavoro”, è stato gridato dai megafoni al sit-in. “Siamo in tutta Italia davanti alle maggiori aziende dell’energia e alle sedi dei loro maggiori azionisti, a partire da Cassa Depositi e Prestiti, che in questa crisi si stanno arricchendo come mai prima”, ha spiegato l’Usb.
ATTI IN PROCURA
L’impennata del costo delle bollette sarà sottoposta all’attenzione della Procura di Roma, che già da mesi sta indagando sul rincaro del costo della benzina. Il Sindacato unitario di base ha detto di aver depositato negli uffici di piazzale Clodio una denuncia “contro tutte le condotte poste in essere dalle società che commerciano gas, energia elettrica e prodotti petroliferi ai danni della collettività, speculando sulle differenze tra quanto hanno pagato le materie prime e il prezzo al quale ce le stanno rivendendo”. La prossima data delle proteste è il 13 ottobre, quando in piazza – annuncia #ioapro – a Roma scenderanno in piazza i cittadini, “per chiedere che famiglie e piccole imprese paghino gli stessi importi di un anno fa. Il nuovo governo ora si prenda la responsabilità di agire – dicono -. Noi per quella data abbiamo già ventidue pullman confermati con destinazione Roma”.
“Il caso degli alberghi del Salento non sarà l’unico, nel prossimo mese ne vedremo tanti altri, la situazione per il nostro settore è drammatica e non possiamo permetterci di aspettare il 2024”. Ad affermarlo è il presidente di Federalberghi Bernabo’ Bocca, che sottolinea: “Serve un intervento subito, per il governo che si andrà ad insediare, ma anche per quello ancora in carica: trovare una soluzione per il costo dell’approvvigionamento energetico deve essere una assoluta priorità. Ci deve essere un intervento come per il Covid”.
Il costo delle bollette, fa notare Bocca, “è sei volte quello del 2019”. Per questo, spiega l’imprenditore, c’è la convinzione che altre chiusure siano purtroppo imminenti: “Finita l’alta stagione e finiti i mesi in cui i fatturati potevano coprire le spese, saranno in tanti a non farcela più”.
Insomma sembra di essere solo all’inizio di un’ondata di proteste sulle bollette, che rischia di segnare la stagione invernale.

