
Alle 22.24 il triplice fischio di Manganiello decreta la quarta promozione in serie A del Frosinone. Un traguardo che sa di sogno realizzato, di favola dei nostri tempi, ma anche e soprattutto di programmazione e di volontà. Una volontà feroce disseminata come aghi di pino sulle trentotto giornate del campionato cadetto, per un cammino incredibile, con lo scetticismo iniziale frantumato da prestazioni sempre gagliarde, anche quelle poche volte in cui il risultato non è stato positivo.
Nell’ultima gara stagionale, contro quel Mantova che nella giornata precedente aveva frenato la corsa del Monza, i ciociari hanno trionfato, chiarendo subito quali fossero le gerarchie in campo. Nemmeno dieci minuti per conquistare un doppio vantaggio e il quarto approdo in massima serie era già qualcosa di simile a una certezza. Poi, altri tre gol, una recita sontuosa e la firma di tutti i ragazzi sull’ennesima super-prestazione. Con 81 punti il Frosinone ha stabilito anche il suo nuovo record in serie B, una ghiotta ciliegina sulla torta.
LA CRONACA
Gli undici di Alvini sono quelli pronosticati alla vigilia, con la linea a quattro davanti a Palmisani formata da Anthony Oyono, Cittadini, Monterisi e Bracaglia, cerniera centrale con Francesco Gelli, Calò e Cichella e trio d’attacco consueto con Ghedjemis, Raimondo e Kvernadze. Pronti via e il Frosinone la mette subito in discesa. Al 3′ un cross dalla sinistra vede Monterisi proiettarsi sulla sfera, sbilanciato in modo vistoso da Castellini. Manganiello, richiamato dalla sala Var, concede la massima punizione. Dal dischetto va il rigorista Calò che con assoluta freddezza depone la sfera alle spalle di Bardi.
Al 7′ potrebbe arrivare già il raddoppio, ma la perentoria conclusione di Ghedjemis manda la sfera a stamparsi sul palo; si avventa sul pallone Kvernadze e cerca di ribadire in gol da due metri, ma Bardi in qualche modo si oppone e l’occasione sfuma.
In verità il raddoppio è solo ritardato di due giri di lancette, perché su punizione di Calò l’improvvido Castellini dà ulteriore impulso al suo inizio castastrofico deviando la sfera alle spalle del suo estremo difensore. E il Mantova dov’è? Eccolo, prima con Cella e poi con Mancuso, a distanza di 3 minuti, ma su entrambi i tiri Palmisani blocca in tuffo.
Contenuto un tiro di Ghedjemis al 28′, qualche minuto dopo l’ammonizione rimediata dal franco algerino per un fallo plateale su una ripartenza mantovana. Ci prova ancora il cannoniere principe di questa stagione frusinate, ma la mira è alta quando i giri di lancette sono 34. Nel secondo dei quattro minuti del robusto recupero concesso da Manganiello Marras è molto bravo a procurarsi lo spazio per il tiro e ad angolare in modo egregio, ma tra i pali del Frosinone c’è un ragazzino che è già un gigante. E dice no.
SECONDO TEMPO
La ripresa inizia senza sostanziali modifiche negli assetti e nell’approccio alla gara. Il Mantova ci prova, ma il Frosinone tiene botta e riparte pericolosamente. La prima occasione degna di essere annotata è per i virgiliani al minuto 53: Marras porge per Mancuso, che solo davanti a Palmisani non trova la coordinazione e spara alto.
Gol fallito, gol fatto: l’antico adagio non si smentisce e il Frosinone centra il tris con il suo uomo di punta, l’inafferrabile Fares Ghedjemis. Diagonale chirurgico alle spalle di Bardi, proprio sotto la Nord, che è un crepitio di entusiasmo e cori.
Il Frosinone non è sazio, di gol, di gloria e di quell’ebbrezza dolce e speciale che solo il calcio sa regalare. E allora arrivano anche i gol di Raimondo e di Koutsoupias, altri due tipetti che nel tabellino dei marcatori ci sono andati spesso e con grande merito. Quel che i gol di Davis e Niang avevano tolto il Frosinone se l’è ripreso nel modo più bello, con un campionato meraviglioso. E adesso è solo festa.
