Truppe in ordine sparso, ufficiali litigiosi, alti comandi in fuga. Indipendentemente da come finirà l’ennesima crisi di maggioranza, al Comune di Frosinone si ragiona nella prospettiva del 2027. Il sindaco intende ricandidarsi, ma la domanda è: chi starà davvero con lui? Le strategie di Antonio Scaccia e Domenico Marzi. Ma soprattutto di Fratelli d’Italia e Forza Italia.
Qualunque cosa succeda, perfino se dovessero concretizzarsi ipotesi di dimissioni di massa (17 firme) o di mozione di sfiducia (17 voti), la prospettiva politica è quella di maggio 2027, quando al Comune di Frosinone si tornerà alle urne. Un eventuale commissariamento, infatti, durerebbe fino ad allora.
Quanto accaduto negli ultimi giorni conferma un grado di lacerazione impossibile da recuperare.
In seconda convocazione le delibere sono state approvate con 15 voti di media (su 33). Cifre da minoranza. Poi alla fine è mancato il numero legale perché la maggioranza non ha voluto affrontare il tema del riconoscimento di un debito fuori bilancio di 530.000 euro dovuti all’avvocato Alfredo Sica per una sentenza passata in giudicato riferita a una parcella non pagata per un incarico conferitogli da Memmo Marzi nel 2002 (qualcuno dice in forza di una delibera recante un impegno di spesa di 5.000 euro …)
Cioè di 24 anni fa. In un quarto di secolo 4 sindaci (Domenico Marzi, Michele Marini, Nicola Ottaviani, Riccardo Mastrangeli) e 5 Amministrazioni non hanno definito una situazione del genere. Magari all’inizio del mandato Ottaviani si poteva chiudere con una transazione. Siamo oltre il teatro dell’assurdo.
E anche qui il ricordo al detto andreottiano “a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca” è quasi obbligato.
COSA È RIMASTO DEL CENTRODESTRA
Detto questo, veniamo alla politica. Ma cosa è rimasto del centrodestra che ha vinto per tre volte consecutive (2012, 2017 e 2022) e che governa il capoluogo da quattordici anni? Chi sosterrà la ricandidatura di Riccardo Mastrangeli?
Sicuramente la Lega (partito al quale il primo cittadino fa riferimento) e la Lista Ottaviani: entrambe le formazioni fanno riferimento a Nicola Ottaviani, parlamentare e segretario provinciale del Carroccio. Ma è evidente a tutti che il peso politico non è più quello di quattro anni fa. Basta soffermarsi sul fatto che dalla Lista Ottaviani sono usciti, oltre che il presidente dell’aula Massimiliano Tagliaferri, pure Giovambattista Martino, Teresa Petricca (Futura) e Christian Alviani (Identità Frusinate).
Naturalmente Riccardo Mastrangeli ripresenterà la “sua” lista civica. Poi dalla sua parte dovrebbero starci Identità Frusinate e il Polo Civico di Gianfranco Pizzutelli. Il condizionale però è d’obbligo, in particolare per il Polo Civico, che sta osservando con attenzione l’evolversi di ogni singola situazione.
LE FIBRILLAZIONI DEI… FRATELLI
Veniamo a Fratelli d’Italia, il partito di maggioranza del centrodestra ad ogni livello. Ha pagato un prezzo altissimo per continuare a sostenere Mastrangeli. Nei mesi scorsi hanno sbattuto la porta Marco Ferrara e Sergio Crescenzi (poi approdati in Identità Frusinate), ora si appresta a farlo Paolo Fanelli, vicinissimo – dicono i ben informati – a Forza Italia. Con l’alternativa di Futura. Il ragionamento di Fratelli d’Italia dovrà necessariamente essere programmatico e politico. Come peraltro indicato dal parlamentare Paolo Trancassini, coordinatore regionale del partito. Il quale a gennaio, dopo che Mastrangeli aveva restituito le deleghe ai due assessori, ha espressamente chiesto al gruppo frusinate un ragionamento dialettico sul terreno amministrativo. Ora, non è un segreto che FdI ha dubbi forti sul Brt, sul piano della mobilità, sulla viabilità dello Scalo. A maggio 2027, però, si voterà altresì nei Comuni di Roma, Viterbo e Rieti. Dunque il centrodestra potrebbe effettuare una valutazione politica su scala regionale. Anche se la questione Frosinone, in casa FdI, sta diventando esplosiva anche per le sempre più evidenti spaccature tra consiglieri, circolo cittadino e assessori. E non aiutano in questo senso i tanti rumors che arrivano su possibili nuovi ingressi e candidature per la tornata elettorale del prossimo anno.
