Le cinque top-news di mercoledì 30 settembre

1 – PROVINCIA, VOTO SLITTATO AL 2028: CAMBIANO LE STRATEGIE E IL NODO DELEGHE

Il probabile rinvio a giugno 2028 delle elezioni per il presidente della Provincia — causato dall’emendamento al decreto Pubblica Amministrazione che riallinea i mandati di presidenti e consiglieri — impone un profondo ripensamento politico. Con lo slittamento di venti mesi della scadenza (inizialmente prevista a marzo 2027, prima delle amministrative e delle politiche), si riapre il nodo della governance e delle deleghe ai consiglieri.
Attualmente, solo 5 consiglieri su 12 hanno accettato le deleghe (esponenti di FdI, Pd e Provincia in Comune), mentre gli altri (tra cui i capigruppo di FdI e Pd, oltre a Forza Italia e Lega) le hanno rifiutate sulla base di strategie e prospettive politiche poi stravolte dallo slittamento. L’elezione nel 2027 avrebbe infatti anticipato consuete manovre trasversali e “conte” interne ai partiti, come già avvenuto nelle precedenti edizioni (2014, 2018 e 2022).
Ora l’intero quadro strategico cambia per schieramenti e candidati. Il presidente uscente Luca Di Stefano rimarrà in carica, ma per non decadere dovrà necessariamente essere riconfermato sindaco alle prossime elezioni nel Comune di Sora.

2 – PER SUPERARE LO STALLO URGE UN PRESIDENTE  

Il Consiglio Comunale di Frosinone si trova in uno stallo che dura da quattro mesi, a seguito delle dimissioni del presidente Massimiliano Tagliaferri e di quattro votazioni andate a vuoto. La maggioranza guidata dal sindaco Riccardo Mastrangeli, pur contando teoricamente su 18 seggi su 33, è divisa al proprio interno e scende di fatto a 17 voti per la nota distanza di Paolo Fanelli (FdI).
Nelle passate votazioni la coalizione si è spaccata tra Gianpiero Fabrizi e Marco Ferrara. L’ultima ipotesi al vaglio per superare l’impasse è la figura di Carlo Gagliardi (Lista Marzi), proposto dal sindaco ma inviso sia al gruppo Mani Libere (Marco Ferrara e Sergio Crescenzi) sia alla Lista per Frosinone di Antonio Scaccia, critica verso un accordo con le opposizioni.
Sullo sfondo avanzano le manovre delle minoranze: Vincenzo Iacovissi (Psi) propone Angelo Pizzutelli (Pd), mentre si è formato un asse di 10 consiglieri di vario orientamento (Anselmo Pizzutelli, Maria Antonietta Mirabella, Giovanni Bortone, Pasquale Cirillo, Giovambattista Martino, Teresa Petricca, Paolo Fanelli, Angelo Pizzutelli, Fabrizio Cristofari, Norberto Venturi) che hanno ricorso al Prefetto. Completano il quadro movimenti interni come il passaggio di Marco Sordi alla Lega con Dino Iannarilli, e la posizione autonoma di Armando Papetti e Maurizio Scaccia.
Si attendono le prossime votazioni nel segreto dell’urna.

