Le sfumature del centrodestra e l’ombra lunga del Generale

Dieci mesi alle elezioni comunali di Frosinone. Indipendentemente da come andrà il 3 settembre, quando all’attenzione del Consiglio ci sarà un solo punto all’ordine del giorno: elezione del presidente dell’aula, dei due vicepresidenti e dei due segretari dell’Ufficio. Dal 30 maggio, con le dimissioni di Massimiliano Tagliaferri, l’aula di Palazzo Munari è priva della massima figura istituzionale. Un’anomalia senza precedenti, che potrebbe portare perfino al commissariamento dell’ente. Ma è inutile tornare su un argomento sviscerato nei dettagli.
Il punto è: quali saranno gli schieramenti a maggio-giugno 2027?
L’assetto del centrodestra è stravolto rispetto al 2022. Forza Italia è all’opposizione da due anni e il coordinatore regionale, senatore Claudio Fazzone, non trasmette da tempo alcun segnale di ricomposizione. Quattro anni fa gli “azzurri” ottennero il 4,5%, al quale va sommato il 3% di Frosinone Capoluogo, la lista di Pasquale Cirillo.
Altri fattori da considerare: nel 2022, prima delle politiche che sancirono il decollo di Giorgia Meloni, Fratelli d’Italia era all’8,7%, la Lega al 4,3%. Alle amministrative le percentuali dei partiti risentono di quelle delle civiche. Ma sul piano politico il Carroccio allora non era nelle condizioni critiche di oggi. Mentre FdI è destinata ad aumentare quel risultato.
Riccardo Mastrangeli è convinto che entrambi i partiti lo sosterranno per il mandato bis. La Lega sicuramente. Fratelli d’Italia assai probabile. Ma non scontato.
Il Sindaco fa affidamento su una coalizione di civiche. Partendo dalla Lista Ottaviani: quattro anni fa prima forza politica del centrodestra, con l’11,8%. Nicola Ottaviani, parlamentare e segretario provinciale della Lega, sta già lavorando alla civica. Nella quale non ci saranno più Massimiliano Tagliaferri, Giovambattista Martino, Teresa Petricca. Nel corso della consiliatura sono usciti pure Valentina Sementilli e Christian Alviani, ora in Identità Frusinate.
Ottaviani si sta muovendo su due fronti: puntellare la Lega e mantenere la civica in doppia cifra. Per lui è una partita anche politica, oltre che amministrativa.
Ci sarà naturalmente la Lista Mastrangeli, dalla quale però hanno preso le distanze i tre eletti della volta scorsa: Anselmo Pizzutelli, Maria Antonietta Mirabella, Francesco Pallone. Nel 2022 la civica raggiunse l’8,2%.
Inoltre Riccardo Mastrangeli sta ragionando sull’opportunità di mettere in campo una ulteriore formazione tutta radicata nel quartiere Scalo. Non solo: il primo cittadino ha già recuperato il Polo Civico, 6,3% l’ultima volta.
L’incognita è la Lista Marzi, 11,1% nel 2022. Fino a tre mesi fa il tam-tam era incessante. Domenico Marzi avrebbe sostenuto Riccardo Mastrangeli nel 2027: o con la sua lista oppure con candidature nelle civiche del presidente dell’ordine dei farmacisti.
Da qualche mese però Domenico Marzi, Carlo Gagliardi e Alessandra Mandarelli non partecipano alle sedute ordinarie. Insomma, il congelamento dei rapporti, almeno apparentemente, c’è stato. A sbloccare la situazione potrebbe essere proprio l’elezione del presidente del consiglio.
Malgrado le smentite, dovute, e i tentativi di mimetizzazione, l’ipotesi di Carlo Gagliardi sulla poltrona più alta dell’emiciclo di Palazzo Munari rimane in campo. Anche se le difficoltà, soprattutto numeriche, non mancano.
Ma nel centrodestra si continua a sottovalutare l’elemento più chiaro ed importante: Roberto Vannacci.
Il vicesindaco Antonio Scaccia, fedelissimo ante litteram del generale, è coordinatore provinciale e responsabile regionale degli enti locali di Futuro Nazionale. Mentre Francesca Chiappini, prima degli eletti la volta scorsa con 987 preferenze, fa parte dei 31 membri delegati all’assemblea nazionale.
I segnali politici non sono criptati.
Il primo: Vannacci ripete che il suo partito schiererà propri candidati a sindaco nei capoluoghi di provincia.
Il secondo: da mesi Scaccia è in rotta di collisione con Mastrangeli, non solo sulla presidenza dell’aula.
Il terzo: l’asse del vicesindaco con Ferrara e Crescenzi non è casuale.
Nel 2022 la Lista per Frosinone ottenne l’8,2%. Se tra dieci mesi schierasse un proprio candidato sindaco, lo stesso avrebbe il sostegno pure di Futuro Nazionale, verso il quale veleggiano Marco Ferrara e Sergio Crescenzi. Assai probabile che questa coalizione andrebbe in doppia cifra. Condizionando tutti gli equilibri del centrodestra.
Un’ultima cosa, inspiegabile. Nel 2022 al ballottaggio Riccardo Mastrangeli volle l’accordo con Mauro Vicano. Qualche mese fa l’assessore Laura Vicano è stata costretta al passo indietro per liberare spazi in giunta.
Nel 2022 l’allora candidato sindaco Vicano ottenne il 4,6%. Risultato di tutto rispetto, che però continua ad essere sottovalutato. In maniera… trasversale.