L’anniversario della Bpf e il perchè la nostra provincia non sarebbe stata la stessa

Mentre Frosinone ieri eleggeva il suo nuovo sindaco al Benito Stirpe la Banca Popolare del Frusinate ha festeggiato il suo trentesimo anniversario: nel pomeriggio un convegno «Crisi geopolitica e “sistema Italia” quale impatto sull’attività creditizia, economica ed universitaria?»  con gli interventi, tra gli altri, di Carlo Salvatori e Maurizio Stirpe. Poi la cena per i soci e infine il concerto di Albano

I trent’anni della Bpf non sono una notizia banale per il nostro territorio. 

È una di quelle che si chiamano “buone notizie”. E che raramente raggiungono come dovrebbero l’immaginario collettivo. Perchè in Italia si fa pochissima educazione finanziaria e perchè non è ben chiaro a tutti (e qui le colpe sono tutte di una narrazione globalizzata che tende a classificare come “marginali” le banche locali) il ruolo, l’importanza e l’infungibilità di banche come la Banca Popolare del Frusinate che ieri, sotto la guida del presidente Domenico Polselli e dell’amministratore delegato Rinaldo Scaccia ha compiuto tre decenni di attività nella nostra provincia.

Il presidente della Bpf, Domenico Polselli

Ci chiediamo cosa sarebbero stati questi ultimi anni (dal 2008, l’anno del fallimento Lehman Brothers in poi) senza questa istituzione finanziaria capace di interpretare puntualmente esigenze e problematiche di imprese e famiglie ciociare e tradurle in strumenti finanziari in grado di assorbire l’impatto di tutta un susseguirsi di crisi più o meno gravi. Ultima quella derivante dalla pandemia che ha messo in ginocchio tutta una serie di settori economici.

L’ascolto attento delle esigenze del territorio, gli occhi puntati ad una trasformazione senza precedenti del tessuto produttivo, la conoscenza capillare delle “persone” in grado di intraprendere, costruire e redistribuire ricchezza: tutto questo conciliando la necessità della banca come impresa volta a soddisfare le legittime aspettative dei soci e l’essere “istituzione” in grado di declinare la mission aziendale anche a supporto delle più significative iniziative di promozione e valorizzazione di Frosinone e della sua provincia. Tutto questo non trascurando mai i conti e mantenendosi costantemente al vertice delle classifiche nazionali che misurano performance, affidabilità e solidità degli istituti bancari.

Nella partnership storica, strategica e convinta con il club del Frosinone partita in anni di ricostruzione del calcio nella città capoluogo e arrivata allo storico doppio traguardo dei campionati di serie A c’è da una parte tutta l’essenza del fare banca per il territorio e dall’altra il dna della Banca Popolare del Frusinate.

In questo mondo che affida agli algoritmi e all’intelligenza artificiale ogni aspetto della nostra vita, che non riesce più a distinguere il valore dell’identità e delle differenze, che vorrebbe globalizzare selvaggiamente anche l’attività finanziaria ecco perchè non può passare inosservata la “buona notizia” di un compleanno come quello festeggiato ieri.

Non sarebbe stata esattamente la stessa cosa, per questa provincia, per le sue famiglie e le tante imprese, senza la Banca Popolare del Frusinate.