Dica… 32, Jannik Sinner e i record in serie

La buona volontà e la… cabala, invocata dal russo in termini di ritardo della sconfitta di Sinner (più si allunga la sua serie di vittorie e più è probabile che arrivi una sconfitta – aveva detto tra il serio e il faceto il moscovita alla vigilia del match) non sono bastate al numero 13 del mondo, Andrey Rublev, per far saltare il banco.
Il numero uno del ranking ATP ha giocato con la solita attenzione e con l’incisività di questo periodo d’oro, almeno fino al 6-4 4-1 30-0; a quel punto, mentre si profilava per il malcapitato avversario una lezione severissima, l’ennesima, ha un po’ tolto il piede dall’acceleratore o per meglio dire ha un pochino staccato il collegamento con la concentrazione feroce. Ne è scaturita una mini rimonta di Rublev, che ha recuperato uno dei due break ed ha dato al punteggio una veste più consona ad un quarto di finale di un mille: 6-2 6-4, questa la veste numerica del trentaduesimo successo di fila nei mille di Jannik Sinner. Aver vinto in scioltezza anche in un match in cui prima del turno di servizio finale, quello del decimo gioco, aveva servito nel secondo set con il 25% di prime in campo, dà l’idea della distanza che oggi esiste tra un Sinner “normale” e qualunque avversario.
Senza attingere al serbatoio delle cose strabilianti, un serbatoio che appare comunque sempre fornito e pronto alla bisogna, il ragazzo della Val Pusteria ha anche chiuso vittoriosamente la sua ventisettesima partita di fila, dopo la sconfitta patita contro Mensik ai quarti di Doha il 16 febbraio scorso. Sono praticamente 3 mesi senza sconfitte, un’autentica rarità nella storia del tennis.
Jannik ai microfoni confessa sempre candidamente di giocare per vincere le partite e non per stabilire dei record, ma è chiaro che le vittorie quando sono sistematiche portano ai record. Ora ci sono solo due ostacoli tra Sinner e i sei trionfi di fila nei Master 1000: mentre scriviamo devono ancora scendere in campo Medvedev, non proprio uno specialista del rosso, e Landaluce, che invece sul clay si trova particolarmente a proprio agio. Solo al termine di questo confronto sapremo chi sarà l’avversario di Sinner in semifinale, mentre la parte bassa del tabellone ha già epsresso i propri definitivi verdetti: sarà il nostro Darderi a sfidare Ruud nella semifinale, in un match che si annuncia molto equilibrato, visto quel che è riuscito a fare l’italo argentino nel confronto dei quarti contro l’astro nascente Jodar.
Intanto nel tabellone femminile è svanito il sogno di Sorana Cirstea, che era partita in modo sostenuto, ma poi ha patito il prepotente ritorno di Coco Gauff, che con la terra rossa della capitale sembra prendere confidenza ogni giorno di più. Lo scorso anno la ricordiamo finalista contro la nostra Jasmine Paolini, che s’impose per 6-4 6-2. Quest’anno purtroppo Jasmine è uscita precocemente e la finalista uscirà dal confronto tra Swiatek e Svitolina, con la vincente che sfiderà Gauff nell’ultimo atto.