Ieri la riunione del circolo cittadino ha fatto capire che la posizione dell’ex sindaco in aula non è quella di Fratelli d’Italia. Circostanza che il capogruppo Franco Carfagna ha sottolineato con forza. Dunque, le strade sono due: o Fanelli esce lui dal gruppo e dal partito, oppure potrebbe addirittura concretizzarsi la richiesta formale di espulsione.
INTANTO IN CASA DEGLI AZZURRI
Forza Italia è all’opposizione da due anni, da quando cioè Mastrangeli ha tenuto in giunta Adriano Piacentini come “tecnico” di sua fiducia piuttosto che effettuare un ragionamento con gli “azzurri”. Da quel momento il senatore Claudio Fazzone, coordinatore regionale di FI, ha preso le distanze. Dando al gruppo frusinate “carta bianca”. Peraltro il segretario cittadino Pasquale Cirillo non fa mistero che potrebbe perfino candidarsi a Sindaco. A sorprendere è che la Lega, il partito del Sindaco, non abbia mai provato a ricucire lo strappo.
COSA SUCCEDERÀ AI VANNACCIANI
Infine, Antonio Scaccia, vicesindaco e assessore di lungo corso. La Lista per Frosinone ha il gruppo più numeroso (4 consiglieri) e rappresenta una certezza per il centrodestra. Ma Antonio Scaccia è anche uno dei fedelissimi della prima ora di Roberto Vannacci, ex generale, europarlamentare e leader di Futuro Nazionale. I rapporti del quale con la Lega di Matteo Salvini sono pessimi. Qualche giorno fa Claudio Durigon, vicesegretario nazionale del Carroccio e sottosegretario al Ministero del lavoro, ha affermato: “Il centrodestra è rodato da anni, non si fanno campi larghi soltanto perché può essere favorevole o meno secondo i sondaggi fare un’alleanza. Sono convinto che vinceremo le elezioni il prossimo anno e che governeremo ancora”. Porta chiusa a Vannacci. Ma anche qui ne vedremo delle belle con il tandem Pallone (Francesco) –Sardellitti che fa trapelare l’impegno degli uomini del Generale a candidare uno dei due in Parlamento…
Sul piano amministrativo la linea dell’ex generale potrebbe essere quella di indicare candidati sindaci nei Comuni capoluogo. Come Frosinone. In tal caso sarebbe complicato per Antonio Scaccia smarcarsi.
Al Comune di Frosinone peraltro non esiste più quella sorta di monocolore sull’asse della “galassia della Lega”. Tra Nicola Ottaviani e Riccardo Mastrangeli da una parte e Antonio Scaccia dall’altra. Comunque andrà a finire. Indipendentemente dalle alleanze. E con Forza Italia all’opposizione e Fratelli d’Italia in fase di valutazione, come ripeteva quella celebre canzone, la vita “è tutta un quiz”.
LE ORMAI “PATETICHE” GIRAVOLTE MARZIANE
Dimenticavamo. Nel quadro di una coalizione a traino civico, potrebbe pensare di appoggiare Mastrangeli anche l’ex sindaco Domenico Marzi. Il quale sviluppa questo ragionamento: non farò mai cadere Mastrangeli, però non sarò io la “stampella”. E quindi che significa?
Lo capiremo nella seduta sul Rendiconto se ci sarà bisogno di “soccorso”.
Da verificare, al contrario, le intenzioni di Alessandra Mandarelli e Carlo Gagliardi, entrambi della Lista Marzi.
Questo scorcio di consiliatura vede altresì nuovi malumori da parte di Sergio Crescenzi e Marco Ferrara (Identità Frusinate), tornati sulle barricate.
Proseguendo: la delibera sul nuovo Piano di emergenza comunale è stata presentata dall’assessore alla polizia locale Massimo Sulli (Identità Frusinate). Come si sono comportati i tre esponenti della civica? Sergio Crescenzi era andato via, Marco Ferrara si è astenuto, Christian Alviani ha detto sì. Uno su tre ha sostenuto l’assessore di riferimento. Basta questo a dipingere lo scenario…
Infine, in sede di conferenza dei capigruppo ha fatto molto rumore lo scontro dialettico tra il presidente del consiglio comunale Massimiliano Tagliaferri e l’assessore al bilancio Adriano Piacentini. Sono volate parole grosse, ma il punto non è questo. Il punto è che il sindaco Riccardo Mastrangeli non è intervenuto, non ha provato ad alzare la voce lui, non ha cercato di ricomporre. Un segnale di debolezza sul piano politico e della leadership.
Tra un anno si vota. Il tana libera tutti è già scattato. Tutto lascia prevedere che nulla sarà come prima…
