Il mistero buffo del Pd, le cordate dei dissidenti e Mastrangeli che cronometra il Brt

Settanta giorni senza presidente del consiglio comunale a Frosinone. Del caos della coalizione di governo è stato detto e scritto tutto. Ma le opposizioni stanno davvero meglio? Viaggio all’interno di un labirinto senza certezze. Di uscita.
Settanta giorni. Tanti ne sono trascorsi dalle dimissioni di Massimiliano Tagliaferri. Era il 30 maggio. Una “vacatio” lunghissima, quella della presidenza del consiglio comunale di Frosinone. Mai vista prima. Mai vista altrove. Al punto che, è stato detto in aula, “non c’è giurisprudenza”. A settembre la coalizione che sostiene Riccardo Mastrangeli (parlare di maggioranza non ha senso) tornerà a votare in ordine sparso. Quattro fumate nere consecutive sono la certificazione del “caos”.
In più c’è il doppio rischio: 1) la paralisi amministrativa in aula; 2) l’interruzione della consiliatura qualora non si dovesse trovare una soluzione, con conseguente commissariamento a poco più di dieci mesi dalle elezioni.
Ma oggi vogliamo ragionare da altri punti di vista. Con altre prospettive.
Perché le incognite non mancano neppure al di fuori dell’alleanza di governo.
Partiamo dal Pd. Per anni si è ripetuto che bisognava candidare a sindaco Angelo Pizzutelli, per tre volte consecutive primo degli eletti, nel 2022 secondo. Quando questo succede… buio fitto. Nessuno dei leader che prende l’iniziativa, neppure un cenno di costruzione di una coalizione e del varo di una lista. Di più: ci sono quattro votazioni per la presidenza dell’aula. A fare il nome di Angelo Pizzutelli è Vincenzo Iacovissi, capogruppo del Psi. Mai (nelle quattro occasioni) gli altri due esponenti Democrat, Fabrizio Cristofari e Norberto Venturi, hanno votato per Angelo Pizzutelli. Perché? Per non cadere nella trappola del centrodestra? Misteri gloriosi…
Il neo segretario del circolo cittadino del Pd Stefano Pizzutelli (cognome assai diffuso a Frosinone e ancora di più in politica) sembra muoversi, messa da parte improvvisamente la sua notoria spavalderia, con il freno a mano tirato. Unica preoccupazione: indebolire le candidatura a sindaco di Vincenzo Iacovissi, del Psi. Partito nel quale hanno militato Angelo e Stefano Pizzutelli ma pure Norberto Venturi. Nostalgia canaglia? No. Sindrome da ex.
Fatto sta che la candidatura a sindaco di Angelo Pizzutelli andrebbe riempita di accordi, alleanze e liste. Nulla. Almeno finora.
Seconda situazione… dell’altra prospettiva. Pasquale Cirillo (Forza Italia) e Anselmo Pizzutelli (Lista Mastrangeli) hanno affossato la possibilità che fosse Angelo Pizzutelli a presiedere l’aula da “consigliere anziano”. Entrambi potrebbero essere candidati a sindaco di un cosiddetto Terzo Polo? Ma allora perché non escono allo scoperto? Dieci mesi non sono tantissimi.
Undici consiglieri hanno inoltrato una richiesta formale a Prefettura e Ministero dell’Interno per sapere se le delibere approvate nelle sedute consiliari ordinarie di luglio sono valide.Visto che nell’aula di Palazzo Munari non c’è un presidente eletto. In calce alla richiesta le firme di 3 consiglieri del Pd (Angelo Pizzutelli, Fabrizio Cristofari, Norberto Venturi), 2 di Forza Italia (Pasquale Cirillo, Maurizio Scaccia), 2 della Lista Mastrangeli (Anselmo Pizzutelli, Maria Antonietta Mirabella), 1 della Lega (Giovanni Bortone), 2 di Futura (Giovambattista Martino, Teresa Petricca), 1 di Fratelli d’Italia (Paolo Fanelli). Gli stessi 11 la prima volta avevano votato per Fanelli come presidente del consiglio comunale.
Alcune domande a voce alta. Fanelli è ancora di Fratelli d’Italia? Forza Italia alle prossime elezioni andrà per conto proprio, fuori dal centrodestra? Se il Pd ha candidato a sindaco Angelo Pizzutelli perché sta in tutte le “cordate” con i “dissidenti”? Quando Anselmo Pizzutelli, Maria Antonietta Mirabella e Giovanni Bortone lasceranno i gruppi nei quali sono stati eletti e dai quali sono usciti?
Detto tutto questo, l’obiettivo degli 11 è chiarissimo: determinare l’interruzione della consiliatura per evitare al sindaco Riccardo Mastrangeli di completare il quinquennio con la fascia tricolore. E potersi giocare in campagna elettorale il fattore commissariamento.
Mastrangeli però si sta già attrezzando, con uno schema preciso di una campagna elettorale all’insegna del “vittimismo politico” (che in Italia funziona sempre). Il mantra sarebbe: “Piazza Turriziani, Piloni, Campanile, Brt (!!!) e tanto altro. Mi hanno dato una spallata per evitare che consegnassi alla città anche la piazza dello Scalo e molto altro. Mi hanno impedito di governare”.
Del centrodestra parleremo in un’altra occasione. Oggi ci concentriamo sulle possibili alternative. Davvero Pd, Forza Italia, “dissidenti” e Paolo Fanelli possono rappresentare la premessa di una coalizione elettorale? E chi sarebbe il candidato sindaco? Nel frattempo Mastrangeli resta concentrato sul Brt sconsolatamente vuoto in questi primi giorni di sperimentazione estiva… Convinto che funzionerà. I suoi avversari però sembrano vagare sulle piste ciclabili. Con biciclette senza navigatore.