Cassino, traffico illecito di rifiuti: sequestrata la villa comunale

I Carabinieri Forestali del Gruppo di Frosinone e i Nuclei Operativi Ecologici di Roma e Latina hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo emesso dal Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Cassino, su richiesta del Procuratore Delegato di Roma.

Secondo quanto emerso dalle indagini, nell’ambito del progetto di rifunzionalizzazione del principale parco pubblico cittadino sarebbero state smaltite e utilizzate ingenti quantità di materiale classificato giuridicamente come rifiuto, in violazione delle prescrizioni contrattuali e delle normative ambientali vigenti. Il capitolato d’appalto prevedeva infatti la fornitura e la posa in opera di terreno coltivo di elevata qualità, privo di infestanti, residui vegetali e materiali litoidi, con un contenuto minimo di sostanza organica pari al 2%. Tale materiale era stato regolarmente previsto e valorizzato nei computi metrici dell’opera.

Gli investigatori ipotizzano invece che all’interno del cantiere siano stati conferiti circa 6.886 metri cubi di materiale derivante dalla lavorazione meccanica di rifiuti da demolizione e costruzione, successivamente presentato attraverso documentazione che lo qualificava come “aggregato recuperato” (End of Waste). Secondo l’accusa, il materiale sarebbe stato acquisito a titolo gratuito, consentendo alle imprese coinvolte di evitare i costi di smaltimento in discarica e, contemporaneamente, di ottenere il pagamento previsto per la fornitura del terreno vegetale mai effettivamente consegnato.

L’inchiesta evidenzia anche possibili profili di rischio per la salute pubblica. Durante i sopralluoghi effettuati dalla Direzione dei Lavori erano già stati rilevati frammenti di vetro, detriti e altri materiali estranei nel terreno distribuito nell’area verde. Le successive analisi chimico-fisiche avrebbero inoltre accertato la presenza di contaminanti con concentrazioni superiori ai limiti di legge per aree destinate a verde pubblico e uso residenziale. In particolare, sarebbero stati riscontrati superamenti delle Concentrazioni Soglia di Contaminazione (CSC) per diversi metalli pesanti, tra cui berillio, selenio, arsenico e stagno. Un aspetto ritenuto particolarmente rilevante dagli investigatori, considerando che la Villa Comunale rappresenta il principale polmone verde della città ed è frequentata quotidianamente da bambini, famiglie e anziani.

Alla luce degli elementi raccolti, l’Autorità Giudiziaria ha contestato, a vario titolo, le ipotesi di reato di Attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti (art. 452 quaterdecies del Codice Penale), realizzazione di discarica abusiva (art. 256 del D.Lgs. 152/2006) e tentata truffa aggravata ai danni del Comune di Cassino (articoli 56 e 640 del Codice Penale). L’indagine coinvolge complessivamente sette persone: quattro imprenditori amministratori di tre società operanti tra Lazio, Molise e Campania e tre soggetti tra amministratori pubblici e tecnici incaricati della gestione dell’appalto.

Per impedire l’aggravarsi delle conseguenze e preservare gli elementi probatori, è stato disposto il sequestro preventivo dell’area della Villa Comunale interessata dal deposito del materiale e di dieci veicoli utilizzati per il trasporto. Parallelamente, i militari stanno eseguendo perquisizioni e acquisizioni documentali presso le sedi delle società coinvolte, gli uffici dell’ente appaltante e gli studi professionali interessati, raccogliendo una vasta documentazione amministrativa, contabile e informatica, compresi dispositivi mobili. Le indagini proseguono per accertare tutte le responsabilità e verificare l’effettiva entità del danno ambientale, economico e sanitario derivante dalla vicenda.