Per il Parlamento si scatenano gli appetiti dei candidati romani: ecco i rumors

Fiocca il toto-Parlamento. A meno di due mesi dal voto nella Capitale è l’ora delle indiscrezioni per le candidature. Grande attenzione viene rivolta su Fratelli d’Italia, che potrebbe provare l’impresa la coppia di consiglieri Chiara Colosimo e Giancarlo Righini. Caos invece nella Lega del Lazio. Stando a quanto filtra da fonti interne, nessuno dei nomi oggi in Regione punterà al parlamento, dati i pessimi risultati dei leghisti nei sondaggi e la sforbiciata di posti disponibili alla Camera e al Senato. Ricordiamo che si vota per la prima volta dopo la riforma costituzionale varata nel 2020 che ha ridotto da 630 a 400 il numero dei deputati e da 315 a 200 quello dei senatori eletti.
La Lega calerà l’asso Simonetta Matone. L’ex magistrato, oggi capogruppo in Campidoglio, è data come papabile nella corsa per un posto alla Camera. E ancora dal Comune di Roma, è probabile che anche Virginia Raggi tenti l’impresa. Grazie alla regola del “mandato zero” che aprì la possibilità per sindaci e consiglieri comunali di un terzo mandato in parlamento, l’ex sindaca potrà prendere parte alla corsa elettorale. Cosa che non potrà fare invece (salvo ulteriori deroghe dell’ultimo minuto, che però Grillo sembra aver categoricamente escluso) l’assessora alla Transizione ecologica in Regione Roberta Lombardi, già al suo secondo round in Regione.
Nel Movimento Cinque Stelle a scalpitare c’è Paolo Ferrara. Da sempre in prima linea nel territorio di Ostia, Ferrara è considerato un papabile per la Camera, grazie alla sua prima elezione durata 1 anno e 7 mesi, quindi non imputabile ai fini del conteggio che vieta il secondo mandato. Ferrara ha una base elettorale stimata in oltre 1500 voti e dovrebbe misurarsi col lo spettro del termovalorizzatore di Santa Palomba, osteggiato dal Movimento sin dalle prime ore, ma ormai cosa fatta per l’amministrazione Gualtieri. E poi, in caso di elezione, subentrerebbe in Campidoglio la prima dei non eletti a Ostia, Germana Paoletti. Una quadratura del cerchio studiata a tavolino dalla senatrice Giulia Lupo, spin doctor per Conte dei collegi romani.

NEL PD TOCCA ALLA DI BIASE

Nel Pd Nicola Zingaretti è il primo della lista. La candidatura del governatore del Lazio al Senato il prossimo 25 settembre è data per scontata. “Sono a disposizione del partito” ha detto. Una conferma tra le righe. Ma non sarà il solo a tentare il salto in parlamento partendo da poltrone degli enti locali. In Regione più di un consigliere, tra destra e sinistra, sta pianificando una campagna elettorale lampo.Quasi certe tra i democratici le candidature di Michela Di Biase (moglie del ministro Franceschini), come capolista in quota Areadem, l’assessore a Rifiuti e Urbanistica Massimiliano Valeriani e il presidente dell’aula Marco Vincenzi. Anche Calenda potrebbe giocarsi la carta Valentina Grippo (oggi nel gruppo misto regionale) per strappare al Pd il collegio Roma 1, quello del Centro storico solitamente blindato dai democratici.