3 – PROPOSTA DI LEGGE NEL LAZIO: VERSO L’ISTITUZIONE DELLO PSICOLOGO DI BASE

La proposta di legge per introdurre lo psicologo di base nel Lazio approda all’esame del Consiglio regionale, con discussione fissata per il 7 ottobre. L’iniziativa nasce da una legge di iniziativa popolare, promossa dalla consigliera regionale del Pd Sara Battisti (prima firmataria) e sostenuta da oltre 13.000 firme raccolte a partire dall’estate precedente.
L’obiettivo principale del progetto è integrare la figura dello psicologo nella rete delle cure territoriali, affiancandola ai medici di medicina generale, ai pediatri e ai servizi di salute mentale. Il testo originario prevede un operatore ogni 15.000 abitanti nei distretti sanitari, con compiti di prevenzione, ascolto, orientamento e intercettazione precoce del disagio.
In seguito al confronto in commissione Sanità e alle indicazioni del dottor Nuti, si punta a inserire lo psicologo nei Dipartimenti di Salute Mentale e all’interno delle Case di Comunità della regione, operando in équipe multidisciplinari per garantire una presa in carico integrata del paziente.
Come sottolineato dalla consigliera Battisti, l’iniziativa risponde all’urgente necessità di garantire un supporto psicologico pubblico, capillare e tempestivo, trasformando una forte richiesta dei cittadini in un servizio accessibile e integrato nel sistema sanitario regionale.

4 – CASSINO, INAUGURATO LO SPAZIO INCLUSIONE E DISABILITA’

Inaugurato a Cassino lo “Spazio inclusione disabilità” presso la sede Cisl di viale Bonomi, primo presidio del genere in provincia di Frosinone. Il progetto nasce per offrire orientamento e supporto concreto alle persone con disabilità gravissima e ai loro familiari, spesso ostacolati da percorsi burocratici e legislativi complessi.
I locali, intitolati allo storico sindacalista Antonio Angelucci, sono stati inaugurati dalla segretaria generale Cisl Daniela Fumarola alla presenza dei vertici regionali e locali, dopo una benedizione presso l’Abbazia di Montecassino. Come dichiarato da Antonella Valeriani (Cisl Frosinone), l’obiettivo è garantire una tutela a 360 gradi che intervenga su aspetti fiscali, sociali, scolastici e lavorativi, estendendosi anche a chi subisce infortuni sul lavoro.
Operativo il lunedì dalle 9 alle 13 con assistenza WhatsApp sempre attiva, lo sportello offre un’ampia rete di servizi. In collaborazione con Inas e Caf Cisl, gestisce pratiche per invalidità civile, Legge 104, assegni di accompagnamento, ADI/CAD, ISEE e contratti per badanti, oltre alla redazione dei progetti di vita individuale (D.Lgs. 62/24). Fornisce inoltre consulenza per la scuola (PEI e GLO), pratiche Comune-ASL (assegni di cura, contributi caregiver e Home Care Premium) e supporto per l’inserimento lavorativo mirato (L. 68/99) e il disability management.

5 – IL FROSINONE E’ LA SQUADRA PIù ITALIANA DELLA SERIE A

Alla luce della pausa per la Nations League, si riaccende il dibattito sulla presenza dei calciatori italiani in Serie A. Nelle prime cinque giornate della stagione 2026/27, su 454 giocatori scesi in campo, gli italiani rappresentano appena il 28,2%, in calo rispetto al 30,9% dell’anno precedente.
Soltanto due club su venti utilizzano prevalentemente atleti locali: il Frosinone guida la classifica col 69,9% di minuti concessi agli italiani (fornendo anche cinque elementi all’Under 21), seguito dal Monza al 56,8%. All’estremo opposto si colloca il Venezia, dove la quota di azzurri crolla allo 0,4%.
Tra le “big”, Inter e Roma si attestano vicine alla media nazionale (rispettivamente 29,3% e 29%), mentre la Juventus si ferma al 15,2%, arrivando a schierare in alcune partite il solo portiere come unico titolare italiano. Maglia nera per Milan (7,7%) e Como (4,5%), con i lariani che, nonostante gli acquisti estivi di Kean, Ricci e Liberali, faticano a dare continuità ai talenti di casa nostra.
I dati danno così ragione alle recenti dichiarazioni del tecnico dell’Under 21 Baldini, che ha difeso il modello Frosinone rispetto a realtà a trazione estera. Nel frattempo, la proposta del ministro dello Sport Andrea Abodi di introdurre una quota minima di italiani nelle rose resta un’ipotesi senza sviluppi concreti.